Altra giornata intensa quella che ha riguardato le due franchigie italiane del Pro14, impegnate in due sfide al cardiopalma che solo all'ultimo hanno dato il loro verdetto. La Benetton Treviso ha giocato alla pari in casa degli Scarlets, pur ridotta in 14 e poi addirittura in 13 uomini, crollando solo nel finale per evidente sfinimento fisico. Le Zebre invece hanno vissuto 10 minuti da incubo nell'incontro casalingo contro Cardiff, salvo poi tirare fuori una prestazione da incorniciare e un'incredibile rimonta che porta a Parma il secondo successo stagionale.

Dopo le due vittorie consecutive in partenza, Treviso si presenta a Llanelli contro una squadra nettamente favorita e contro la quale sembra difficilissimo tentare il tris. Il match però è equilibrato e combattuto fin da subito, con i biancoverdi che rispondono colpo su colpo alle iniziative degli Scarlets, due volte in vantaggio con Gareth Davies e Fonotia, due volte raggiunti (e superati) da Quaglio e Ferrari, con Allan perfetto al piede per il 12-14. Dopo la partenza sprint la partita diventa più fisica, con la Benetton che mantiene il possesso cercando spesso la carica, ma il buon momento dei trevigiani è interrotto dalla discutibile decisione di Linton, che caccia Herbst per una pulizia irregolare su Samson Lee. Il sudafricano entra effettivamente male e colpisce alla testa l'avversario, ma non sembravano esserci gli estremi dell'espulsione diretta. Treviso regge bene nonostante l'uomo in meno, ma la bella azione di Thomson al largo apre lo spazio lasciato dall'inferiorità numerica e propizia la seconda meta di Davies, ma la mancata trasformazione porta gli Scarlets all'intervallo in vantaggio solo per 17-14.

Nel secondo tempo i gallesi entrano in campo forse convinti di aver già risolto buona parte del problema, ed è questa carenza di concentrazione che dopo 2 minuti li punisce: Parkes perde un pallone sanguinosissimo a metà campo, Duvenage col piede lancia la profondità di Ioane che si invola in meta per il vantaggio ospite. Gli Scarlets perdono la bussola e dopo altri 3 minuti ancora il piede di Duvenage ispira la meta di Tommaso Allan, che taglia tutta la difesa gallese e schiaccia in mezzo ai pali la meta del bonus. Sul 17-26 la Benetton si ritrova però addirittura in 13, quando il placcaggio alto di Faiva (forse sanzionabile solo con un calcio di punizione) convince Linton ad estrarre il giallo, con conseguenti 10 minuti fuori. Con due uomini in meno Treviso regge come può, con il pur volenteroso Morisi costretto a battagliare in mischia in un ruolo non suo, ma alla fine è costretto a concedere la meta di McNicholl, trasformata da Halfpenny. Dopo il 24-26 gli ospiti tornano in 14, ma le energie sono ormai al lumicino e quando Asquith trova lo spazio per bucare la linea trevigiana non ci sono più le energie per chiudere: Allan riesce a salvare sul numero 22 gallese ma sul continuo dell'azione nulla può una squadra ormai sfinita contro la combinazione McNicholl-Kennedy, che manda quest'ultimo in meta. La Benetton sfrutta l'ultima goccia di energia per accorciare col penalty di Allan, ma ormai la benzina è finita e la meta a tempo scaduto di Prydie nega anche un meritato secondo punto di bonus. Un 38-29 sicuramente bugiardo e amaro per Treviso, che però torna in Italia con una grande iniezione di fiducia e la consapevolezza di potersela giocare anche con formazioni all'apparenza molto più quotate.

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Al Lanfranchi di Parma è toccato poi alle Zebre giocarsi la terza giornata contro i Cardiff Blues, reduci proprio da una sconfitta allo scadere contro Treviso. L'inizio di partita è terrificante per la franchigia italiana: 3 mete in 10 minuti, 0-21 e match che sembra chiuso ancor prima di iniziare. I ragazzi di coach Bradley però hanno un sussulto d'orgoglio e accorciano subito, cercando di sopperire alle evidenti carenze difensive con la loro ormai conclamata abilità offensiva, e l'azione del 7-21 lo dimostra: Canna riceve e imposta per l'affondo di Tuvaiti, grande offload per Biagi che nonostante la pressione serve benissimo Lovotti, con Canna che segue l'azione e crea la superiorità numerica che lo porta a schiacciare in meta. La marcatura rende il match molto più equilibrato, con le Zebre spesso propositive in avanti ma non sempre precise e Cardiff che regge con qualche affanno e non riesce più a riallungare il vantaggio.

Nella ripresa il penalty di Anscombe regala altri 3 punti ai Blues, che sembrano poter gestire un match che comunque non è più nelle loro mani. Il vantaggio è ormai solo nel punteggio e non nel gioco, servirebbe solo la scossa decisiva per riaprire il match: e al 65' arriva ancora da un'iniziativa di Canna che attacca la linea del vantaggio e riesce a rimettere a disposizione il pallone, Violi raccoglie e l'imbucata di Meyer è vincente. In questo momento si spegne la luce dei gallesi, e al 71' l'azione prolungata delle Zebre - che giocano col pallone in mano fin dalla loro 22 - trova lo spazio decisivo nelle mani di Padovani che si districa bene tra le maglie Blues e serve a Brummer il pallone del 21-24, con Canna perfetto dalla piazzola nonostante la posizione impegnativa. Ormai la rimonta è possibile, e all'ultimo minuto arriva il colpo di grazie a un Cardiff ormai sparito dal match: Biagi vince la touche a 5 metri e si forma una maul straripante, i gallesi non hanno più le energie per rispondere e Fabiani schiaccia in meta l'ovale dell'incredibile 26-24. Non c'è praticamente più tempo, anche perché i Blues sprecano l'ultima azione con un calcio d'inizio troppo corto che porta Clancy a fischiare la fine di una partita incredibile. Seconda vittoria casalinga su due per le Zebre, mentre ancora una volta Cardiff viene beffato allo scadere.