Doppietta per Geraint Thomas al Tour de France. Su uno dei traguardi più prestigiosi della Grand Boucle, l'Alpe d'Huez, il gallese coglie la seconda vittoria della corsa dopo quella di ieri a La Rosiere e lo fa dimostrando ancora una volta una gamba mostruosa. L'alfiere del Team Sky tiene botta su tutti gli scatti e regola in volata il quintetto rimasto sotto la flamme rouge. Buon secondo posto per Tom Dumoulin (Sunweb), terzo Romain Bardet (Ag2r), mentre per Froome (Sky) resta solo il quarto posto davanti a Landa (Movistar).

La tappa inizia in maniera convulsa con la Movistar che fa il ritmo sulla Madeleine e lancia all'attacco Valverde ed Amador portandosi dietro un gruppo abbastanza numeroso. Arriva subito la risposta della Sky e davanti capiscono in fretta che se resteranno con il duo della squadra spagnola la loro fuga terminerà presto. In tanti provano a fare la differenza, ma nessuno ci riesce. Il GPM accende la lotta per la pois tra Barguil (Fortuneo) e Alaphilippe (Quickstep), ma è ancora quest'ultimo a conquistare punti pesanti. Proprio il corridore del team belga attacca in discesa, ma il gruppo in fuga non gli lascia scampo. All'imbocco dei Lacets de Montvernier il plotone maglia gialla insegue a 3'44", mentre davanti attacca Rolland (EF Drapac-Cannondale) che vince il gran premio della montagna.

C'è nel frattempo da registrare un'epidemia di velocisti: Gaviria (Quickstep), Greipel (Lotto Soudal), Zabel (Katusha), Groenewegen (Lotto-NL) abbandonano la gara. La corsa, però, va avanti e in testa resta solo Steven Krujiswjik (Lotto-NL) in cerca dell'impresa leggendaria. L'olandese va in solitaria e guadagna subito sia sugli ex compagni di fuga, sia sul gruppo arrivando tranquillamente all'imbocco dell'Alpe. Quattro minuti il vantaggio del corridore della Lotto, ma sin da subito si capisce che non basteranno per vincere la tappa. La Sky comincia il trenino e iniziano a staccarsi già i primi pesci grossi come Jungels e Valverde - nel frattempo ripreso. Il lavoro duro, però, lo svolge Egan Bernal. Il giovane colombiano stoppa gli attacchi di Nibali, Quintana, Landa e Bardet sino ai quattro chilometri dal traguardo, quando subentra Geraint Thomas ad accelerare il passo. Pochi metri dopo arriva il primo affondo di Froome a cui rispondono tutti meno uno: Vincenzo Nibali. Lo Squalo dello Stretto è infatti vittima di un incidente con una moto della gendarmeria francese che lo fa finire in terra togliendo dalla corsa alla vittoria. 

Alla ruota del vincitore del Giro restano dunque il compagno Thomas, Bardet, Landa e Tom Dumoulin, mentre Krujiswijk viene raggiunto e staccato. Si arriva a i tre chilometri finali con il quintetto tutto unito e a far saltare il banco ci prova Bardet. Il francese lascia tutti sul posto, ma la sua azione non è duratura e permette quindi il rientro dei rivali. Appena ripreso il transalpino, prova il contropiede Dumoulin, ma Thomas chiude prontamente mostrando chi è il chiaro favorito per la volata finale. Landa lancia lo sprint a 600 metri senza apparente motivo, Thomas lo prende e ai 250 lo salta netto vincendo così la sua seconda tappa. Secondo un ottimo Dumoulin che guadagna qualche secondo su Froome - quarto - grazie agli abbuoni. Nibali chiude a soli 13" dal quintetto, segno di una grande gamba.