Sospiro di sollievo e poi festa. L'Italia batte la Georgia e conferma di essere ancora un gradino sopra ai Lelos, che tornano a casa con una sconfitta abbastanza netta soprattutto sul piano del gioco, nonostante il grande impegno profuso e la volontà di lottare fino all'ultimo. Gli azzurri hanno saputo fronteggiare proprio i punti di forza dei georgiani, limitandoli in mischia e lottando sui punti d'incontro. Quando poi è arrivata la possibilità di giocare al largo è venuta fuori la qualità di una squadra capace di sfruttare le occasioni concesse ad ogni ingresso nei 22 avversari, una squadra che segna quattro mete e vince - pur soffrendo nel finale - senza mai mettere in discussione il risultato nel secondo tempo.

Il momento degli inni | twitter - @Federugby

Partita carica fin da subito, con entrambe le formazioni intenzionate a girare la partita secondo il proprio modo di giocare. Gli azzurri soffrono la mischia georgiana ma reggono bene, e alla prima sortita nei 22 avversari arrivano subito i 3 punti con il calcio di punizione di Allan. La Georgia però non si scompone e continua a giocare come se non fosse accaduto nulla. La reazione arriva immediata e ogni raggruppamento è fonte di guadagno per i Lelos, che al quarto d'ora guadagnano la penaltouche che porta alla meta del vantaggio: Campagnaro manca il placcaggio su Mchedlidze, che si ritrova davanti la strada aperta per la marcatura, poi trasformata.

L'Italia assorbe subito la scossa, e anzi, forse ne guadagna in carica e motivazione. Bastano tre minuti e Campagnaro si riscatta travolgendo tre georgiani uno dopo l'altro e riportando l'Italia in vantaggio. Allan trasforma per il 10-7 riportando colore sul viso dei tifosi italiani. La Georgia questa volta patisce l'immediata risposta avversaria, perde un po' di lucidità e resta momentaneamente in 14 per il brutto fallo di Tsutskiridze sulla presa aerea di Sperandio, che costa il cartellino giallo al georgiano.  L'Italia capisce che è il momento buono per affondare il colpo, e la Georgia va progressivamente in affanno nel rispondere alle iniziative degli uomini di O'Shea. Prima Jackson non convalida una carica azzurra in mezzo ai pali per un fallo in attacco, poi Castello si divora un'occasione colossale al largo, infine Allan allunga con il secondo penalty per il 13-7. L'Italia adesso ha in mano il match e ha davanti un avversario in debito d'ossigeno, e a due minuti dalla fine il break di Tebaldi riporta tutti nella 22 georgiana. Bellini spreca la prima occasione ma non la seconda sull'imbeccata dello stesso Tebaldi, e chiude il primo tempo sul 18-7.

La meta di Mattia Bellini | twitter - @Federugby

Nel secondo tempo gli uomini di O'Shea entrano in campo intenzionati a chiudere il discorso: azione splendida di Ghiraldini che porta l'azione ai 5 metri dalla linea di meta, Lovotti insiste e Budd finalizza per il 23-7. Le difficoltà dei Lelos sono tutte rappresentate dalla scelta di calciare in mezzo ai pali una punizione all'altezza dei 10 metri, che porta il punteggio sul 23-10. La Georgia accusa ancora il colpo: Polledri recupera un gran pallone a centrocampo, Tebaldi allarga su Steyn che apre la strada alla corsa di Tommaso Allan, che vola in meta a siglare il 28-10, pur mancando anche stavolta la trasformazione.

Quando però il match sembra ampiamente nelle mani dei ragazzi di O'Shea arriva l'episodio che rimette tutto in discussione: bel contrattacco georgiano con la corsa lungolinea di Kveseladze, che sul placcaggio di Sperandio serve Bitsadze, messo a terra da Benvenuti un attimo prima di ricevere il pallone. Il fallo è al limite, ma Jackson e il TMO optano addirittura per la meta tecnica con conseguente ammonizione per l'ala azzurra. Sul 28-17 e con un uomo in meno l'Italia è costretta a soffrire, i georgiani spingono come degli ossessi e gli azzurri commettono qualche errore di troppo, ma gli ingressi di Pasquali, Fuser e Meyer danno nuovo ossigeno all'Italia. Entrano poi anche Bigi e Traoré a completare la nuova prima linea, la Georgia è più volte pericolosissima ma non riesce mai a trovare lo spunto per marcare, e nonostante l'ultimo quarto d'ora si giochi quasi del tutto nella meta campo italiana il punteggio non cambia: finisce 28-17 con l'Italia che mette le cose in chiaro e fa capire che la Georgia - a cui comunque va reso merito di una grande prestazione - è ancora un gradino indietro rispetto al livello del 6 Nazioni.