Se queste sono le prove generali di finale di Coppa Italia, sulla sponda rossonera di Milano si può tremare. La Juventus, nell’anticipo della 38esima ed ultima giornata di Serie A, umilia una Sampdoria che chiude una pessima stagione vedendo pioversi addosso cinque gol e un numero piuttosto elevato di occasioni. La festa inizia con la goleada bianconera e termina con la consegna del trofeo, la reazione chiesta da Allegri dopo la débacle di Verona si concretizza: la concentrazione porta sorrisi, ed è difficile prepararsi meglio di così alla sfida di Roma di sabato prossimo.

La gioia di Pogba ed Evra dopo il gol del terzino. (fonte: Juventus.com)

Il primo pericolo della gara lo porta curiosamente la Samp, in campo con il classico 3-4-2-1 (che dura poco) con diverse rinunce, Soriano su tutti. Alvarez approfitta immediatamente di un controllo difficoltoso di Chiellini per concludere col sinistro da fuori, trovando la reattiva risposta sul primo palo di Neto, confermato titolare in vista anche della finale; tempo però di oltrepassare la metà campo e la Juve si porta subito in vantaggio al 5’, con un colpo di testa in volo di Evra sul secondo palo che insacca una punizione battuta da Dybala sulla trequarti. La gara prende una piega ancor più chiara al quarto d’ora: Dybala e Mandzukic combinano, l’argentino lancia per il croato che si invola, finché in area Skriniar entra piuttosto scriteriatamente: il croato si mette intelligentemente a protezione della palla, viene steso ed è rigore, con tanto di rosso per il centrale doriano. Dal dischetto va la Joya, che apre il piattone e spedisce la palla a fil di palo per il 2-0.

Ancora l’ex Palermo ci prova col mancino da posizione defilata, trovando però la pronta risposta dell’esordiente Brignoli, di proprietà della Juventus in prestito alla Samp. Il duello si ripropone anche alla mezz’ora, quando Hernanes, preferito a Lemina, in transizione dopo un dribbling apre per Dybala, che rientra sul sinistro e la piazza all’angolino basso, con le mani del portiere classe 1991 ancora presenti sulla traiettoria. Per i bianconeri è già accademia alla mezz’ora: Lichtsteiner si reinventa attaccante (dopo peraltro un mancino volante di Chiellini da fuori, uscito di qualche metro) in due situazioni: nella prima centra la traversa con un colpo di testa in torsione su scavetto di Dybala a scavalcare due difensori immobili, nella seconda invece non si intende con Mandzukic e cerca un assist improbabile piuttosto che la conclusione.

22 come i gol di Dybala al momento dell'esultanza per il primo gol. (fonte: Twitter)

Se non lo fa lo svizzero, ci pensa Dybala a calciare in porta a ripetizione. Il personalissimo show del 21 prosegue con una corsa di 40 metri dopo un paio di dribbling, con il sinistro di potenza che termina troppo alto; al 37’ finalmente, all’ennesimo tentativo, arriva la rete su azione, sempre da fuori, sempre rientrando sul mancino, sempre innescato da un Hernanes in veste anche di recuperatore di palloni nella partita, stavolta pescando il primo palo. Nel finale di primo tempo c’è spazio anche per un Mandzukic che si mette in proprio e prova a incrociare col destro, con la palla a lato del palo di un nonnulla, e per un destro folle di Pogba dalla sinistra che lambisce la parte superiore della traversa.

La ripresa non fa altro che confermare la tendenza bianconera in attacco. Ancora Chiellini al 52’ inaugura la seconda parte di gara con un’incursione in area e un tocco mancino messo in corner da Brignoli in uscita disperata. La giornata del portiere ex Ternana non era evidentemente destinata ad essere facile, anche se un paio di conclusioni da fuori di Hernanes e Pogba, bloccate in presa gli rendono il lavoro parzialmente più agevole. Il francese ci riprova ancora a circa 20 dal termine, sempre dalla distanza, con la palla che stavolta non centra lo specchio di un soffio.

La girandola di cambi bianconera, con Zaza, Morata e Sturaro in campo, introduce al quarto d’ora finale, che porta il primo gol stagionale di Chiellini, un siluro di sinistro di prima intenzione che si va ad infilare all’incrocio dei pali, a porta sguarnita causa uscita di Brignoli. Spazio per tutti i difensori in attacco, all’85’ gioia anche per Bonucci, che trova il tap-in vincente sotto porta dopo una spizzata di testa di Morata, bravo ad aggiustare la traiettoria del corner battuto da Hernanes. In mezzo anche un paio di tentativi della Sampdoria, in particolare con una conclusione da corner di Alvarez, parata sulla linea da Neto con un mezzo miracolo che gli vale l’ampia sufficienza in pagella.

Finisce così 5-0 una partita mai in discussione, nonostante i punti in palio fossero solo che superflui ai fini della classifica. La Sampdoria chiude una stagione nera, culminata già settimana scorsa nella disfatta del derby: saranno giorni di riflessione i prossimi in casa blucerchiata. Nella Torino bianconera invece le cinque reti della Juventus vanno a richiamare il quinto scudetto consecutivo, quello festeggiato alla fine della partita, con sfilata e consegna della Coppa. E Allegri, soddisfatto, può preparare al meglio la finale di un'altra Coppa, da decidere a Roma sabato sera. Fresco di 91 punti e un cerchio chiuso in bellezza.