Inghilterra-Argentina 1-2: la rimonta dell'Albiceleste vale la finale
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Archiviata la splendida vittoria spagnola contro la compagine francese, è tempo di scoprire chi sarà l'avversaria de La Roja nella finale di domenica prossima.

E, a contendersi il posto, ci sono Inghilterra e Argentina, Kane e Alvarez, Bellingham e Messi, Tuchel e Scaloni.

Primo tempo: più falli che occasioni

Inizia la partita e, dopo solo 4 minuti, il copione è ben chiaro a tutti: le occasioni saranno poche, i falli molti di più. E infatti, prima del quinto giro d'orologio, arriva la prima mischia: fallo aggressivo di Lisandro Martinez su Anderson, polemiche e qualche spinta tra argentini e inglesi.

La partita è molto fisica e tesa, al punto che dopo 7 minuti la Seleccion aveva già tre falli commessi nel referto.

La prima occasione vera arriva sulla testa di Stones, pescato da una punizione di Rice, che tuttavia manda a lato di poco.

Da qui, nel giro di 5 minuti, succede tutto. Arriva il primo giallo ad Anderson, colpevole di aver steso Messi, poi Enzo Fernandez sfiora la traversa con un destro da fuori e, per ultimo, arriva il cartellino giallo per Lisandro Martinez dopo un fallo su Gordon.

Allo scadere della prima frazione, sono già 19 i falli fischiati: 12 dell'Argentina, 7 dell'Inghilterra. In parole povere, più falli che occasioni da gol.

@gazzettadellosport
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Secondo tempo: la partita si stappa

Il copione del secondo tempo comincia a cambiare già dal primo pallone toccato: dopo pochi istanti Julian Alvarez viene servito sulla destra, resiste a Guehi e scarica col destro in porta, trovando la risposta di Pickford. Sulla ribattuta nasce una seconda occasione per l'Araña, a cui il portiere inglese si oppone mettendo in angolo.

Passano 10 minuti della ripresa e la partita si stappa: Rogers viene servito largo a destra e, dopo uno sguardo al centro, lascia partire un cross teso. Sul pallone si avventa Gordon, anticipando di netto Molina, che scarica a rete il vantaggio inglese.

Da qui la partita cambia completamente copione: senza un apparente motivo logico, Tuchel sceglie di far "arroccare" i suoi in una linea difensiva mai più alta della propria trequarti, esponendo così l'Inghilterra a un vero e proprio assedio argentino.

E infatti, dopo solo due minuti, è necessario l'intervento strepitoso di Spence per impedire a un lanciatissimo Simeone di trovare il pareggio.

In 7 minuti l'Argentina ha due occasioni nitide: prima Nico Gonzalez, pescato da un cross di Messi, impatta il pallone di testa ma viene fermato da un super intervento di Pickford, e poi ci pensa il palo. De Paul lascia partire un traversone profondo, dalla parte opposta sbuca Mac Allister che di testa impatta il pallone contro il palo.

Il pareggio meritato degli uomini di Scaloni arriva al minuto 86': calcio d'angolo corto, scambio De Paul-Messi e il 10 scarica al limite. Controllo di suola, un tocco e destro perfetto di Enzo Fernandez a battere un'innocente Pickford. L'Argentina abbatte il muro difensivo eretto da Kane e compagni e si proietta verso gli ultimi minuti di assedio.

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Passano solo 3 minuti e la tattica di Tuchel si rivela decisamente folle e fallimentare: Messi dribbla O'Reilly, va sul destro e lascia partire un cross alto e profondo. Sul secondo palo, appostato da vero rapace d'area, c'è Lautaro. L'attaccante dell'Inter colpisce di testa e manda l'Argentina in semifinale.

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Delusione totale Inghilterra

La delusione per gli inglesi è cocente: una partita mai veramente in controllo, con le stelle della squadra decisamente opache, ma tuttavia non così impossibile da portare a casa.

Il gol del vantaggio di Gordon poteva essere la chiave per tenere il controllo del match e assicurarsi la finale, invece Tuchel si spaventa e decide di correre inutilmente ai ripari.

Il 6-3-1 finale, con Burn al posto di Rice come ultima scelta illogica, è sintomo di una paura ingiustificata che ha portato gli inglesi a chiudersi in fase difensiva per circa 35 minuti di gioco, rendendosi vulnerabili al continuo assedio argentino.

E, come si suol dire, "dalle e dalle, si piega pure il metallo".

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Top e Flop: la scelta

TOP: Lautaro Martinez. Si, probabilmente il voto sarebbe andato a Messi, ma tanto ne parleranno ugualmente tutti quindi a questo punto diamo il voto a chi ha deciso la partita. Lautaro entra e, alla prima e unica occasione, si fa trovare pronto e porta la Selección in finale. IMPATTANTE.

FLOP: Bellingham, Kane, Tuchel. Ne metto 3 per un motivo: i primi due, le stelle della rosa, non sembrano nemmeno mai scesi in campo, inesistenti sotto ogni punto di vista. Il terzo sbaglia qualsiasi scelta tattica e logica possibile su questo pianeta, condannandosi alla sconfitta. GLI ASSENTI E L'ILLOGICO.

Tabellino e formazioni

INGHILTERRA (4-2-3-1): Pickford; James (82' O'Reilly), Guehi, Stones (96' Toney), Spence (96' Rashford); Rice (82' Burn), Anderson; Rogers, Bellingham, Gordon (72' Konsa); Kane.

ARGENTINA (4-4-2): Martinez; Molina (72' Montiel), Romero, Martinez Li. (72' Otamendi), Tagliafico (81' Lautaro); Simeone (72' De Paul), Fernandez, Paredes (64' Nico Gonzalez), Mac Allister; Messi, Alvarez.

MARCATORI: 55' Gordon (I), 86' Fernandez (A), 92' Martinez Lau. (A)

AMMONITI: Anderson (I), Martinez Li, Romero, De Paul (A)

ARBITRO: Elfath (USA)

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