Nonostante fosse il primo in ordine cronologico nel programma dell'intera giornata, quello fra Milan e Juventus era certamente il match più atteso del weekend, sicuramente fra quelli della Serie A e probabilmente riferendoci anche all'ambito europeo. Una classica del calcio mondiale che si è conclusa con un sonoro 0-2 a scrivere negli annali di una grande supremazia bianconera a San Siro: questo trionfo, però, non è stato per nulla scontato per Madama, che ha organizzato un piano-partita pressochè perfetto con obiettivo principale il portare a casa il bottino pieno senza un dispendio di energie particolare, probabilmente già con un occhio alla trasferta di Lisbona di martedì prossimo.

Nell'immediato avvio di gara, spostandoci aldilà del risultato, i padroni di casa hanno approcciato meglio il match. Con la solita gestione della palla mai troppo rapida, gli uomini di Montella avevano intenzione di scardinare la difesa posizionale bianconera, schierata con un 4-4-2 tipico - già visto più volte la scorsa stagione - che vedeva Dybala ed Higuain muoversi da punte. Allegri ha in questo senso preferito Asamoah ad Alex Sandro sulla corsia mancina, per aver più garanzie sempre sotto l'aspetto tattico, anche a costo di perdere qualcosa in fase di disimpegno. Senza gli strappi del brasiliano, troppo presto il blocco da due linee juventino si è schiacciato, finendo per avere delle grandi difficoltà a risalire il campo. Già qui è iniziata la prestazione straordinaria dei due argentini, che in avanti hanno aiutato la squadra tantissime volte ad uscire da situazioni intricate con delle giocate dal tasso tecnico-atletico elevatissimo.

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Lichtsteiner e Pjanic subiscono il pressing efficace di Kessié, Asamoah risolve tutto con una diagonale precisissima ed Higuain fa 40 metri palla al piede dopo un dribbling per prendersi un preziosissimo fallo.

Grazie a questo supporto straordinario, col passare dei minuti, la Vecchia Signora ha preso campo e sicurezza, iniziando a tessere la propria tela di passaggi in attesa del momento giusto per sbloccare il risultato; questo però finalmente senza rinunciare ad una grande solidità difensiva. I movimenti perfetti di Chiellini e Khedira (o Pjanic), oltre a quelli del già citato Asamoah, hanno praticamente annullato la catena destra dei rossoneri, logicamente quella preferita per la costruzione del gioco per la presenza di Suso. Tutte le azioni dei milanesi sono perciò dovute passare dalle sovrapposizioni di Ricardo Rodriguez ed in particolare dai suoi cross, unica vera fonte di pericolo per i milanesi nel corso del confronto; al contempo, in fase di non possesso la scelta degli ospitanti è ricaduta su un abbottonato 4-1-4-1, col compito di non lasciare assolutamente spazio nella zona centrale del campo. Per sbloccare questa situazione di equilibrio serviva allora una grande giocata, ed è qui che è intervenuto ancora il duo sudamericano, che ha sbloccato il risultato con un duetto dei loro.

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Se ci fosse un manuale sulle cose da non fare quando hai contro Dybala ed Higuain, il primo capitolo si intitolerebbe "lasciare spazio nei pressi dell'area di rigore". Nemmeno un centimetro. Qui il passaggio di Pjanic per Dybala ha sorpreso troppo facilmente Biglia, che sicuramente non ha letto bene il manuale.

Il primo tempo si è chiuso così sul parziale di 0-1, grazie anche ad uno straordinario intervento di Gigi Buffon ai danni di Kalinic. Spendere parole sulla grandezza del portiere italiano sarebbe troppo semplice, ma si può parlare certamente di come subire l'1-1 al 45esimo di gioco avrebbe potuto cambiare radicalmente il match; di contro, c'è da sottolineare che il croato in più di un'occasione ha peccato di quel killer instinct che, contro le squadre del livello dei campioni d'Italia, è più che necessario. Parlare col senno di poi è sicuramente facile, ma vista la situazione forse l'allenatore del Diavolo avrebbe potuto fare qualcosa già all'intervallo per provare ad aggiustare questa situazione che pendeva comunque in favore degli ospiti, magari garantendo più libertà di movimento a Suso, come poi è stato effettivamente fatto quando, però, il Pipita aveva già collezionato la sua personalissima doppietta - sempre col supporto della Joya in un'altra azione spettacolare.

Una finta, poi un'altra, poi il gol. Che roba.

Dopo lo 0-2 la gara si è praticamente conclusa: il tecnico in trasferta ha inserito Barzagli al posto di Lichtsteiner per avere ancora più garanzie in copertura sulle palle alte, Matuidi per Khedira nell'ottica di mantenere un alto livello d'intensità nel pressing ed Alex Sandro in luogo di Asamoah col compito di facilitare l'uscita del pallone verso le punte. E' stata una grande prova di solidità difensiva per la Juve, che utilizzando degli schemi perfettamente conosciuti dall'11 in campo - composto non a caso esclusivamente da giocatori già a Torino dall'anno scorso - ha proposto la miglior prova stagionale sotto quest'aspetto: da sottolineare in tal senso la prestazione di Daniele Rugani, estremamente convincente in ogni chiave di lettura. Per il Milan è invece un'ennesima sconfitta nei big match: la sensazione è che la truppa di via Aldo Rossi pecchi di concretezza quando conti, e questo nel nostro campionato è un difetto spesso fatale: certo c'è anche da dire che quando i bianconeri inseriscono il "pilota automatico" con questo solido 4-2-3-1 diventano un avversario complicatissimo per chiunque.