Interlagos cambia umore, Norris no
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Il Gran Premio del Brasile di questa sera ha premiato Lando Norris, capace di attraversare una gara mutevole senza perdere il filo.

Norris ha vinto il Gran Premio del Brasile tenendo insieme velocità e sangue freddo, in una serata che ha messo alla prova numerosi piloti.

Ad Interlagos non è bastato essere veloci: bisognava capire quando insistere e quando proteggersi. Il britannico della McLaren, partito dalla pole position, ha lasciato inizialmente spazio a Kimi Antonelli, sapendosi poi riprendere la corsa quando la Mercedes del rivale ha cominciato a vacillare.

Il successo racconta soprattutto questo equilibrio, costruito mentre attorno cambiavano aderenza e protagonisti. Una vittoria di lucidità prima ancora che di velocità.

Antonelli, dal comando alla delusione

Per Antonelli la partenza aveva aperto uno scenario ben diverso. Dopo un rischio nel giro di formazione, il sorpasso su Norris gli aveva consegnato il comando e l’impressione di poter controllare la domenica. La gara, però, ha cambiato direzione quando Antonelli ha cominciato a faticare nel controllo della Mercedes in accelerazione, finendo in testacoda e scivolando alle spalle dei rivali. Il quinto posto finale, alle spalle del compagno George Russell, lascia così il sapore di un’occasione sfuggita, non soltanto per gli errori.

Se Norris ha dato ordine alla gara, Max Verstappen ne ha acceso la parte più spettacolare. Scattato ventunesimo, l’olandese è risalito fino al secondo posto, trasformando una posizione di partenza pesantissima in un risultato di grande valore. La sua rimonta ha attraversato il gruppo fino a portarlo davanti a Isack Hadjar, terzo con l’altra Red tBull.

La Ferrari raccoglie ma non convince

Più opaca la serata della Ferrari: Charles Leclerc ha chiuso settimo e Lewis Hamilton nono, dopo essere partiti rispettivamente quattordicesimo e ventesimo.

Hamilton aveva acceso qualche speranza con una partenza brillante, prima che le difficoltà di aderenza frenassero la sua avanzata. Leclerc, invece, ha strappato una posizione a Liam Lawson nel finale, senza riuscire a cambiare il senso del risultato.

Le posizioni recuperate attenuano il bilancio, ma non cancellano la distanza dai protagonisti. Le rosse hanno dovuto inseguire, anziché costruire una domenica davvero competitiva.

Un brindisi oltre il podio

La pioggia, tornata nelle ultime tornate, ha imposto un altro cambio di gomme, senza rovesciare il verdetto. Norris ha mantenuto il comando, mentre Mercedes ha trovato nei piazzamenti di Russell e Antonelli i punti necessari per conquistare il titolo costruttori.

Interlagos consegna così immagini differenti della stessa domenica, tra il controllo del vincitore, la rimonta di Verstappen e la gioia collettiva Mercedes, che con sotto Toto Wolff vincono per la nona volta il titolo costruttori.

Per la Ferrari invece, resta una corsa da archiviare senza nasconderne i limiti.

Mercedes a Interlagos
Mercedes a Interlagos