Nessuno vuole essere Robin
Semifinale di Champions / @theindipendent

Ci sono serate in cui Milano si riempie di gente in maschera, di feste e di persone pronte a spaventarsi per qualche film dell'orrore. Poi ci sono serate in cui, per avere paura, basta guardare il calendario.

Sabato 31 ottobre, alle ore 20:45, a San Siro andrà in scena Milan-Inter, il derby della Madonnina. E questa volta, per una curiosa coincidenza, la notte più spaventosa dell'anno ospiterà anche la partita più attesa della città.

Ma lasciamo perdere per un attimo Halloween. Perché chi vive il derby sa benissimo che non servono zucche, fantasmi o travestimenti per sentire un brivido lungo la schiena. Basta pensare a quei novanta minuti, a un gol subito all'ultimo secondo o, peggio ancora, al messaggio dell'amico rivale che arriva puntuale dopo il triplice fischio.

Una città, due colori, la stessa paura

Provate a chiedere a un milanista o a un interista se ha paura di perdere il derby. Probabilmente vi risponderà di no, magari accompagnando la risposta con qualche battuta sulla squadra avversaria. Non credetegli.

Perché il derby è anche questo: fare finta di essere tranquilli quando, in realtà, si sta già pensando a tutto quello che potrebbe andare storto. È controllare le condizioni degli infortunati più volte al giorno, leggere le probabili formazioni sperando che cambi qualcosa, immaginare un risultato e poi pentirsi immediatamente di averlo fatto.

C'è chi sabato sera sarà sugli spalti di San Siro, chi si ritroverà al solito bar con gli amici e chi preferirà chiudersi in casa, magari da solo, per evitare di dover sopportare qualcuno durante la partita. Ci saranno famiglie divise, gruppi WhatsApp pronti a esplodere, persone che per novanta minuti diventeranno improvvisamente molto più religiose del solito e amici che non si parleranno fino al triplice fischio, o forse anche di più.

E poi ci saranno loro, i tifosi che diranno la frase più falsa della storia del calcio: "Tanto è solo una partita, vale come le altre".

No, non lo è. E a Milano lo sanno tutti.

Perché persino streghe, zucche e fantasmi indosseranno una maglia delle due squadre quest'anno.

@ilgiorno
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Milan: un derby per cancellare e ricominciare

Il Milan di Ruben Amorim si presenta al derby reduce dalla pesante sconfitta casalinga per 4-2 contro il Bologna. Un risultato che ha interrotto l'imbattibilità dei rossoneri e fatto emergere alcune difficoltà, soprattutto difensivamente e a livello di lunghezza della rosa.

I 18 punti conquistati nelle prime nove giornate valgono attualmente il quinto posto, a sette lunghezze dalla vetta (occupata proprio dai rivali di sempre). Una distanza che, essendo soltanto alla decima giornata, non è ancora una condanna ma che, in caso di un altro passo falso, rischia di diventare molto pesante.

Soprattutto perché, dopo un avvio di stagione incoraggiante, il Milan si trova nuovamente a fare i conti con diversi interrogativi a cui rispondere.

Da questo punto di vista, il derby potrebbe arrivare al momento giusto: battere l'Inter non significherebbe soltanto conquistare tre punti, ma anche ritrovare quella fiducia che nelle ultime giornate sembra mancare ai rossoneri.

Il Milan ha bisogno di una risposta, prima ancora che di una vittoria. E quale occasione migliore di un derby per dimostrare che la sconfitta contro il Bologna è stata soltanto un incidente di percorso?

@larepubblica
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Inter: 3 punti per continuare a guardare tutti dall'alto

Dall'altra parte c'è invece l'Inter di Cristian Chivu, che guida la classifica insieme alla Lazio con 25 punti. I nerazzurri arrivano all'appuntamento dopo il successo per 2-0 sul campo del Venezia, una vittoria arrivata non senza difficoltà ma che ha permesso di proseguire una partenza di campionato straordinaria.

