Club Atlético de Madrid

Club Atlético de Madrid

Squadra

L'Atlético de Madrid è una delle squadre storiche del calcio spagnolo fin dalla sua fondazione, avvenuta il 26 aprile 1903. Con undici titoli di campionato, l'ultimo nella stagione 2020-21, è il terzo club più titolato della Liga dopo Real Madrid e Barcellona; in bacheca ha anche dieci Coppe del Re, tre Europa League, tre Supercoppe UEFA, la Coppa delle Coppe del 1962 e la Coppa Intercontinentale del 1974. Non sono mancati i momenti difficili: nel 1930 fu la prima squadra retrocessa nella storia della Primera División e nel 2000 tornò in Segunda per due stagioni. Oggi il club, presieduto da Enrique Cerezo e allenato da Diego Pablo Simeone, gioca nell'Estadio Riyadh Air Metropolitano, che ospita 70.692 spettatori.

Le origini biscagline

Il 26 aprile 1903 un gruppo di studenti biscaglini della Scuola di Ingegneria Mineraria, soci dell'Athletic Club di Bilbao, si unì ad alcuni madrileni per creare una filiale del club basco nella capitale: nacque l'Athletic Club de Madrid. I madrileni ottennero l'autonomia nel 1912 grazie al presidente Julián Reute, e il 13 maggio 1923 inaugurarono lo stadio Metropolitano, condiviso con Gimnástica, Unión Sporting e Racing Club de Madrid.

Nel 1929 i biancorossi entrarono nel primo campionato della Liga grazie al secondo posto nel vecchio Campionato di Spagna, l'attuale Coppa del Re, ma nel 1930 arrivò la retrocessione, la prima nella storia del torneo. Una grave crisi fece temere per la sopravvivenza del club, che tornò nella massima serie nel 1934. La guerra civile distrusse il Metropolitano e la squadra giocò per anni a Chamartín e a Vallecas. Nel 1939 l'unione con il Club Aviación Nacional diede vita all'Atlético Aviación: da allora la squadra è «colchonera», perché la fodera dei materassi del dopoguerra aveva i colori della maglia.

Gli anni Quaranta e i primi titoli

Appena un anno dopo la fusione, il 28 aprile 1940, l'Atlético vinse il suo primo campionato con Ricardo Zamora in panchina, stabilendo a Vallecas un record di diciannove partite casalinghe senza sconfitte. L'anno seguente conservò il titolo grazie al Pichichi di Pruden, autore di 32 gol, e al Trofeo Zamora di Fernando Tabales. Nel 1947 la società assunse il nome attuale di Club Atlético de Madrid. Nel 1949-50 arrivò Helenio Herrera, che portò il club al terzo titolo con una rimonta dall'undicesimo al primo posto e, l'anno seguente, al quarto, battendo il Real Madrid per 3-6 e 4-0.

L'ala infernale, il Calderón e gli anni Settanta

Negli anni Cinquanta e Sessanta prese forma l'«ala infernale» di Collar e Peiró, con Adelardo, Mendonça e San Román, che nel 1957-58 chiuse seconda e disputò per la prima volta la Coppa dei Campioni. In quel periodo arrivarono il primo trofeo europeo, la Coppa delle Coppe del 1962, e il quinto campionato nel 1966 con Luis Aragonés in campo; nella stagione successiva fu inaugurato lo stadio del Manzanares, ribattezzato nel 1971 Vicente Calderón. Nel 1969-70 e nel 1972-73, con Max Merkel in panchina, arrivarono il sesto e il settimo titolo.

Nella finale della Coppa dei Campioni del 1974 contro il Bayern Monaco il gol di Aragonés nei supplementari sembrava decisivo, ma i tedeschi pareggiarono negli ultimi secondi e vinsero la ripetizione. Aragonés divenne allenatore e, a fine anno, l'Atlético conquistò la Coppa Intercontinentale. Il «saggio di Hortaleza» portò l'ottavo campionato nel 1976-77, festeggiato con un pareggio al Santiago Bernabéu, e nel 1992 la Coppa del Re vinta 2-0 contro il Real Madrid nello stadio dei rivali.

Jesús Gil e il doblete del 1996

Con l'arrivo di Jesús Gil alla presidenza nel 1987 il club attraversò anni di crisi sociali ed economiche, legate anche alla trasformazione in società per azioni. Nella stagione 1995-96 l'Atlético completò però il primo doblete ufficiale della sua storia: nono campionato e Coppa del Re, decisa da un gol di Pantic contro il Barcellona. Quella squadra di Radomir Antic, con Kiko, Simeone, Caminero e Pantic, è entrata nella leggenda.

La discesa agli inferi e il ritorno

Seguì uno dei periodi più bui: arresto di Gil, crisi finanziaria e la retrocessione del 2000. Nel primo anno in Segunda il numero di soci crebbe del 68%. Nel 2002 la squadra tornò in Primera con Aragonés in panchina e un giovanissimo Fernando Torres come stella, mentre Enrique Cerezo assumeva la presidenza. Con Forlán e Agüero il quarto posto del 2007-08 riportò il club in Champions League e nel 2010, con Quique Sánchez Flores, l'Atlético vinse l'Europa League battendo 2-1 il Fulham ad Amburgo e poi la Supercoppa UEFA.

L'era del Cholismo

Nel dicembre 2011 Diego Pablo Simeone, ex giocatore colchonero, fu presentato come nuovo allenatore e con la filosofia del «partido a partido» cambiò la storia del club: seconda Europa League in mezza stagione, Supercoppa UEFA 2012 con il 4-1 al Chelsea firmato da Falcao e Coppa del Re 2013 vinta al Bernabéu contro il Real Madrid. La stagione 2013-14 fu la più dolceamara: il 17 maggio 2014 un colpo di testa di Godín al Camp Nou valse il decimo campionato, diciotto anni dopo il precedente, ma nella finale di Champions di Lisbona Sergio Ramos pareggiò al 93' e il Real Madrid vinse ai supplementari. La Supercoppa di Spagna del 2014 contro i «blancos» lenì la ferita, riaperta nella finale di Milano del 2016, persa ai rigori ancora contro il Real Madrid. Seguirono Europa League e Supercoppa UEFA nel 2018 e il campionato 2020-21, vinto con Luis Suárez, tra stadi vuoti per la pandemia, all'ultima giornata a Valladolid.

Dal Calderón al Metropolitano e l'attualità

Il Vicente Calderón visse la sua ultima stagione nel 2016-17 e dal 2017 la casa biancorossa è il Metropolitano, teatro degli addii di Fernando Torres e Gabi e dell'acquisto più caro della storia del club, João Félix, pagato 127 milioni di euro. Dal 2024 lo stadio si chiama Riyadh Air Metropolitano e nel marzo 2026 il fondo Apollo Sports Capital ha rilevato il 55% del capitale sociale. La stagione 2025-26 si è chiusa senza titoli: semifinale di Champions League persa 2-1 nel doppio confronto con l'Arsenal e finale di Coppa del Re del 18 aprile 2026 a Siviglia persa ai rigori per 4-3 contro la Real Sociedad dopo il 2-2 dei supplementari. Simeone ha confermato la propria permanenza in panchina per il 2026-27.