"Uno per tutti, tutti per Sagan", si può riassumere così la spedizione slovacca che a Bergen cercherà di raggiungere quel tris di vittorie consecutive che nelle gare mondiali in linea non si vede dal triennio 2006-2007-2008, quando Bettini (due volte) e Ballan regalarono le ultime gioie azzurre nella competizione. Mai, invece, un singolo atleta è riuscito a conquistare l'iride per tre anni di seguito.

Peter Sagan lo conosciamo bene, classe '90, fresco membro del club delle cento vittorie in carriera, per tutti il grande favorito della vigilia. Nelle ultime due edizioni dei campionati del mondo ha vinto sia in volata sia attaccando da lontano e il percorso di quest'anno lascia ancora una volta aperte le due ipotesi.

Stile Richmond - Il tracciato, per analogie morfologiche, è più vicino alla gara del 2015 in Virginia, quando Sagan scattò sull'ultimo strappo per andare a far suo il primo titolo iridato. Come allora è presente un'ascesa interessante (la salita di Salmon Hill), ma la sua posizione a undici chilometri dal traguardo complica parecchio le possibilità di un attacco in solitaria, anche per un fenomeno come Sagan. Più plausibile un'azione congiunta che il corridore della Bora Hansgrohe potrebbe iniziare, decidere di seguire oppure lasciar andare per poi puntare sul recupero del gruppo tra la discesa e il restante tratto pianeggiante. Qualora decidesse di aggregarsi, non ci sarebbe nessuna sorpresa visto che già più volte in carriera ha dimostrato di saper salire sul treno giusto, come si è visto anche nei ventagli di Doha.

Stile Doha - Nonostante l'incognita sulle condizioni metereologiche e soprattutto sul vento, resta difficile immaginare una situazione di sfaldamento analoga al mondiale dello scorso anno. Tuttavia la strategia alternativa di Sagan avrebbe un esito simile alla corsa in Qatar, ovvero un arrivo in volata. Tra i corridori in grado di reggere una corsa lunga e con dodici passaggi sul già citato strappo di Salmon Hill, il capitano della Slovacchia è senza dubbio uno dei più veloci, assieme a Van Avermaet, Gaviria, Trentin e ai padroni di casa Kristoff e Boasson-Hagen.

I 6 convocati della Slovacchia

Peter Sagan, Erik Baška, Marek Čanecky, Michael Kolar, Juraj Sagan, Patrik Tybor