Otto vittorie e un pareggio nelle prime nove giornate, miglior attacco della Serie A e ancora nessuna sconfitta. Numeri che raccontano una squadra consapevole della propria forza, capace di trovare il risultato anche quando la prestazione non è delle migliori. Una caratteristica che spesso distingue le formazioni che vogliono arrivare fino in fondo nella corsa allo Scudetto.

Eppure, per quanto possa sembrare paradossale, anche l'Inter ha qualcosa da dimostrare. Perché dominare la classifica è importante, ma riuscire a imporsi contro i rivali cittadini ha tutto un altro sapore.

E quale occasione migliore di questa per confermarsi e restare in vetta?

@ansa
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I fantasmi del passato: gli ultimi derby sorridono al Milan

E a proposito di Halloween, se c'è qualcuno che potrebbe voler scacciare qualche fantasma, quello è proprio Chivu.

L'Inter, infatti, non vince un derby da sette confronti ufficiali. Cinque sconfitte e due pareggi che pesano, soprattutto considerando il dominio nerazzurro in campionato nelle ultime stagioni. Il Milan, dal canto suo, ha conquistato entrambi i derby di Serie A della scorsa stagione con il risultato di 1-0, dimostrando ancora una volta che la classifica non sempre racconta tutto.

Ed è proprio questo uno degli aspetti più affascinanti della stracittadina milanese. Puoi arrivarci da favorito, con il miglior attacco del campionato e una serie di risultati positivi alle spalle. Oppure puoi presentarti dopo una sconfitta pesante, con diversi infortunati e una classifica da sistemare.

Ma quando l'arbitro fischia l'inizio, tutto questo rischia di contare molto meno del previsto.

Perché il derby non premia necessariamente chi arriva meglio. Premia chi riesce a reggere la pressione, chi sa sfruttare il momento e, qualche volta, chi trova il coraggio di fare qualcosa che nessuno si aspettava.

@eurosport
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Ad ogni spettacolo i suoi protagonisti: le probabili formazioni

Sul campo, intanto, Amorim e Chivu dovranno fare i conti con diverse assenze e qualche dubbio di formazione.

Il Milan può contare sui recuperi di Rabiot, Gila e Moreira, ma avrà ancora assenti Saelemaekers, Loftus-Cheek e Gabbia tra tutti. In attacco torna titolare Pulisic, con Hutchinson e Cissé che si contendono l'ultima maglia disponibile.

In casa Inter pesa soprattutto l'assenza di Lautaro Martínez, uno dei giocatori che più volte hanno lasciato il segno nella storia recente del derby. Chivu dovrà quindi affidarsi a Marcus Thuram, protagonista di un ottimo avvio di stagione, e alla capacità del centrocampo nerazzurro di controllare i ritmi della partita.

@dazn
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Milano, ora tocca a te

Le ultime parole stanno per lasciare spazio al campo, le scaramanzie accompagneranno i tifosi fino al fischio d'inizio e San Siro è pronto a vestirsi ancora una volta dei colori della sua città. Ci sarà chi vivrà i novanta minuti con il cuore in gola, chi non riuscirà a stare seduto e chi, per paura di soffrire, giurerà di non voler nemmeno guardare la partita. Salvo poi essere il primo ad accendere la televisione.

E quando tutto sarà finito, Milano sarà ancora lì, divisa tra chi avrà voglia di festeggiare fino al mattino e chi, invece, preferirà spegnere il telefono e dimenticare tutto. Perché in fondo il derby è anche questo: novanta minuti capaci di regalarti una felicità immensa o un'amarezza difficile da mandare giù. Una partita che dura poco più di un'ora e mezza, ma che può accompagnarti per mesi, almeno fino alla prossima occasione.

Domani sera non conterà chi è arrivato meglio, chi ha più punti o chi parte con i favori del pronostico. Conterà soltanto chi riuscirà a prendersi Milano, anche solo per una notte. Perché in una città divisa da due colori, nessuno vuole essere quello che guarda gli altri festeggiare.

Nessuno vuole accontentarsi di un ruolo secondario, nessuno vuole essere la comparsa nella storia dei propri rivali.

Nessuno vuole essere Robin.

Nemmeno per una notte.