Notte folle a Toronto: il Portogallo è agli ottavi

Se il calcio è lo sport più bello del mondo, notti come quella del Toronto Stadium ne spiegano perfettamente il motivo. In un sedicesimo di finale dei Mondiali 2026 destinato a rimanere nella storia, il Portogallo batte la Croazia per 2-1 al termine di 100 e più minuti di pura e totale follia agonistica.

Un concentrato di emozioni primordiali, sogni infranti, decisioni del VAR millimetriche e l'inevitabile sapore del tramonto di un'era. Roberto Martínez festeggia il pass per gli ottavi di finale, dove troverà la Spagna a Dallas il 6 luglio, grazie alle firme di Cristiano Ronaldo e Gonçalo Ramos, ma a fine partita gli occhi di tutti sono per chi, con la maglia a scacchi numero 10, ha accarezzato il prato verde per l'ultima volta sul palcoscenico più importante.

Il primo tempo è un concentrato di studio tattico e folate improvvise. Il Portogallo parte forte con Rafael Leão che semina il panico a sinistra, servendo a rimorchio Bruno Fernandes: il centrocampista dello United calcia a botta sicura trovando l'opposizione di Livaković prima e la chiusura disperata di Šutalo poi.

La risposta croata è guidata dal solito, infinito Luka Modrić, che addomestica ogni pallone vagante a centrocampo alzando e abbassando i ritmi a proprio piacimento. Il Portogallo spreca ancora con Ronaldo, che per millimetri non corregge in rete un cross radente del pericoloso Pedro Neto, prima che Leão spari alto da ottima posizione.

Le squadre rientrano negli spogliatoi sullo 0-0, ma la sensazione è che la ripresa si trasformerà in una polveriera.

E la polveriera esplode al 53'. Una splendida combinazione sulla fascia destra tra Vlašić e Stanišić porta quest'ultimo al cross profondo: sul secondo palo sbuca con fame e tempismo perfetto Ivan Perišić, che trafigge Diogo Costa per il vantaggio croato.

Il gol tramortisce i lusitani che rischiano il tracollo pochi istanti dopo, quando Matanović insacca il raddoppio, cancellato però prontamente dalla bandierina del guardalinee per una chiara posizione di fuorigioco.

Scampato il pericolo, il Portogallo si desta dal torpore. Leão scheggia la traversa con un violento tiro a giro e subito dopo Cristiano Ronaldo si vede annullare una magia sotto misura per offside. Ma il capitano non intende abdicare. Al 67', sugli sviluppi di un corner, Vlašić stende ingenuamente Renato Veiga in area.

L'arbitro Eskas concede il penalty dopo la On-Field Review: dal dischetto Cristiano Ronaldo non trema, incrocia con forza e firma l'1-1, siglando il suo primo gol in assoluto in una fase a eliminazione diretta di un Mondiale.

Da quel momento salgono in cattedra la stanchezza e la paura, ma è il Portogallo a trovare il guizzo che sposta gli equilibri. Al 94', quando i supplementari sembrano ormai scritti, un cross teso e radiocomandato di Leão trova in area il subentrato Gonçalo Ramos.

L'attaccante si avvita in modo sublime e di testa fulmina Livaković per il 2-1, facendo esplodere la panchina portoghese. Ma il dramma sportivo non è finito. Al 104' (quattordicesimo minuto di recupero), su una punizione disperata buttata in area, Pašalić fa la sponda per Gvardiol che in spaccata fa 2-2. La Croazia esulta, ma il VAR richiama ancora il direttore di gara per un tocco impercettibile a inizio azione che mette Pašalić in fuorigioco attivo. Gol annullato e festa lusitana.

Notte folle a Toronto: il Portogallo è agli ottavi

L'ultimo ballo del Maestro: l'addio di Luka Modrić ai Mondiali

La sconfitta di stanotte porta con sé una certezza malinconica: Luka Modrić non giocherà mai più un Campionato del Mondo. A quarant'anni compiuti, il leggendario centrocampista del Real Madrid e della nazionale croata ha salutato per sempre la competizione che lo aveva consacrato nell'Olimpo del calcio nel 2018 e nel 2022.

Al triplice fischio, mentre i portoghesi festeggiavano, Modrić è rimasto a terra, lo sguardo perso nel vuoto del Toronto Stadium, consapevole che il sipario era calato definitivamente.

Non ci saranno altre geometrie al limite dell'impossibile, non ci saranno altre corse generose all'ultimo respiro per trascinare un popolo intero.

Il calcio perde il suo interprete più romantico e cerebrale nei tornei iridati, un fuoriclasse che ha saputo rendere grande una nazione intera a suon di traccianti e carezze al pallone. Grazie di tutto, Luka: l'epilogo è amaro, ma la tua leggenda rimarrà eterna.

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