Sei Nazioni - Il bilancio del 2019 - Prima parte
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Sei Nazioni - Il bilancio del 2019 - Prima parte

Vince il Galles, Inghilterra e Irlanda partono favorite ma restano a bocca asciutta. Scozia rivedibile, Francia e Italia con i soliti problemi. Ecco una prima analisi di questo torneo.

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Francesco Palma

Game over anche quest'anno al Sei Nazioni. Vince, meritatamente, un Galles cinico e concreto, che porta a casa il Grande Slam conquista il secondo posto nel ranking mondiale a pochi mesi dal torneo giapponese. Sbaragliata la ben più quotata concorrenza di Irlanda e Inghilterra, battute con due partite da far studiare nelle accademie per organizzazione tecnico-tattica e attribuiti messi in campo. E' successo tanto e c'è stato tanto da vedere, ecco allora la prima parte del bilancio finale di questo Sei Nazioni 2019:

L'IMBATTIBILITA' GALLESE
Le vittorie consecutive, alla fine del torneo, sono diventate 14: ciò che però colpisce di può sono le modalità con le quali i dragoni hanno conquistato i 5 successi dello slam. Gatland ha programmato alla perfezione ogni passaggio del torneo, vincendo la prima partita grazie ai cronici problemi di testa degli uomini di Brunel e la seconda con una formazione a dir poco di riserva che - pur soffrendo in alcuni frangenti - non ha mai davvero mostrato segni di cedimento. Le opinioni si sono divise tra chi sosteneva che questa squadra non avrebbe potuto reggere contro squadre più forti, e chi invece aveva compreso che il Galles non aveva ancora mostrato tutto il suo potenziale: lo ha scoperto, a sue spese, l'Inghilterra di Eddie Jones, sorpresa e battuta nella stupenda partita di Cardiff. Stessa sorte è toccata, tre settimane dopo, ad un'Irlanda ombra di sé stessa, incapace di mettere in discussione il Grande Slam gallese. Il secondo posto del ranking è arrivato, e se davanti continuano a restare gli All Blacks, il mondiale giapponese non può non considerare tra i co-favoriti i neo-vincitori del Sei Nazioni.

DOV'E' FINITA L'IRLANDA?
E' la domanda che si sono posti tutti fin dalla prima giornata, quando l'Inghilterra si è riscattata con gli interessi dalle due sconfitte consecutive nel 2017 e 2018. Sexton e compagni sono parsi stranamente meno lucidi del solito, e le due faticosissime vittorie contro Scozia e Italia non hanno contribuito a migliorare le cose, anzi: contro la Francia i ragazzi di Schmidt sembravano più concentrati a ritrovare se stessi che a vincere la partita, fino a mollare la presa nel finale e a regalare ai transalpini due mete che in altri contesti i verdi non avrebbero mai e poi mai concesso. L'atto finale del Millennium Stadium doveva essere l'ultima speranza di afferrare per i capelli un titolo che stava ormai sfuggendo, ma si è trasformata nella definitiva debacle di una squadra che da un lato sembra già avere la testa al mondiale, ma che dall'altra non è più riuscita a trovare le motivazioni adatte dopo aver battuto gli All Blacks.

SCOZIA RESPINTA AL MITTENTE
Alla vigilia del torneo sembravano, mai come quest'anno, intenzionati a puntare il bersaglio grosso. Volevano vincere il Sei Nazioni e le ultime uscite internazionali sembravano legittimare questo desiderio. Alla prima partita gli scozzesi hanno scatenato la loro furia sulla malcapitata italia: ritmi forsennati e giocate perfette, 70 minuti di lezione di rugby, prima del solito black-out che a momenti rimette in gioco gli azzurri sotto di 30 punti. Ma la fiducia nei propri mezzi rimane e contro l'Irlanda la squadra di Townsend sfiora l'impresa ma perde partita, sicurezza e giocatori chiave, dovendo ammettere (soprattutto a se stessa) di non essere ancora pronta al grande passo. Contro la Francia succede quello che in tanti temevano: la Scozia resuscita i morti e dice addio alle speranze di vittoria. Quando ormai il torneo sembra avviarsi verso una fine tutto sommato anonima gli scozzesi rinascono: rischiano di far fare la frittata al Galles e alla fine si tengono la Calcutta Cup rimontando 31 punti all'Inghilterra e rischiando addirittura di vincere, concludendo sul 38 pari e salvando un Sei Nazioni che rischiava di naufragare.

LE PARTITE DA RIVEDERE
Inghilterra-Scozia. Una su tutte, la già citata Calcutta Cup: l'Inghilterra sfoga sugli scozzesi la frustrazione di un torneo sfuggito sul più bello, ma sul 31-0 spegne la luce e la squadra di Townsend rischia il colpaccio rimontando prima sul 31-31, passando in vantaggio e concedendo la meta del pari soltanto all'ultimo minuto. 

Italia-Irlanda. All'Olimpico l'Irlanda trema per oltre un tempo, gli azzurri giocano una partita stupenda e minano una per una tutte le certezze dei verdi. La squadra di Schmidt rischia di affondare, tiene duro perché l'Italia come al solito spreca e la porta a casa solo grazie alle proprie grandi individualità. 

 

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