Nel mare di Barcellona sembra essere riemerso un sottomarino di cui da molto, troppo tempo si erano perse le tracce. L’Espanyol di Quique Sanchez Flores è tornato bussare alla porta delle grandi di Spagna, e lo ha fatto tramite una stagione che ha riportato i periquitos sui livelli di quella squadra che nel 2011 arrivò ottava in Liga: era l’Espanyol di Pochettino, quello degli emergenti Osvaldo e Callejon, ed il tramontante Iván De La Pena. Quell’Espanyol si portò a ridosso dell’Europa terminando con 49 punti, mentre quello di Quique, lo scorso anno, pareggiando l’ottava piazza, ha toccato addirittura quota 56 (che nella maggior parte dei casi consente l’accesso ai preliminari di Europa League).

La squadra di Flores ha disputato un campionato ampiamente al di sopra delle aspettative, e lo ha fatto mantenendo per tutta la stagione un’identità di gioco umile, che rispecchia fedelmente le caratteristiche dei propri giocatori, con una tecnica del tutto da smussare, ma con polmoni e cuore da vendere. L’ex allenatore di Getafe e Watford tra le altre ha puntato tutte le fiches sul più scolastico dei 4-4-2, che sfruttava la grande compattezza e la spiccata attitudine dei propri giocatori nel fare “a sportellate”, e nel momento in cui si conquistava il pallone, subito a chiedere aiuto a Felipe Caicedo (neo acquisto della Lazio), utilizzato più come una sorta di diga umana per far risalire la squadra, che un centravanti per segnare. I risultati in termini numerici sono tutti dalla parte di Flores: 1.40 PPG (punti per gara), 50 gol subiti (ottava miglior difesa di Spagna) e solo 11 sconfitte (è la sesta squadra che ha perso di meno della scorsa Liga spagnola).

Quique Sanchez Flores. | Fonte immagine: Fichajes

Il mercato dell’Espanyol, sinora, è stato piuttosto bloccato rispetto alle squadre che hanno terminato nella zona medio-alta della classifica (Real Sociedad, Villarreal...). Si è trattato piuttosto per le conferme dei giocatori che l’anno scorso erano in prestito, come Pablo Piatti e Diego López, riscattati senza pensarci due volte dalla società catalana. È arrivato inoltre un grande colpo gratis, e si tratta del pirata Granero: il centrocampista ex Sociedad cambia maglia (ma non colori) e si prepara a divenire nuovo faro della mediana di Flores. La voce cessioni invece rimane pressoché immacolata, non fosse per il rientro al Porto di Diego Reyes (difensore centrale) e il saluto di Mamadou Sylla, che vola ad Eupen in Belgio.

La formazione rimarrà, salvo qualche eccezione, pressoché immutata. La certezza è il 4-4-2, dal quale si ripartirà con Diego López tra i pali, Caricol a sinistra, coppia centrale David López-Duarte e a destra Javi López; coppia mediana formata da Granero e Javi Fuego, esterno destro Jurado, e dall’altra parte Pablo Piatti; là davanti il tandem offensivo ripresenta Gérard Moreno (grande rivelazione dello scorso anno) a fianco di Leo Baptistao

Sono due i giocatori che più saranno da osservare con attenzione: il primo è Caricol, giovane terzino sinistro classe 1997, che ha appena terminato la sua prima stagione completa ne LaLiga, e che ha mostrato doti difensive molto apprezzabili, oltre che ad una puntuale presenza in fase d’attacco. Il secondo, forse più noto del compagno, è Gerard Moreno, attaccante 24enne che è letteralmente esploso la scorsa stagione segnando 13 reti. È stato il miglior cannoniere dell’Espanyol, e per distacco il miglior giocatore dei periquitos nella stagione passata.

Dare un pronostico ad oggi è difficile, per una squadra che ha appena compiuto un’impresa oltre la propria portata. Di certo l’obiettivo sarà riconfermarsi sulla zona medio-alta della classifica, con un piccolo - ma lecito - sogno riguardante l’Europa League. Granero porterà esperienza e qualità immediata al centrocampo, e questo potrebbe aiutare sensibilmente Flores e i suoi, che con l’ex Sociedad probabilmente aggiungono quel pizzico di colore in più che è mancato al gioco dello scorso anno. Resta comunque il fatto che questa stagione, al momento, rimane difficilmente ripetibile.