I primi 10 minuti di Argentina-Svizzera sono tutti a favore degli uomini vestiti di rosso. La squadra di Scaloni sembra aver ingranato poco e, tranne qualche giocata di Messi esaltata da Lele Adani, l'albiceleste fa poco.

Poi, però, a circa metà del 10° minuto, accade quello che sta succedendo molto spesso.

Corner per l'Argentina. Dalla bandiera va Messi, palla dentro, girata di testa di Mac Allister. 1-0. Una squadra non proprio formata da giocatori con una grande statura, che sta trovando nei gol di testa e negli angoli un modo per uscire dalle situazioni complicate.

A questo punto l'Argentina aspetta, e la Svizzera rincorre, dopo essersi ritrovata per la prima volta sotto nel punteggio dalle qualificazioni mondiali (cose di un altro mondo, cose che da noi sembrano follia totale, come direbbe qualcuno).

FOTO: Leo Messi durante la partita

Il blocco dello scrittore

Come uno scrittore di romanzi nel mezzo della sua carriera, dove neanche l'avvenimento più epocale di tutti può far sbloccare la sua creatività, questo quarto di finale iniziato alle 3 di notte ci mette a dura prova rischiando di crollare in un sonno profondo.

La partita è bloccata: la Svizzera attacca, attacca e attacca ancora, senza riuscire a smuovere il tabellino anche per via di un ottimo Dibu Martínez (che i tifosi bianconeri sperano di vedere a Torino il prossimo anno). L'Argentina è attenta, aspetta e riparte.

Poi, come per incanto, succede qualcosa. Al 67° Ndoye decide che no, Argentina-Svizzera non può essere l'unica partita che non va ai supplementari, e quindi infila sotto le gambe del Dibu l'1-1 per i nostri vicini di confine che, forse mangiando cioccolata nel break, riescono a tenersi in vita.

Il cambio della storia

Al 72° accade ciò che gli svizzeri non avrebbero mai voluto al pari di un treno non orario. Quello che fino ad ora era stato uno dei migliori giocatori svizzeri del torneo, Embolo, si dimentica che questo mondiale è praticamente uno spot pubblicitario per tutta la più alta tecnologia esistente e quindi simula un fallo di Paredes che all'inizio viene ammonito. Il direttore di gara viene richiamato al monitor e, come giusto che sia, toglie il giallo al 5 argentino per darlo all'attaccante svizzero, che però un cartellino ne aveva già preso uno e perciò lascia la sua squadra in 10.

Nei supplementari quindi il cambio di rotta è netto, adesso è l'Argentina che cerca di concretizzare e la Svizzera che spera di portarla ai rigori. Non del tutto impossibile, se solo Julián Álvarez non si fosse ricordato che tra meno di un mese esce Spider-Man e quindi, non avendo mai visto lui e Tom Holland nella stessa stanza insieme, mette la maschera e piazza un destro a giro sotto l'incrocio che neanche Green Goblin avrebbe potuto fare qualcosa.

L'ultimo atto della partita è un contropiede argentino nel quale trova il gol Lautaro Martinez che, pur partendo dalla panchina nelle ultime uscite, sta risultando sempre più decisivo quando entra.

3-1 finale, l'Argentina ora dovrà vedersela con un Jude che ha un sacco di voglia di scrivere un pezzo di storia del suo paese.