Eravamo tutti pronti a cantare il de prufundis di questa Udinese. Gli articoli di saluto a Delneri, dove venivano elencati pregi e difetti della sua gestione, erano praticamente già pronti per andare in stampa, così come i pezzi dove venivano presentati i suoi sostituti. Non accadrà però nulla di tutto questo. Almeno per due settimane. Contro la Sampdoria infatti le zebrette si sono date una svegliata, mettendo in campo una partita, a livello di mentalità, perfetta. Difesa sempre attenta e concentrata, per evitare che uno dei numerosi palloni alti passasse, lasciando campo aperto ad uno tra Quagliarella e Duvàn Zapata, micidiali se lasciati soli. Il centrocampo poi ha strozzato tutte le possibili fonti di gioco della squadra di Giampaolo, Behrami è stato francobollato a Gaston Ramirez, mentre Barak e Jankto hanno annullato Torreira e Praet. Barreto invece si è annullato da solo. Il primo giallo forse era dubbio, si può però anche dire che il secondo giallo sia stata una decisione anche troppo morbida, vista l'entrata assassina da dietro sul povero Lasagna, rimasto a terra per diverso tempo dopo l'entrata killer.

Gli unici pericoli veri sono nati quando Praet è riuscito a sovrapporsi a Strinic, lì la Sampdoria è riuscita ogni tanto a mettere un po' in ansia una difesa friulana sempre puntuale. Larsen ha sofferto un po' queste manovre da parte della catena sinistra dei blucerchiati. Per il resto nulla di segnalare. Qualche tiro di Quagliarella e un colpo di testa di Gaston Ramirez gli unici tentativi fatti da parte degli ospiti. Non sono però bastati a mettere in crisi un Bizzarri che avrà anche 39 anni, ma che però dà quella sicurezza al reparto che Scuffet ancora non è in grado di dare. Per quanto riguarda l'attacco dell'Udinese, Lasagna è parso un po' svagato. Tanta corsa, ma poca sostanza, con l'occasione del 2-0 servita su un piatto d'argento da Jankto gettata su Puggioni.

In cattedra invece De Paul e Maxi Lopez. L'ex Valencia è partito timido come suo solito, ma poi, anziché sparire del tutto come suo solito, ha alzato i ritmi, andando a tenere sempre in apprensione Strinic, con giocate in verticale, cross e dribbling. Dalla sua poi il primo rigore segnato e l'assist per il fantastico gol della "gallina", che lo rendono anche il capocannoniere della squadra. L'ex Torino invece ha finalmente messo la chiosa su la sua ennesima prestazione di grande sostanza, trovando anche la via del gol. Il primo su rigore, il secondo con uno scavino da grande giocatore, mettendo in mostra tutta la classe di cui sarebbe teoricamente dotato, ma che spesso in carriera non è riuscito ad usare. Primi gol in bianconero per lui e prima doppietta anche.

Delneri quindi è ora al sicuro. Se tutti giocano con convizione, il suo 4-1-4-1 funziona e, quando la tenuta fisica cala, c'è un Fofana pronto a entrare spaccando in due la partita, come fatto contro la Sampdoria. Due i rigori presi dall'ivoriano infatti grazie alle sue galoppate. Ora la pausa per le Nazionali. Delneri perde tutto il centrocampo, Behrami compreso, che non potrà aiutare la sua svizzera, visto l'infortunio all'adduttore patito nell'ultima partita. Solo crampi invece per Samir, che ha fatto rivedere parte delle giocate dell'anno scorso, ma che non ha ancora abbastanza tenuta atletica per reggere 90' a quei ritmi.

Tutto bene dunque. Ora però bisogna confermare i meriti riconosciuti durante quest'ultima partita, andando a giocare un'altra grande partita a Firenze contro la Fiorentina, partita ostica soprattutto per la tradizione negativa dell'Udinese al Franchi più che per una forza intrinseca di una viola che ha solo un punto in più ed è a sua volta in piena ricostruzione. Poi c'è la Juventus e una difficile trasferta a Sassuolo, dove Bucchi è seriamente in discussione. Un calendario dunque che non permette di abbassare la concentrazione, anche perchè non si vuole che questa diventi la partita "dei tre rigori".

LA CRONACA DI UDINESE-SAMPDORIA