Ha vinto la Strade Bianche, la seconda in carriera, la Milano-Sanremo, prima classica monumento, podio alla Amstel Gold Race e alla Liegi-Bastogne-Liegi e top ten alla Freccia Vallone. La stagione 2017 di Michal Kwiatkowski è sicuramente una delle migliori della sua carriera e il polacco ha dato un'ulteriore fantastica prova al Tour de France dove è stato il gregario più importante e fidato di Chris Froome. 

L'iridato di Ponferrada 2014 ha corso una Grand Boucle ad altissimi livelli, sfiorando anche il successo personale nella cronometro di Marsiglia, al fianco di Froome che lo ha elevato definitivamente al rango di corridore totale, abile su tutti i terreni, montagna compresa. Alla Gazzetta dello Sport, Kwiato, ha anche rivelato uno dei sogni nel cassetto: "Magari un giorno, se riuscissi a migliorare ancora in salita e a cronometro, potrei tentare di vincere un grande giro. Per adesso, mi prendo il mio tempo. Un passo alla volta". Non una sfida impossibile per chi alla prima esperienza al Tour de France ha concluso a ridosso della top ten. Con un percorso adatto, quindi, potrebbe anche farcela. 

La grande prestazione sulle strade di Francia, però, ha sorpreso anche lui: "Devo dire che io stesso mi sono sorpreso. Adoro talmente il ciclismo che me ne piace ogni aspetto. Amo le salite e le discese, i ventagli, le situazioni difficili. Ma fino ad ora, in un grande giro, avevo avuto alti e bassi. Stavolta sono stato costante dall’inizio alla fine, mi son sentito bene a ogni tappa". Parlando del Tour de France, Kwiatkowski, a cui viene chiesto di scegliere un momento chiave della corsa, ne seleziona forse il più brutto per il Team Sky: "È stato quando abbiamo perso la maglia gialla sui Pirenei. Non era mai successo che Chris la perdesse in montagna, ma non ci siamo scoraggiati e, due giorni dopo, ce la siamo andati a riprendere. Abbiamo dimostrato quanto fosse grande il nostro spirito, di che pasta siamo fatti".