Il risveglio di Kolo
Woltemade, immagine di Juventus.com

A Firenze è tempo di una delle partite più sentite per i tifosi Viola. Nella culla del Rinascimento italiano arriva la Juventus. Dopo solo due giorni i bianconeri tornano in campo in una sfida tutt'altro che semplice, soprattutto dopo aver sentito le parole in conferenza stampa di Paolo Vanoli.

L'allenatore viola ha caricato e non poco l'ambiente in vista di questa partita, Spalletti invece cerca di trovare quella continuità che tanto è mancata alla Juve da questo inizio di stagione.

Il primo tempo

Spalletti rispetto alla partita di El torna con quasi tutti i titolari. Gioca Douglas Luiz, Bremer, ancora Woltemade e Kolo Muani insieme davanti con Boga e non Alajbegovic. Vanoli piazza Pellegrino davanti, l'ex João Mario, Jiménez a destra per agire sulla fascia di Cabal.

La Juve parte forte nei primi 3 minuti. Dopo il calcio d'inizio guadagna un calcio d'angolo e resta nella metà campo della Fiorentina, ma c'è in serbo una sorpresa. Nel primo contropiede nato da un pallone recuperato, il calcio d'angolo è per la squadra di casa. Il cross in area è preciso per la testa di Pellegrino che stacca in solitaria, senza disturbo da parte di Woltemade e Lucumì. 1-0, esultanza alla Batistuta e continuità nel trovare il gol sempre più alta per l'ex Parma.

La Juve non accusa il colpo, anche se sicuramente non è facile iniziare subito in salita. Vicario sembra decisamente turbato dalla passività della sua difesa.

I bianconeri non mollano e sono guidati da un singolo giocatore: Kolo Muani. Il numero 9 è in un'altra delle sue serate magiche, dopo quella di giovedì, cominciando a vedere la luce nella sua stagione. Il francese si sbatte, corre, attacca, forse il fatto di partire più largo, lasciando Woltemade al centro, agevola la sua manovra.

Fatto sta che proprio da una sua azione sulla fascia, d'intraprendenza, nasce il primo pareggio bianconero. Il numero 9 mette al centro un pallone preciso per Woltemade che buca De Gea e trova il suo primo gol in Serie A dopo quelli segnati in Europa League.

La prima frazione si chiude quindi sul risultato di 1-1, ma con una Juventus molto propositiva che forse ne esce meglio della Fiorentina, che oltre al gol non sviluppa grandi occasioni.

Boga e Jimenez
Boga e Jimenez

Il secondo tempo

Nella seconda frazione di gara il copione sembra essere sempre lo stesso. Juve propositiva, Fiorentina attendista e che mette paura con i contropiedi nascenti dagli errori dei bianconeri.

La Juve però sembra abbassarsi un pochino e sulla fascia di Cabal, quella su cui agiscono Jimenez e Mastantuono, nascono parecchie azioni pericolose per la Fiorentina. Al 54° dopo un'azione rocambolesca in area, a spuntarla per primo è Njie, che porta la viola avanti. 2-1.

A questo punto Spalletti manda in campo Celik, Zhegrova e Alajbegovic. L'allenatore di Certaldo cerca di dare così una scossa alla Juve che stava giocando bene e si ritrova di nuovo sotto nel punteggio.

Da qui in poi diventa una partita fatta di emozioni, con squadre più lunghe. La vecchia signora attacca soprattutto sul lato del giovane serbo, che come contro Napoli e AZ punta l'uomo e cerca di creare pericoli. Il vantaggio della squadra di casa dura circa 10 minuti perché al 66° dagli sviluppi di calcio d'angolo, con una palla messa dentro da Douglas Luiz, Bremer anticipa De Gea e fa 2-2.

L'azione che più di tutte, però, mette dubbi è quella del mancato rigore assegnato per fallo di mano di João Mario. Il calciatore portoghese tocca il pallone con il braccio largo, ma per il direttore di gara non c'è nulla. Neanche il VAR lo richiama.

Da qui in poi ci sono una serie di azioni rocambolesche, poca tattica, molto cuore e grinta, ma nessuna delle due riesce a mettere la mano sulla vittoria finale. Nel recupero è ancora una volta decisivo Vicario su Mastantuono.

Al Franchi finisce 2-2, un risultato che sicuramente sta stretto ad entrambe le squadre.

Con questo Kolo, però, la Juve può sperare in qualcosa di più.