Al termine di un 2016 che ha consacrato Andy Murray come numero uno al mondo, che ha visto Novak Djokovic calare di rendimento nonostante due titoli dello Slam vinti, che ha raccontato la storia del ritorno ad alti livelli di Juan Martìn Del Potro, vincitore della Coppa Davis (prima volta nella storia del suo paese) con l'Argentina, gli occhi di tutto il mondo tennistico sono ancora puntati su Roger Federer. Sul suo ritorno in campo, forse meno sulle sue possibilità di vittoria, quanto piuttosto sull'occasione di rivederlo ancora all'opera.

Il Federer pre infortunio al ginocchio (quello che ha raggiunto la semifinale agli Australian Open 2016 contro Djokovic) è stato l'ultima versione spettacolare e competitiva del fuoriclasse svizzero, poi frenato da un ritorno affrettato (che non gli ha impedito comunque di arrivare tra i migliori quattro anche a Wimbledon), e i suoi tifosi - che sono poi i tifosi del tennis - attendono con impazienza di rivederlo in campo. Anche un semplice live su Periscope per un allenamento con Lucas Pouille diventa così un evento, una chance unica per gustarsi un Roger natalizio di cui proprio non si può fare a meno. E lui, il Re, non si sottrae alle domande di ammiratori e giornalisti, come accaduto in una conference call organizzata dalla Hopman Cup (evento che sancirà il suo rientro ufficiale all'attività agonistica) in diretta da Dubai: "In questi giorni mi sono sentito molto bene - le parole di Roger - mi sono allenato con ragazzi promettenti come Lucas Pouille, Borna Coric e Damir Dzumhur. Penso davvero che l'ultima pausa che mi sono dovuto prendere possa essere un beneficio per il prosieguo della mia carriera. Uno stop che mi fa sentire rigenerato e ringiovanito. E' stato qualcosa di cui probabilmente avevo bisogno, anche dal punto di vista mentale, più di quanto potessi immaginare. Ovviamente anche il mio corpo aveva necessità di riposare".

"Per me è stato particolarmente difficile prendere una decisione del genere e dare a me stesso del tempo. Mi sono preso sei mesi di pausa in vent'anni di carriera, direi che va bene così. Certo, se si considerasse questo stop di sei mesi all'interno di una sola stagione, sarebbe diverso, ma io voluto guardare oltre e pensare al quadro complessivo. Quantomeno, se ora dovesse andare male perchè il ginocchio non sarà a posto, potrò dire di non avere rimpianti. Ora invece ho fatto di tutto per tornare nuovamente in forma, e solo il tempo dirà come stanno le cose. Non avevo bisogno di un'altra operazione al ginocchio, ma solo di riposare. Dopo l'infortunio sono tornato in campo molto presto, forse in maniera affrettata: ci ho giocato sopra e ho capito che in effetti ero rientrato troppo presto. Le ultime sei settimane sono state cruciali per me: in particolar modo le ultime due del mese di novembre, quando sono tornato dalle vacanze. Sono state importanti per capire quanto potevo caricare sulla gamba sinistra. Onestamente a fine novembre e agli inizi di dicembre non ero al 100%, avevo bisogno di altro tempo per recuperare perfettamente. Ma poi tutto è andato molto bene, non ho avuto intoppi, e alla fine tutto ha funzionato secondo i piani". Federer parla poi di questi mesi trascorsi in famiglia: "E' stato bellissimo passare tutto questo tempo con i miei figli, soprattutto senza dovermi preoccupare del fatto di avere un match da giocare il giorno dopo, senza dover dire loro che avevo bisogno di dormire o che dovevo andare a letto presto". Quanto alle sue chances di tornare competitivo nei grandi tornei, lo svizzero risponde così: "Negli ultimi anni penso di essere stato vicinissimo a vincere un altro titolo dello Slam, ma non conta perchè poi non ci sono riuscito. Ora solo il tempo dirà se sarà ancora possibile o meno".