Ieri pomeriggio, allo stadio Marc’Antonio Bentegodi, il Chievo ha chiuso il suo percorso casalingo. Lo ha fatto con una sconfitta, per 5-3, contro la Roma di Spalletti, ma i veronesi escono dai novanta minuti a testa alta, anzi, altissima: in vantaggio per due volte nel primo tempo (prima con il tocco di Castro e poi con la zuccata  di Inglese), la formazione di Maran si fa recuperare altrettante volte, per poi cadere nel secondo tempo sotto i colpi del temibile tridente della Roma

Un coraggio ed una sfrontatezza che sembravano non appartenere a questa squadra, rivitalizzata da un pacchetto giovanile che negli ultimi mesi sta sorprendendo davvero tutti quanti e che ha valorizzato la rosa con quella spanna di giri in più nel motore gialloblù. Depaoli arriva a quota 5 in Serie A, Bastien oramai sembra essere utilizzato come titolare fisso e ieri nel finale spazio addirittura per il classe 2000 Vignato. Nel giorno in cui il Bentegodi dona il suo saluto a Francesco Totti, la scena se la prendono completamente loro: i giovani. È quasi cinematografico questo finale, con il quarantenne che lascia la scena alle nuove leve, al legno verde, al futuro di questo sport. L’emozione che si genera sugli spalti è devastante e la sconfitta del Chievo, anche per come è arrivata, si dissolve sugli scroscianti applausi di fine gara.

Era più importante giocarsela a viso aperto contro un avversario simile, che il risultato in sé. Il Chievo ha messo in difficoltà per buona parte di gara la Roma, con verticalizzazione improvvise sugli attaccanti, che si giocavano spesso l’uno contro uno con i due difensori centrali, creando spesso situazioni pericolose; poi sono arrivati gli infortuni di Castro e Gamberini e, nel riassestarsi, i clivensi hanno probabilmente perso quell’equilibrio e quelle misure sull’avversario mantenuti nel primo tempo. Sono successivamente venute a galla le superiori qualità dei singoli, le giocate personali ed il deficit tecnico-fisico dei veronesi ha pagato il suo dazio, con 3 gol subiti negli ultimi 20 minuti. 

Tante, tantissime però sono le note positive: in primis, la doppia cifra in campionato di Inglese, raggiunta grazie alla doppietta di ieri; poi, la personalità quasi anomala per un ragazzo di 20 anni come Depaoli, che settimana scorsa ha scodellato un assist fantastico per Inglese e ieri si è esaltato con una grande prestazione contro giocatori di caratura internazionale come quelli della Roma; e ancora, la voglia e la fiducia di Maran di continuare al massimo il progetto, senza porsi limiti, esternate in sala stampa nel post partita. 

Soffia aria nuova a Verona, un aria sana e leggera, che probabilmente da 10 anni non si era più riusciti a respirare. Staremo a vedere cosa porterà l’estate, se l’afa e la calura sopprimeranno questa fantastica brezza, o se le prospettive sono davvero valide per il famoso salto in alto. Il salto in quello scorcio di cielo che il Chievo non guarda più ormai da troppo tempo, e che aspetta soltanto di essere raggiunto.