Kimi Campione
Kimi Antonelli festeggia la vittoria

La settimana che porta al Gran Premio del Messico ha gli occhi puntati sul pilota italiano della Mercedes. Kimi ha un match point clamoroso per portarsi a casa il titolo di campione del mondo ed entrare nella storia della F1 e di quella italiana.

Quanto ne esce, come al solito, dalle prove libere è che la Ferrari sia abbastanza forte su questo tracciato. Ovviamente non è una novità che la Rossa vada forte al venerdì per poi spegnersi completamente nel resto del weekend.

Questa volta però non sembra andare così perché in qualifica a prendere la pole è Lewis Hamilton, che conquista la sua prima pole in rosso. Il pilota inglese sembra quasi emozionarsi e piangere, facendo capire come a 41 anni la voglia di vincere non finisca mai. Secondo Russell, terzo Charles Leclerc che nel team radio si lamenta del suo giro, visto che anche il monegasco era in lotta per la pole.

Sembra comunque essere una gara tra gli altri, con Kimi che non deve prendere rischi se vuole essere ufficialmente campione e, molto probabilmente, non vuole prenderseli (soprattutto dopo essere venuti a conoscenza del fatto che è stato male nel corso della settimana post Austin).

Dallo start alla bandiera rossa

Alla partenza abbiamo già il primo psicodramma Ferrari. Hamilton parte molto bene, Russell meno e Leclerc lo attacca, passandolo in partenza. Alla staccata di curva uno i due piloti Ferrari arrivano molto vicini, ma i problemi arrivano in curva 4 quando Charles attacca Lewis, il 44 allunga la staccata dall'interno, il 16 non molla e taglia la curva passando davanti al suo compagno di squadra. Hamilton perde la posizione contro Max e Leclerc si ritrova in prima posizione.

La mossa del monegasco viene però dapprima notata, poi investigata e alla fine ne esce una penalità di 5 secondi per non aver restituito la posizione. Charles inizia così a fare dei giri quasi da qualifica sulle rosse per mettere Max, su gomme medie, dietro di 5 secondi per mantenere la posizione dopo il pit stop.

La vera mossa viene fatta dalla Red Bull però. Leclerc è avanti di circa 4 secondi e 7 quando rientra e Max, pur avendo dovuto allungare lo stint avendo le gialle, entra subito dietro di lui cercando di passarlo in corsia dei box. La tattica riesce benissimo perché grazie all'ottimo pit RB Max è davanti. La situazione quindi ora cambia completamente. Pur uscendo, ovviamente, dietro gli altri, al momento della sosta Max sarebbe primo con dietro le due Ferrari. Questa è proprio la situazione che si viene a creare.

Le sfortune di Hamilton però non sono di certo finite qui. Lewis rientra per montare le gomme nuove, ma il pit è leggermente lungo e Kimi lo passa prendendosi il podio. Proprio pochissimi giri dopo, Bottas va a muro e, vista la rottura delle barriere, viene esposta la bandiera rossa.

Si vola verso il mondiale

Alla ripartenza dopo la bandiera rossa, le posizioni prese sono quelle del giro prima dell'interruzione. Hamilton parte quindi 3°, Leclerc 2° e Max davanti a tutti. Lewis parte molto bene e infila Charles che arriva in curva 1 facendo un super bloccaggio che gli costa la posizione. Antonelli passa sul podio, mentre Leclerc deve difendersi dagli attacchi di Norris che vuole sfruttare la gomma anteriore sinistra rovinata del monegasco. La Ferrari numero 16, infatti, dopo il bloccaggio ha tante vibrazioni sulle ruote e deve fare una super difesa contro quello che si avvicina ad essere l'ex campione del mondo.

Lewis prova a stare attaccato a Verstappen ma il motore RB è molto potente. Dovrebbe uscire a circa 4 decimi dopo l'ultima curva dirigendosi verso il rettilineo, ma non riesce.

Quando mancano circa 15 giri, uno in più uno in meno, Lindblad ha un contatto con Piastri, la macchina di Faenza va nel muro. Safety car.

Alla ripartenza Lewis è molto vicino ma non riesce comunque ad attaccare Max. Antonelli resta saldo al podio e comincia a intravedere il titolo, mentre Leclerc si difende con forza.

Al traguardo quindi Max vince, Lewis arriva secondo con non pochi rimpianti, ma la scena è tutta tricolore perché Andrea Kimi Antonelli è campione del mondo.

L'abbraccio con la sua famiglia dopo la gara
L'abbraccio con la sua famiglia dopo la gara

Kimi fa la storia

La stagione non è finita, ma Kimi ha segnato una pagina importante per la storia dello sport italiano. Finalmente il tricolore torna ad essere centrale anche in Formula 1 e questo non può che essere motivo d'orgoglio per tutti, soprattutto per un ragazzo di vent'anni che lo scorso anno è stato criticato fin troppo. Complimenti a lui, alla Mercedes, a Toto per averci creduto.

Grazie Kimi, sperando che l'anno prossimo anche la Ferrari possa unirsi alla lotta.