Missione salvezza compiuta, missione cittadina work in progress: Verona cerca il suo padrone nel match dell'ora di pranzo della 35esima giornata di Serie A. Il giorno del derby è arrivato: al Bentegodi scendono in campo Chievo ed Hellas, per giocarsi la gloria cittadina. Anche perchè l'obiettivo primario, ovvero la salvezza, è già stato raggiunto con tanto di appoggio anche della matematica, nella scorsa giornata. A rispettivamente 41 e 40 punti, lì in mezzo alla classifica, non ci sono più grandi aspirazioni, e nemmeno bisogno di guardarsi le spalle: la partita è solo ed esclusivamente per la città. E a Verona non si parla d'altro.

LA STORIA DEL DERBY

Il primo confronto tra le due compagini scaligere si giocò la sera del 10 dicembre 1994 di fronte a 30mila spettatori, in occasione della quattordicesima giornata d'andata del campionato di Serie B: terminò 1-1, con l'Hellas in vantaggio per effetto del rigore dei Fabrizio Fermanelli, mentre il Chievo pareggiò grazie a un colpo di testa di Riccardo Gori.

Nel ritorno del 7 maggio 1995 il Chievo si impose per 3-1, con reti di Michele Cossato, Fabian Valtolina e Andrea Giordano, che resero vano il gol di Fabrizio Cammarata per l'Hellas. Gli allenatori delle due compagini erano Bortolo Mutti per l'Hellas e Alberto Malesani per il Chievo.

Nel campionato successivo, nuovamente in Serie B, l'Hellas si impose in entrambi i confronti: all'andata per 2-1 grazie alle reti di Cammarata e Zanini, al ritorno per 1-0 grazie a De Vitis. L'Hellas, che al termine di quel campionato guadagnò la promozione in Serie A, era allenato da Attilio Perotti, mentre sulla panchina del Chievo sedeva ancora Malesani.

La terza coppia di derby scaligeri ebbe luogo nel corso del campionato di Serie B 1997-1998 e vide una vittoria per parte. L'11 ottobre 1997 l'Hellas di Luigi Cagni si impose nettamente per 4-0 grazie alle reti di Colucci, Aglietti, Corini e Giandebiaggi. Al ritorno, il 15 marzo 1998, il Chievo di Silvio Baldini ebbe la meglio vincendo 2-0 con reti di Federico Cossato e Andrea Zanchetta.

Nel campionato 1998-1999 le due squadre si incontrarono per l'ultima volta in serie cadetta. Il 20 dicembre 1998 Hellas e Chievo, rispettivamente agli ordini di Cesare Prandelli e di Lorenzo Balestro (quest'ultimo appena subentrato a Mimmo Caso), giocarono l'unico derby concluso a reti inviolate. Nel ritorno, il 16 maggio 1999, il Chievo si impose per 2 a 0 con reti di Lombardini e Passoni.

La sera del 18 novembre 2001 andò in scena allo stadio Bentegodi di Verona, per l'undicesima giornata di campionato, la prima stracittadina scaligera giocata in Serie A: Verona divenne così la quintà città italiana, dopo Milano, Torino, Roma e Genova ad assistere a una stracittadina nel massimo campionato italiano. Fu il giorno in cui la profezia dei mussi volanti trovava realizzazione e fu una partita carica di tensione e di notevole interesse mediatico, che si risolse con la vittoria in rimonta dell'Hellas (da 0-2 a 3-2) festeggiata animatamente dall'allora tecnico scaligero Alberto Malesani.

Nel match di ritorno, il 24 marzo 2002, il Chievo però si prese la rivincita battendo i rivali per 2-1, ribaltando il gol iniziale di Mutu grazie alla doppietta di Federico Cossato.

Nella stagione 2013-2014, dopo la promozione dell'Hellas, torna a disputarsi il derby in Serie A. La terza stracittadina disputata nel massimo campionato se la aggiudica il Chievo grazie a un gol di Lazarević segnato nel finale di partita. Nel girone di ritorno l'Hellas pareggia i conti imponendosi per uno a zero con gol di Toni.

Anche la gara d'andata dell'attuale campionato è terminata con il minimo scarto: 1-0, in favore del Chievo, grazie a una rete di Alberto Paloschi a 10 minuti dalla fine, al termine di una partita decisamente poco vivace, ma comunque combattuta, soprattutto sotto il profilo tattico.

In generale dunque il bilancio vede avanti il Chievo per 6 vittorie a 5, con solamente due pareggi, entrambi arrivati come detto in Serie B, dove c'è esatta parità, con 3 vittorie a testa e anche 9 gol segnati per parte. In Serie A invece sono avanti i clivensi, come detto: 3 vittorie a 2, con anche un gol in più a referto, 6 a 5. Insomma, tanto equilibrio.

QUI HELLAS

Una stagione vissuta tra alti e bassi per la squadra di Mandorlini, il cui futuro è tra l'altro ancora molto incerto: il Verona non è riuscito a replicare le gesta dello scorso anno, complici anche i tanti cambiamenti nella rosa, in primis gli addii di Iturbe e Romulo, due colonne portanti lo scorso anno. A salvare l'Hellas ci ha pensato un ragazzotto che il prossimo 26 maggio spegnerà 38 candeline: Luca Toni ha segnato 18 gol nelle 34 partite finora disputate in campionato, dimostrando che l'età è solo un numero quando si ha un tale fiuto del gol.

