La trasferta della Fiorentina al Bentegodi si è rivelata - a dispetto del risultato finale - più difficile di quanto potesse sembrare all'inizio. Gli uomini di Paulo Sousa soffrono nel primo tempo e vanno in vantaggio solo grazie ad un colossale errore di Dainelli. Nella ripresa diventa tutto più facile e arriva anche il secondo gol con Babacar su rigore, dopo un'altra dormita difensiva del Chievo che ha causato il fallo su Chiesa. Nel finale proprio Chiesa firma il suo primo gol in serie A (dopo quello "sfiorato" contro la Juve) e chiude la partita sul 3-0.

Il Chievo recupera De Guzman a centrocampo dopo l'influenza. Davanti torna Birsa che si sistema sulla trequarti alle spalle di Pellissier e Meggiorini. Fiorentina che schiera a sorpresa Tello, con Ilicic che si accomoda in panchina, mentre davanti Babacar rileva lo squalificato Kalinic con Borja Valero e Bernardeschi alle spalle. In porta confermato ancora Tatarusanu nonostante l'arrivo di Sportiello. 

Il match comincia abbastanza bloccato, con la Fiorentina sorprendentemente in difficoltà di fronte ad un Chievo con poca paura e più determinazione del solito. La prima occasione arriva al minuto numero 8 con Birsa, che carica un bel destro dai 25 metri che Tatarusanu vola a deviare alla sua destra. I viola faticano ad imbastire azioni d'attacco, Babacar fa tanto movimento ma il giro palla dei suoi compagni e troppo lento e permette ai clivensi di chiudere tutti gli spazi. Il Chievo invece c'è, e si rende pericoloso con Meggiorini che gira al volo un traversone di Cacciatore, mandando la sfera a lato di poco.

Partita praticamente dominata dal Chievo per il primo quarto d'ora, ma quando tutto sembrava in mano ai padroni di casa arriva la doccia gelata: al 18' Dainelli commette un errore madornale in disimpegno regalando palla a Tello che entra in area, si allarga sulla sinistra e batte Sorrentino per l'1-0. Il gol cambia il risultato ma non modifica l'andazzo del match, la cui inerzia rimane leggermente dalla parte del Chievo: Meggiorini manda fuori di testa un cross di Birsa, poi alla mezz'ora si fa bloccare un bel sinistro da Tatarusanu dopo uno scambio con Pellissier. La Fiorentina soffre sulle fasce, in particolare a sinistra dove Gobbi col passare dei minuti guadagna sempre più terreno, ma occasioni davvero nitide e importanti non se ne vedono. Nel finale i viola crescono e soprattutto su calcio piazzato creano qualche grattacapo a Sorrentino, che se la cava bene in uscita e respinge anche una punizione di Bernardeschi.

Una fase di gioco del match (twitter)

Nel secondo tempo Paulo Sousa toglie Tello, poco positivo in fase di ripiegamento difensivo, per inserire Maxi Olivera. I viola partono meglio rispetto alla prima frazione ed impegnano subito Sorrentino con Bernardeschi che trova la risposta del portiere clivense al suo sinistro dal limite, sulla ribattuta arriva Babacar che viene ancora murato dal portiere. Il Chievo non è lo stesso del primo tempo e dietro soffre di più, su un pallone vagante in area arriva Chiesa che si inserisce e viene steso da Cacciatore: rigore netto e dal dischetto Babacar fa 2-0.

Il Chievo fatica a reagire, anche perché perde Pellissier per problemi muscolari (al suo posto Inglese), l'occasione arriva però per Meggiorini che sfrutta una dormita della difesa viola e impegna ancora Tatarusanu. L'attaccante è l'unico che nell'ultima parte del match crea qualche pericolo ad una Fiorentina che dopo un primo tempo difficile ha dominato nella seconda frazione, pur senza grandi sforzi. Nel finale il Chievo riprende campo, altro destro di Meggiorini e altra parata di Tatarusanu. Poi arriva anche l'occasione più importante di tutto il match per i clivensi, con Izco che in piena area calcia malissimo un sinistro che poteva riaprire il match. Match che viene definitivamente chiuso dal contropiede degli ospiti: Vecino scende centralmente fino al limite dell'area e imbecca a destra Chiesa, diagonale perfetto di prima e 3-0 finale. Tre punti importanti per la Fiorentina, il Chievo esce a testa alta con un passivo tutto sommato immeritato, ma gli errori nei momenti clou della partita sono stati pagati a caro prezzo.