Il ciclomercato di questa stagione è stato scosso sin dai primi di Maggio dalla notizia della chiusura della Tinkoff, la squadra russa dove, tra gli altri, correvano Peter Sagan, Alberto Contador e Rafal Majka che, improvvisamente, sono diventati gli oggetti del desiderio di ogni team manager in circolazione. Se il Pistolero di Madrid ha trovato casa presso la Trek – Segafredo guidata da Luca Guercilena, Rafal Majka e, soprattutto, Peter Sagan si sono accasati alla Bora – Hansgrohe, squadra tedesca neo promossa nel World Tour. Quella del due volte campione del mondo è stata la prima firma in uscita dalla Tinkoff, da quel contratto siglato è iniziato quindi un domino che ha portato molti corridori a considerare la Bora come una valida meta per la prossima stagione. Ma chi ha compiuto il miracolo di portare il più forte ciclista del momento in una squadra tutto sommato mediocre, soffiandolo ai grandi tema come Sky, Astana, Quickstep od il nuovo team Bahrain? Il suo nome è Ralph Denk.

Herr Denk nasce e cresce nel mondo del ciclismo dove ha corso da dilettante per poi passare dal lato economico delle due ruote, quello dei venditori, prima per conto della Sram (produttrice di componenti tecniche) e poi aprendo un negozio di biciclette. La sua avventura da manager è invece iniziata nei primi anni del 2000 con il team Giant di mountain bike, ma il grande salto lo ha fatto nel 2010 fondando la NetApp, l'attuale Bora – Hansgrohe. Sulle colonne della Gazzetta dello Sport racconta come ha convinto Sagan a firmare per la sua squadra, e non sono stati solo i soldi (quasi cinque milioni l'anno). "Trust, fiducia, è la prima parola che serve per capire. Sono una persona seria, concreta. Mi piacciono i fatti, più delle parole. Mi sento molto ‘tedesco’ in questo e mi considero molto differente da uno come Oleg Tinkov". Fiducia e programmazione, queste sono le qualità che servono per conquistare uno come Sagan, anche se la conoscenza con Giovanni Lombardi, l'attuale manager dello slovacco, ha aiutato. Il primo incontro tra i due è arrivato in estate, racconta Denk, "mi ha fatto una ottima impressione. Io non lo vedo come una star, ma come un ragazzo normale. Non abbiamo parlato solo di ciclismo e credo che lui, in questa fase della carriera, avesse bisogno di un ambiente come il nostro. Gli è piaciuto il progetto".

I dubbi sulla scelta del campione slovacco però restano perchè, anche nella nuova squadra, non avrà un supporto degno di questo nome per le grandi classiche di primavera, rinnovando nuovamente le possibili situazioni in cui si troverà a correre da solo contro tutti che tanto gli sono costate in queste annate.