Deve fare un effetto strano incontrare un figlio da avversario: un abbraccio, una pacca affettuosa sulle spalle, prima della battaglia. La notte insonne, probabilmente, che avrà passato Maurizio Sarri al pensiero della sfida contro la sua ex squadra, il suo amato Empoli, deve essere stata strana alquanto, forse ancor più frenetica di quella dell'andata, quando un giovane Napoli affrontò una compagine toscana invogliata dalla presenza dell'ex allenatore a dimostrare il proprio valore. Un girone dopo, diciannove partite dopo, il giudizio sui toscani non è mutato affatto, ma ciò che è cambiato è il processo di crescita e maturazione avuto dagli azzurri partenopei allenati dal Maestro di campagna, sul piano di vista dei risultati, del gioco e della personalità in campo. 

Il Napoli che ritrova l'Empoli, bestia nera da metà anni novanta, è squadra che ha trovato nel proprio condottiero un uomo guida dai principi sani e costruttivi, idee di gioco innovative e brillanti, umiltà d'animo da Gran Maestro: insomma, Higuain e compagni, diciannove partite di campionato dopo, ritrovano i toscani forti dei quattordici successi, del maggior numero di gol messi a segno e di una delle difese meno perforate del campionato (la migliore, dopo la Juve, tra le mura amiche). Il San Paolo di questi giorni ribolle di passione, elemento trascinatore fondamentale per gli undici protagonisti che scenderanno in campo con la voglia di confermarsi ancora una volta in vetta alla graduatoria. 

L'Empoli che si presenta al San Paolo, al cospetto della capolista, però, è squadra altrettanto forte di idee e principi (in parte eredità del vecchio allenatore): Saponara, tecnicamente, e Maccarone, mentalmente, guidano la truppa di Giampaolo che si è consacrata per gioco e per spirito di sacrificio nella prima parte di stagione, riuscendo a migliorare il miracolo effettuato da Sarri l'anno precedente. Certo, facile si potrebbe pensare partire da una base di lavoro già ben consolidata, ma il lavoro del nativo di Bellinzona era tutt'altro che semplice: l'ex Siena e Cagliari ha stupito chi, erroneamente, reputava i toscani come una delle papabili alla retrocessione. 

Gara tutt'altro che facile dal punto di vista dell'approccio e della risoluzione per la capolista, che dovrà sfoggiare la solita sublime prestazione per avere la meglio sui diretti rivali. Inoltre, i precedenti non sorridono ai partenopei. 

Le ultime dai campi

Napoli - Sarri non avrà problemi di formazione, con l'undici ideale che prenderà regolarmente posto in campo come nelle ultime apparizioni. Unico assente Grassi, infortunatosi il giorno della firma del contratto; non c'è Regini, ancora ufficiosamente della Sampdoria. Reina difenderà i pali come al solito, nella speranza di limare qualche piccola sbavatura delle ultime giornate assieme alla coppia Albiol - Koulibaly. Hysaj e Ghoulam gli esterni, con Allan e Hamsik a fare da guardie a Jorginho centralmente. Higuain, davanti, verrà supportato da Insigne e Callejon. 

Empoli - Tutt'altro che semplice invece la situazione in casa toscana, con Giampaolo che dovrà rinunciare a Barba, infortunato e ceduto allo Stoccarda, e a Costa: in difesa, infatti, ci sarà Camporese assieme a Tonelli, a lungo inseguito dal Napoli. Laurini a destra e Mario Rui a sinistra verranno confermati come terzini, mentre a centrocampo rientra Paredes che fara terzetto con Zielinski e Buchel ai lati. Davanti, come al solito, Saponara agirà alle spalle di Pucciarelli e Maccarone.

Probabili formazioni

Napoli (4-3-3): Reina; Hysaj, Albiol, Koulibaly, Ghoulam; Allan, Jorginho, Hamsik; Callejon, Higuain, Insigne. All. Sarri.

Empoli (4-3-1-2): Skorupski; Laurini, Tonelli, Camporese, Mario Rui; Zielinski, Paredes, Buchel; Saponara; Pucciarelli, Maccarone. All. Giampaolo.