22 aprile 1990. C'è sempre di mezzo questa data, insieme a quella del 29 aprile dello stesso anno, quando si parla della storia del Napoli. E' il giorno in cui il Napoli si indirizzò verso la conquista del suo secondo scudetto battendo a domicilio per 4-2 il Bologna. Ma quando se ne parla non si può non parlare di Maradona e quando si parla, o si scrive, del “Pibe de Oro” non si possono non citare i Mondiali, sia quello che Diego vinse con l'Argentina nel 1987 ma anche e soprattutto quello che perse in Italia proprio nel 1990 in finale contro l'allora Germania dell'Ovest davanti ai tifosi italiani che in quell'occasione fischiarono l'inno argentino per indispettirlo dopo che la sua squadra aveva eliminato l'Italia in semifinale e si beccarono due “hijos de puta” da parte del campione del Napoli che solo due mesi prima aveva trascinato i partenopei al secondo scudetto della loro storia.



Ma torniamo per un momento ai giorni nostri. Domenica prossima allo stadio Dall'Ara andrà in scena Bologna-Napoli. Una partita dai dolci ricordi per i partenopei, una partita che per i felsinei ha sempre rappresentato una sfida dove mostrare valore e carattere che li hanno portati nel corso degli anni a condurre il bilancio degli scontri diretti con il Napoli con 32 vittorie contro le 17 degli azzurri. L'ultimo successo del Bologna risale al 6 maggio del 2012 mentre l'ultima volta che i partenopei si sono imposti sui gialloblù è stata nella passata stagione con un perentorio 3-0 che valse al Napoli la sicurezza di un posto in Champions League.

Adesso torniamo agli anni 90' e precisamente al 1990, l'anno del calcio italiano se mai ce ne fu uno. Come già scritto in precedenza fu l'anno dei Mondiali di calcio inaugurati l'otto giugno allo Stadio Giuseppe Meazza di Milano, ma fu anche l'anno della consacrazione a livello europeo del calcio italiano. Infatti, in Europa, le squadre italiane furono protagoniste di uno storico en-plein: Il Milan conquistò la Coppa Campioni battendo in finale il Benfica con un gol di Rijkaard, la Sampdoria si aggiudicò la Coppa delle Coppe ai danni dell’Anderlecht, e la Juventus vinse la Coppa Uefa in una finale tutta italiana contro la Fiorentina. Ma fu anche l'anno di un Bologna-Napoli molto particolare.

In campionato protagonisti Napoli e Milan. Gli azzurri, guidati da Bigon in panchina e inizialmente orfani di un Maradona più bizzoso che mai, dominano il girone di andata tallonati dai rossoneri di Sacchi e guidati da un Van Basten in splendida forma. E’ un Napoli pratico e poco spettacolare, capace però di esaltarsi nei confronti diretti al San Paolo, qualità che come abbiamo potuto contastare negli anni gli azzurri non hanno perso, strapazzando le milanesi nel proprio fortino e puntellando l’organico con il giovane Gianfranco Zola chiamato al non facile compito di fare il vice-Maradona. Ma è sul finale di campionato che il Napoli piazza la zampata decisiva, supera i rossoneri e si invola verso il titolo riuscendo a vendicare quella partita in cui il Milan gli aveva soffiato lo scudetto appena due anni prima vincendo 3-2 proprio a Napoli.

Gi azzurri, infatti, guidati da uno strepitoso Maradona e dalla vena prolifica di Careca e Carnevale, si riscattano nelle battute finali del campionato inanellando una serie di cinque vittorie consecutive propiziata da un 3-1 contro la Juventus nel quale il "Pibe de Oro" sfodera il meglio del suo repertorio: sinistro maligno all’angolino e punizione magistrale da accademia del calcio. Alla trentunesima giornata il Napoli riagguanta i rossoneri tra le polemiche vincendo a Bergamo a tavolino dopo una monetina lanciata dalla curva bergamasca che ferisce il centrocampista napoletano Alemao. Nella stessa giornata al Dall’Ara di Bologna il Milan usufruisce a sua volta di una discutibile decisione arbitrale favorevole, venendo graziato da un gol regolare non segnalato.

Il campionato è alla morsa finale. Gli uomini di Sacchi accusano il colpo e alla penultima giornata vengono clamorosamente sconfitti dall'ormai già retrocesso Verona mentre il Napoli passa facile a Bologna vincendo per 4-2. Se per Carlo Levi, Cristo si fermò ad Eboli, quel 22 aprile del 1990 Maradona si fermò nel capoluogo emiliano e si mise lo scudetto in tasca. Gli azzurri superano il Milan in classifica e la settimana seguente si laureano campioni d'Italia battendo la Lazio davanti ai 23.153 del San Paolo. Il successo ai danni del Bologna una settimana prima si rivela fondamentale.