La festa è qui. Il San Paolo esplode di gioia, trascinato dalle prodezze di Gonzalo Higuain, riuscito a coronare l'impresa di siglare la prima tripletta stagionale, che gli ha permesso di raggiungere e superare Nordahl in vetta alla classifica dei capocannonieri della Serie A. Tripletta decisiva quella del Pipita per il secondo posto dei campani, che fa seguito al gol di Hamsik a fine primo tempo che ha sbloccato una contesa che fino a quel momento aveva visto un Napoli irretito dal catenaccio del Frosinone e imbrigliato mentalmente dalla pressione del risultato. Vittoria doveva essere e vittoria è stata, nonostante la mancanza di quel gioco arioso e brillante ammirato per tutta la stagione: il Napoli è secondo, Sarri ed i suoi si godono l'abbraccio della propria gente.   

Il tecnico toscano conferma l'undici della vigilia, con Chiriches e Koulibaly a fare da guardia alla porta difesa da Reina. Hysaj e Ghoulam sugli esterni, con i soliti terzetti a centrocampo ed in attacco. Risponde Stellone con due linee strettissime di difesa e centrocampo, mentre Dionisi e Ciofani sono i due riferimenti d'attacco.

Inizio a spron battuto del Napoli, che trova spesso Hamsik tra le linee difensive dei canarini. Lo slovacco è abile nello smarcamento e nello smistamento della sfera, ma gli azzurri peccano in cinismo nella trequarti avversaria, permettendo alla difesa di Stellone di chiudersi e ripartire. Al quarto d'ora l'episodio che cambia la gara, paradossalmente a discapito del Napoli: l'espulsione per protesta di Gori rilassa eccessivamente gli uomini di Sarri, mentre i ciociari si sistemano con un solido ed ermetico 4-3-2 davanti a Zappino. I padroni di casa non trovano più spazi dove entrare e spesso, sia Hamsik che Insigne, si schiantano sul muro eretto dagli ospiti. Ghoulam, sulla sinistra, è l'unico a trovare qualche varco in più, ma i suoi traversoni sono spesso imprecisi e preda facilmente della difesa dei laziali. Il guizzo di Insigne, a metà frazione, trova la traversa. Con il passare dei minuti il Napoli sembra perdere lucidità e brillantezza, con la vittoria della Roma che incombe come una spada di Damocle sulle spalle dei padroni di casa. Il Frosinone, dal suo canto, si limita a difendersi diligentemente, provando con Ciofani ad alzare il baricentro ed alleviare la pressione napoletana. A due dal termine, gli sforzi del Napoli vengono premiati: il cross di Ghoulam per Higuain viene respinto da Russo, ma favorisce l'accorrente Hamsik che non fallisce da pochi passi. 

Il vantaggio regala fiducia e tranquillità agli azzurri, che nella ripresa dilagano sfruttando i maggiori spazi che concede la difesa di Stellone. Cinque minuti e lo show del centravanti di Brest può iniziare: Allan è devastante nell'inserimento e puntualissimo nell'assistenza, con il Pipita che deve solo girare alle spalle dell'incolpevole Zappino. Dieci minuti più tardi, con la gara in totale controllo dei partenopei, è Hysaj a favorire la volèe, sempre di destro, dell'argentino, che raggiunge così Nordahl. L'impresa è ad un passo e, nel modo migliore possibile, Higuain raccoglie l'invito della storia: la rovesciata sull'assist di Mertens è la ciliegina sulla torta della stagione del centravanti del Napoli, che riscatta con tutti gli interessi le delusioni della stagione precedente. Il finale è accademia, con il Frosinone che con Kragl sfiora il gol della bandiera su calcio di punizione. Al triplice fischio finale si scatena la festa del San Paolo, che omaggia i propri beniamini per un secondo posto meritato e per il tanto agognato ritorno in Champions League dalla porta principale.