Seduta tecnico-tattica per il Torino di Walter Mazzarri. I granata scenderanno in campo nel pomeriggio per definire i meccanismi in vista della delicata trasferta contro il Sassuolo. Dopo il KO nel derby, Mazzarri vuole punti per risalire in classifica. Buone notizie dall'infermeria: Iago Falque ha completamente smaltito il fastidio alla coscia e sarà arruolabile. Ancora da valutare invece Salvatore Sirigu, Ichazo è pronto a farne le veci. Una molto difficile, per i granata, che proprio un anno fa approcciarono al match con la retroguardia a quattro per passare poi al 3-5-2. Questo modulo è ormai una certezza, per il Torino e Mazzarri ne è stato l'artefice primo per la sua completa affermazione.

Contro il Sassuolo non dovrebbero esserci stravolgimenti. Ichazo in porta, come detto, verrà protetto dal terzetto di difensori composto da Izzo, N'Koulou e Djidji. A centrocampo, spazio a Meité e Rincon, con Baselli incaricato di fungere da cerniera tra i reparti. L'ex Atalanta è però in ballottaggio con Soriano. Nessun problema per Cristian Andaldi, De Silvestri se la gioca invece con Ola Aina. In attacco si punta tutto sul reintegro a pieno regime di Iago Falque, non ci saranno problemi per Andrea Belotti. Se l'ex Roma non dovesse farcela, ecco pronto Zaza. Ciò che è certo è che il Torino non dovrà sbagliare approccio alla gara. Il Sassuolo di De Zerbi è una rosa rognosa tatticamente parlando, un camaleonte capace di trasformarsi a suo piacimento. 

Urbano Cairo lavora sottotraccia sul mercato, intanto. Anche se ha a più riprese dichiarato di non voler fare investimenti, il patron del Torino mantiene gli occhi aperti. La rosa è forte e può sicuramente lottare per l'Europa League, non guasterebbe per qualche innesto soprattutto centrocampo, dove Soriano non sta dando il contributo sperato. Promossi Rincon e Meité, il solo Baselli non può fare gli straordinari anche a causa di qualche infortunio fisico di troppo. Discorso analogo in avanti. Tolto Iago Falque, non esistono giocatori capaci di dare quel plus in più. Berenguer e Parigini non hanno convinto, per loro l'idea del prestito non è da escludere.