
Squadra
Il Football Club Internazionale Milano, conosciuto in tutto il mondo come Inter, è una delle società più prestigiose e vincenti del calcio italiano ed europeo. Fondato il 9 marzo 1908, nacque da un atto di rottura di un gruppo di soci del Milan Cricket and Football Club che volevano aprire le porte ai calciatori stranieri, allora malvisti dai dirigenti milanesi. Quella vocazione inclusiva è scolpita nel nome stesso del club. Fin dai primi anni l'Inter si impose come una realtà competitiva: vinse il suo primo scudetto nel 1910, appena due anni dopo la fondazione, e tornò a conquistare il titolo nel 1920, costruendosi la reputazione di uno dei club più forti d'Italia.
Lungo tutta la sua storia l'Inter ha coltivato una rivalità accesissima con i concittadini del Milan: il Derby della Madonnina è una delle stracittadine più appassionanti del calcio mondiale e riflette anche una divisione culturale e sociale della città. Dopo aver giocato nei primi decenni in diversi impianti, dal 1947 il club condivide con il Milan lo stadio Giuseppe Meazza, inaugurato nel 1926 e universalmente noto come San Siro, uno dei templi del calcio.
Gli anni Sessanta segnarono uno spartiacque con l'arrivo dell'allenatore Helenio Herrera. Carismatico e innovatore, Herrera perfezionò il celebre «catenaccio», un sistema difensivo che dava priorità alla porta inviolata e ai contropiedi. In quel periodo, passato alla storia come la Grande Inter, la squadra vinse tre scudetti (1963, 1965 e 1966) e si affermò come potenza continentale con due Coppe dei Campioni consecutive, nel 1964 e nel 1965, un'impresa che ne certificò il dominio in Europa.
Herrera cambiò anche la mentalità della squadra e la preparazione delle partite, introducendo metodi di allenamento innovativi, curando l'aspetto psicologico e facendo da pioniere in materia di alimentazione e preparazione fisica. Campioni come Giacinto Facchetti, Luis Suárez, Sandro Mazzola e Armando Picchi divennero leggende dell'intero calcio italiano, e la Grande Inter fissò un modello per tutte le squadre che cercavano il successo attraverso difesa solida e disciplina tattica.
Dopo l'età dell'oro, con l'addio di Herrera e l'invecchiamento di molti protagonisti, il club faticò a mantenere lo stesso livello. Gli anni Settanta furono un'altalena: lo scudetto del 1971 non ebbe seguito in Europa e il decennio fu segnato da continui cambi in panchina e in rosa. Anche gli anni Ottanta furono complicati: pur con giocatori di talento come Alessandro Altobelli e Karl-Heinz Rummenigge, la squadra non riuscì a competere con continuità, mentre la Juventus e lo stesso Milan si rafforzavano.
Non mancarono comunque le soddisfazioni, come le Coppe Italia del 1978 e del 1982.
Gli anni Novanta rappresentarono una fase di rinascita. Sotto la presidenza di Massimo Moratti il club investì in modo considerevole sui giocatori con la rinnovata ambizione di tornare ai vertici europei. L'Inter divenne una delle società più attive sul mercato: l'arrivo del brasiliano Ronaldo, «il Fenomeno», a metà del decennio fu il segnale chiaro delle intenzioni del club, e la sua presenza riaccese la passione dei tifosi.
Nonostante gli investimenti, i trofei più ambiti sfuggirono per gran parte del decennio: l'Inter vinse la Coppa UEFA nel 1991, nel 1994 e nel 1998, ma lo scudetto e la Champions League restarono fuori portata. Si susseguirono allenatori di prestigio come Roy Hodgson, Marcello Lippi e Luigi Simoni, senza trovare la continuità necessaria.
Nei primi anni Duemila l'Inter proseguì la politica degli acquisti di grido, con giocatori come Christian Vieri e il brasiliano Adriano, e la strategia cominciò a dare frutti. Uno dei momenti più significativi fu lo scudetto della stagione 2005-06, un titolo che mancava dal 1989: fu l'inizio di uno dei cicli più vincenti della storia recente, con cinque scudetti consecutivi dal 2006 al 2010.
Il successo non si limitò al campionato. Nel 2010, guidata dal portoghese José Mourinho, l'Inter toccò il vertice del calcio europeo vincendo la Champions League, un traguardo che mancava dai tempi della Grande Inter, all'interno di uno storico Triplete completato da Serie A e Coppa Italia.
L'arrivo di José Mourinho nel 2008 aprì una delle epoche più gloriose del club. Con un approccio tattico innovativo e una capacità eccezionale di gestire grandi personalità, Mourinho costruì la squadra attorno a figure come Javier Zanetti, Samuel Eto'o, Wesley Sneijder e Diego Milito, decisivi per il Triplete della stagione 2009-10: Serie A, Coppa Italia e Champions League.
Il tecnico portoghese applicò un sistema flessibile, adattato ai punti di forza dei suoi uomini e alle esigenze di ogni partita, con un gioco spesso definito pragmatico ma efficace. Il suo carisma e la capacità di reggere la pressione mediatica contribuirono a forgiare il carattere vincente della squadra, e il legame profondo con i tifosi ha lasciato un ricordo indelebile.
Dopo la partenza di Mourinho nel 2010 seguirono numerosi cambi in panchina, e il club dovette gestire la transizione di una generazione d'oro, cercando l'equilibrio tra l'esperienza di veterani come Zanetti e l'inserimento di nuovi talenti. Il rendimento oscillò sia in campionato sia in Europa.
La dirigenza dovette anche adattarsi al Fair Play Finanziario della UEFA, con una gestione più strategica del mercato, puntando sul vivaio e su giocatori con un buon rapporto tra costo e potenziale. Non mancarono i successi in Coppa Italia, ma ripetere le imprese dell'era Mourinho, soprattutto in Champions League, divenne un obiettivo sempre più arduo.
Nel 2016 la quota di maggioranza fu acquisita dal gruppo cinese Suning Holdings. L'operazione aprì una nuova era orientata all'espansione globale, con un'iniezione di capitale che permise investimenti importanti sulla squadra e sulle infrastrutture, con l'obiettivo di riportare l'Inter al vertice del calcio europeo e farne un marchio globale.
Sotto Suning il club realizzò acquisti di rilievo, cercando un mix di esperienza e gioventù, e intensificò le attività di marketing con tournée internazionali, una presenza rafforzata sui social e nuovi accordi di sponsorizzazione. La gestione puntò sulla sostenibilità finanziaria in linea con il Fair Play Finanziario: un periodo non privo di difficoltà, ma che pose le basi per un futuro in cui l'Inter ha cercato il successo sul campo consolidando la propria posizione di club d'élite nel panorama globale.