La squadra non è però mai riuscita ad avere un andamento molto regolare, complici anche i tanti infortuni che hanno complicato le cose a Mandorlini, che ha faticato a trovare la quadratura del cerchio. Alla fine però la salvezza è comunque arrivata, anche se con un rendimento molto altalenante: solo due volte in stagione l'Hellas è riuscito a ottenere due vittorie consecutive, e altrettante volte è riuscito a mantenere una striscia di imbattibilità di almeno 4 partite. Le pesanti flessioni a cavallo di ottobre e novembre e di gennaio e febbraio hanno influito negativamente, ma alla fine l'obiettivo è stato raggiunto, e l'anno prossimo il Verona sarà ancora tra le 20 squadre che disputeranno la Serie A.

QUI CHIEVO

Tracciare un grafico del rendimento stagionale del Chievo è veramente facile, perchè la squadra guidata da Corini prima e da Maran poi è veramente funzionata a momenti: un pessimo inizio, conclusosi con l'esonero dell'ex centrocampista; un novembre-dicembre a ottimi livelli prima del successivo calo a gennaio. Da lì in poi, solamente due sconfitte in 13 partite, per un totale di 23 punti raccolti, una media che ha davvero poco a che fare con la salvezza: 1,77 punti raccolti a partita, che trasportata sulle 34 partite giocate finora la proietterebbe a quota 60, praticamente alla pari del Napoli.

La realtà dice però che i punti sono solamente 41, ben 37 di essi raccolti con Maran in panchina, in 27 partite, visto che l'ex allenatore del Catania si è seduto sulla panchina clivense all'ottava giornata, confermandosi ancora una volta un tecnico capace e in gamba, dopo aver fatto grandissime cose sulla panchina etnea nella stagione 2012/13. Una squadra quadrata, un 4-4-2 solido e funzionale, magari non spettacolare ma che ha funzionato a meraviglia: quarta miglior difesa del campionato con soli 33 gol subiti, ma anche peggior attacco, con 25 reti all'attivo. Sono solo numeri però: i risultati danno ragione a Maran.

LE PROBABILI FORMAZIONI

Il Chievo non dovrebbe cambiare atteggiamento rispetto alla solita formazione, anche se mancheranno i due terzini titolari: Frey e Zukanovic sono infatti alle prese con problemi fisici, come anche il povero Mattiello. L'idea di Maran di proporre la difesa a tre resta viva, ma molto remota, vista l'affidabilità del 4-4-2. Tra i pali andrà ovviamente Bizzarri, mentre la coppia centrale sarà composta da Dainelli e Cesar; sulle fasce agiranno Schelotto e Biraghi, quest'ultimo che lascerebbe il posto a Gamberini se si dovesse passare a tre. Centrocampo con Birsa ed Hetemaj larghi, mentre Izco e Radovanovic presidieranno il centrocampo. Davanti dal primo minuto Meggiorini e Paloschi, con Pellissier pronto a subentrare a gara in corso.

Probabile 4-3-3 invece per l'Hellas, che ha ben 6 assenti, di fatto tutti dei titolari: Rafa Marquez in difesa, Sala sulla fascia, Greco, Hallfredsson e Ionita in mezzo, e infine Juanito Gomez in attacco. I primi tre non ci saranno per squalifica, gli altri tre per problemi fisici. Recupero importante quello di Rafael tra i pali, che dovrebbe avere la meglio su Benussi; linea a quattro davanti a lui con Pisano, Moras, Rodriguez e Agostini. In mediana, con Obbadi e Tachtsidis, dovrebbe trovare spazio Valoti, con Lazaros a contendergli però il posto. Senza incertezze il tridente: Nico Lopez e Jankovic affiancheranno Luca Toni.

LE PAROLE DELLA VIGILIA

Andrea Mandorlini festeggerà nel derby un traguardo prestigioso come le 500 panchine in carriera: "Eh, sono vecchio... Ma mi piacerebbe festeggiare a prescindere dai numeri", ha detto il tecnico on conferenza stampa, dove ha parlato ovviamente anche della sfida: "Il Chievo sta bene, è davanti a noi ed è una squadra aggressiva. Faccio i complimenti a Maran per il grande lavoro che ha svolto. Ma noi siamo il Verona e dobbiamo giocare da Verona. C'è rivalità, ci teniamo a far bene e vogliamo disputare una grande gara". E sulla formazione: "Halfredsson e Juanito Gomez sono ancora molto in dubbio, si sono allenati poco, penso deciderò all'ultimo. Con noi ci sarà anche il giovane Fares".

Rolando Maran elogia la determinazione dei suoi ragazzi nel raggiungere la salvezza con largo anticipo, senza poi esporsi troppo su come andrà il derby: "Cosa mi è piaciuto di più dei miei ragazzi? La determinazione con la quale si sono giocate tutte le partite ha portato a raggiungere l'obiettivo. Fioretti in caso di vittoria del derby? Nessuno. A me piace riuscire a prendermi e dare soddisfazioni senza barattare nulla. Tutto quel che facciamo ha un valore". "Abbiamo la fortuna di giocare un derby in una situazione di classifica dove gli obiettivi sono stati raggiunti da entrambe le squadre e questo dev'essere un motivo di vanto. Secondo me è un derby che sarà giocato alla pari, entrambe le squadre si equivalgono e la classifica lo testimonia. Abbiamo una gran voglia di approcciarci a questa gara dando il massimo".