Il Marassi si prepara a fare da cornice a una sfida dal peso specifico elevato, di quelle che possono indirizzare il finale di stagione. Genoa e Napoli arrivano all’appuntamento con stati d’animo diversi ma con la stessa necessità di muovere la classifica. I rossoblù di Daniele De Rossi sono reduci dalla dolorosa sconfitta dell’Olimpico contro la Lazio, arrivata praticamente allo scadere dopo una gara giocata con personalità, intensità e coraggio. Una battuta d’arresto che ha lasciato amarezza, soprattutto perché ha spezzato una serie di cinque risultati utili consecutivi che avevano rilanciato le ambizioni del Grifone. Nonostante il ko, il Genoa ha confermato di essere una squadra difficile da affrontare. Proprio per questo il fattore campo potrebbe diventare determinante: a Marassi l’atmosfera è spesso elettrica e il Napoli sa bene che serviranno attenzione e maturità per evitare una gara sporca, fatta di duelli e seconde palle.
Come arriva il Napoli
Gli azzurri si presentano in Liguria forti della vittoria contro la Fiorentina, un successo che ha restituito entusiasmo e, soprattutto, la sensazione di una squadra in crescita sotto il profilo della gestione dei momenti della partita. Le reti di Vergara e Gutierrez hanno premiato le scelte di Conte e non è escluso che il tecnico voglia ripartire proprio da loro per dare continuità a un assetto che ha garantito equilibrio tra qualità offensiva e copertura. Le buone notizie arrivano anche dall’infermeria: Politano e Rrahmani sono tornati a disposizione, due recuperi che ampliano le rotazioni e permettono a Conte di affrontare le prossime settimane con maggiore serenità. La nota stonata resta però l’assenza del capitano Giovanni Di Lorenzo. Il suo lungo stop pesa non solo dal punto di vista tecnico, ma anche sotto l’aspetto carismatico: perdere un leader nello snodo cruciale della stagione obbligherà il gruppo a compiere un ulteriore salto di responsabilità.
Il mercato
Le ultime ore della sessione invernale hanno consegnato a Conte un rinforzo atteso: Alisson Santos, ala sinistra di piede destro proveniente dallo Sporting Lisbona. Un profilo seguito da mesi dalla dirigenza partenopea, individuato già in estate come possibile investimento per il futuro ma diventato improvvisamente un’opportunità concreta quando è sfumata la trattativa per Soulemana dell’Atalanta, andato anche in gol contro la Juventus in Coppa Italia. Santos porta velocità, capacità nell’uno contro uno e una naturale predisposizione ad accentrarsi per calciare, caratteristiche che potrebbero aggiungere imprevedibilità a un reparto offensivo già ricco di soluzioni. Difficile immaginarlo subito protagonista dal primo minuto, ma il suo inserimento graduale potrebbe rivelarsi una risorsa preziosa nella parte più intensa del calendario, quando le energie iniziano inevitabilmente a calare.
ùUna partita che vale più di tre punti
Contro il Genoa, Conte chiederà soprattutto una prova di maturità. Le squadre con ambizioni europee devono saper vincere anche le partite meno appariscenti, quelle in cui conta più la sostanza della forma. L’obiettivo immediato è chiaro: provare ad aumentare il margine sul quinto posto e rendere sempre più concreta la qualificazione alla prossima Champions League. Guardando più in alto, l’Inter sembra viaggiare a un ritmo difficile da sostenere e immaginare oggi un vero assalto alla vetta appare complicato. Proprio per questo il Napoli deve ragionare con lucidità, concentrandosi su traguardi realistici senza perdere la capacità di approfittare di eventuali passi falsi di Inter o Milan. In un campionato spesso imprevedibile, farsi trovare pronti può cambiare completamente le prospettive. Molto passerà anche dalla gestione delle risorse. Evitare nuovi infortuni e mantenere alta l’intensità saranno fattori decisivi per non disperdere quanto costruito finora.
Marassi rappresenta molto più di una semplice tappa del calendario: è un banco di prova per misurare le reali ambizioni del Napoli. Agli azzurri serviranno personalità, pazienza e quella freddezza tipica delle squadre che sanno dove vogliono arrivare. E il Napoli, ora, non può più permettersi di rallentare.