Valencia CF

Valencia CF

Squadra

Il Valencia Club de Fútbol è una società calcistica spagnola fondata il 18 marzo 1919 nella città di Valencia, che gioca le sue partite casalinghe allo stadio di Mestalla. Con sei campionati spagnoli, otto Coppe del Re, una Coppa delle Coppe, tre Coppe delle Fiere/Coppa UEFA e due Supercoppe europee, è uno dei club più titolati di Spagna e uno dei pochi ad aver raggiunto due finali consecutive di Champions League, nel 2000 e nel 2001. Il pipistrello bianconero del suo stemma, la «delantera eléctrica» degli anni Quaranta, la generazione di Rafa Benítez che vinse campionato e Coppa UEFA nel 2004 e l'attesa del Nou Mestalla, previsto per il 2027, riassumono una storia di oltre un secolo che oggi prosegue sotto la proprietà di Peter Lim, con Kiat Lim presidente e Carlos Corberán in panchina.

Le origini: una moneta in aria

Il club nacque nel 1919 e la sua storia cominciò letteralmente con un lancio di moneta tra Octavio Milego e Gonzalo Medina per decidere chi sarebbe stato il primo presidente: vinse Milego, il cui nome è rimasto legato alla fondazione. I primi eroi furono Montes, autore del primo gol a Mestalla, e Cubells. Nel 1923 il Valencia lasciò il vecchio campo di Algirós per trasferirsi a Mestalla, inaugurato con una partita contro il Levante e una capienza iniziale di circa 17.000 spettatori, ampliata a 25.000 nel 1927. Durante la Guerra civile lo stadio fu usato come campo di concentramento e deposito, subendo gravi danni, ma il club ripartì subito dopo con la generazione più brillante della sua storia antica.

La «delantera eléctrica» e Luis Casanova

Negli anni Quaranta il Valencia conquistò i suoi primi grandi trofei grazie alla cosiddetta «delantera eléctrica», l'attacco formato da Mundo, Epi, Gorostiza, Amadeo e Asensi, che vinse cinque titoli nel decennio: i campionati del 1941-42, 1943-44 e 1946-47 e le Coppe del 1941 e del 1949, cui si aggiunse la Copa Eva Duarte del 1949, vinta 7-4 ai supplementari contro il Barcellona. L'artefice di quel ciclo fu il presidente Luis Casanova, il più longevo della storia del club, che disegnò quella squadra e firmò il primo campionato. Dopo l'alluvione del 1957 guidò la ristrutturazione più grande dello stadio, portato a 45.500 posti grazie a mutui e abbonamenti pluriennali; Mestalla prese per anni il suo nome, finché nel 1994 fu lo stesso Casanova a chiedere di ripristinare quello originale. Negli anni Sessanta arrivarono le prime coppe internazionali, con le Coppe delle Fiere del 1962, vinta in finale contro il Barcellona, e del 1963, contro la Dinamo Zagabria, e nel 1967 la quarta Coppa del Re.

Kempes, la Coppa delle Coppe e la retrocessione del 1986

Il quinto campionato arrivò nel 1970-71, la Coppa del 1979 fu vinta 2-0 contro il Real Madrid e il 14 maggio 1980, a Bruxelles, il Valencia di Mario Kempes conquistò la Coppa delle Coppe battendo l'Arsenal ai rigori per 5-4 dopo lo 0-0, seguita dalla Supercoppa europea contro il Nottingham Forest. Pochi anni dopo, però, il club precipitò: dopo tre stagioni sull'orlo del baratro, il 12 aprile 1986 perse 3-0 al Camp Nou e il giorno seguente lo 0-0 tra Cadice e Betis lo condannò alla prima retrocessione in Segunda División, categoria che non giocava dal 1931. Il passaggio in seconda serie durò un solo anno: con Alfredo Di Stéfano e un gruppo di giovani come Fernando, Quique, Giner e Arroyo, e con più soci che mai, il Valencia tornò subito in prima divisione.

La Coppa del 1999 e le due finali di Champions

La stagione migliore della storia del club cominciò a delinearsi nel 1999, con una Coppa del Re vinta da rullo compressore: eliminato il Barcellona nei quarti, travolto il Real Madrid con un 6-0 a Mestalla e battuto l'Atlético Madrid 3-0 nella finale di Siviglia, in cui Gaizka Mendieta segnò uno dei gol più belli della storia valencianista. Seguì la Supercoppa di Spagna del 1999 contro il Barcellona. Nel 2000 e nel 2001 il Valencia raggiunse due finali consecutive di Champions League, perse 3-0 contro il Real Madrid a Parigi e ai rigori contro il Bayern Monaco a Milano.

Benítez: campionato e Coppa UEFA

Con Rafa Benítez arrivò il campionato 2001-02, trentuno anni dopo il precedente, e, dopo una stagione chiusa al quinto posto con l'eliminazione ai quarti di Champions contro l'Inter, la doppietta del 2003-04: il titolo fu conquistato alla 36ª giornata con il 2-0 al Sánchez Pizjuán contro il Siviglia, davanti a Barcellona, Deportivo e Real Madrid. In Coppa UEFA la squadra eliminò AIK, Maccabi Haifa, Beşiktaş, Gençlerbirliği, Bordeaux e Villarreal, e in finale batté 2-0 il Marsiglia del giovane Didier Drogba, con l'espulsione di Barthez e i gol di Vicente e Mista. Mista, Vicente, Baraja, Albelda e Cañizares furono i simboli di quella squadra, che nell'estate 2004 aggiunse la Supercoppa europea con il 2-1 al Porto.

Mestalla e il Nou Mestalla

Lo stadio prende il nome dall'antico canale d'irrigazione di Mestalla che attraversava la zona. Sede del Mondiale del 1982 e delle Olimpiadi del 1992, ha ospitato numerose finali di Coppa del Re; il progetto del presidente Francisco Roig di portarlo a oltre 75.000 posti fu bloccato dal Tribunale Supremo e la capienza attuale è di circa 49.400 spettatori. Il club ha deciso da tempo di trasferirsi nel Nou Mestalla, un cantiere rimasto fermo per oltre dieci anni: la stagione 2026-27 è presentata come l'ultima completa nel vecchio impianto, con il trasloco previsto nell'estate 2027 in uno stadio da 70.044 posti.

L'era Peter Lim e l'attualità

Nel 2013 Bankia chiese al club di cercare investitori per ripianare i debiti; la Fundación VCF, azionista di maggioranza, guidò la vendita attraverso una commissione con rappresentanti di club, fondazione, banca e Generalitat, e nel maggio 2014 i patroni scelsero all'unanimità l'offerta dell'imprenditore singaporiano Peter Lim, con i contratti firmati il 24 ottobre 2014. Da allora il Valencia ha giocato tre volte la Champions League e ha vinto la Coppa del Re del 2019, 2-1 contro il Barcellona al Villamarín di Siviglia, che portò a otto i trofei nella competizione (1941, 1949, 1954, 1967, 1979, 1999, 2008 e 2019), ma ha attraversato anche stagioni di forte contestazione. Nel 2025-26, con Carlos Corberán in panchina, la squadra ha chiuso al nono posto in Liga dopo aver lottato fino all'ultima giornata per un posto in Europa; Corberán è stato confermato per il 2026-27, la stagione dell'addio a Mestalla.