Gli otto gol fatti nelle ultime due uscite di campionato potrebbero trarre in inganno uno spettatore non attento: il Napoli non ha vinto contro Cagliari ed Inter solo grazie alla straordinaria verve dei suoi uomini più rappresentativi, Hamsik, Mertens e Zielinski su tutti (ed i cui movimenti, specialmente quelli delle mezz'ali, andrebbero fatti vedere e rivedere nelle scuole calcio).

Infatti, come da decenni il calcio italiano insegna, il Napoli ha strapazzato gli avversari soprattutto grazie all'aiuto di un'attentissima fase difensiva, che si è riscoperta solida e prestante dopo un lungo periodo di appannamento. Il dominio Juventus in Italia è stato costruito proprio sul blocco italiano della retroguardia (Buffon, Barzagli, Bonucci e Chiellini, con l'ultimo arrivato Rugani pronto a raccoglierne l'eredità), così come il successo dell'Italia al Mondiale del 2006, con sole due reti incassate nell'intero torneo. Facile quindi trarre una conclusione: in Italia, per vincere il campionato, serve dapprima una difesa inespugnabile, con meno di 30 reti al passivo nell'arco della stagione. Ed il Napoli, con la media di una rete subita per incontro, era decisamente sopra al par un paio di settimane fa. Ma, con il ritorno in pianta stabile di Albiol fra i titolari ed una condizione fisica in continua ascesa, la crescita di Hysai e il solito stratosferico Koulibaly, gli azzurri hanno chiuso la porta negli ultimi 180 minuti. E non sembrano intenzionati a riaprila facilmente.

Un occhio attento avrà sicuramente notato che anche il periodo d'oro del Napoli di Sarri dello scorso campionato era coinciso con un record di imbattibilità (Pepe Reina è stato per un paio di settimane il portiere meno battuto dei principali campionati europei, superando anche corazzate come Bayern Monaco e Juventus), così come la remuntada juventina nel girone di ritorno era coincisa con il record ogni epoca di imbattibilità nel campionato italiano, con Buffon che tenne la saracinesca abbassata per oltre 1000 minuti (oltre undici partite...). Forse non tutti avranno però notato che molti degli ultimi gol del Napoli nascono da azioni difensive di ottime fattura. Se è vero che spesso la miglior difesa è l'attacco, gli uomini di Sarri contro Inter e Cagliari hanno dimostrato che in alcuni casi il miglior attacco è la difesa, o meglio, il miglior attacco nasce da una difesa organizzata, compatta, arcigna.

Nel match contro i nerazzurri il Napoli ha messo in ghiaccio la partita dopo soli cinque minuti di gioco, con due azioni sopraffine in termini di movimenti e di qualità del fraseggio. Tutti avranno sicuramente visto la sponda di testa di Callejon ed il tiro al volo di Zielinski, la percussione di Hamsik ed il filtrante precisissimo del giovane polacco sopracitato. Quasi sicuramente in pochissimi avranno però rivisto l'azione del primo e del secondo gol trenta secondi prima dei gol stessi.

Minuto 1:20, lancio lungo di Miranda a scavalcare il centrocampo. Nell'inquadratura si possono notare otto giocatori azzurri racchiusi in venti metri, con Insigne (il cui lavoro è troppo spesso trascurato) bassissimo a coprire gli inserimenti degli esterni avversari, Hysai che ringhia su Perisic ed Albiol e Koulibaly che chiudono Icardi nella loro morsa, mentre Hamsik si appresta a seguire l'inserimento di Candreva prima di lasciarlo in consegna a Ghoulam. In una sola istantanea si possono quindi enucleare tutti gli aspetti salienti della fase difensiva sarriana: squadra cortissima, zone di campo presidiate sistematicamente, attenzione alla profondità con attaccanti bravi ad attaccarla (ed Icardi lo è, vedi Inter-Napoli dello scorso anno). Dal recupero palla di Albiol, nasce l'azione che porta al gol di Zielinski, lo stesso uomo che si vede in basso a destra in maglia azzurra.

Minuto 4:15, Inter pericolosa nella trequarti azzurra. La linea difensiva si comporta però in maniera esemplare. Prime si dispone in linea retta per togliere la profondità, facendo capire il perchè Sarri fosse così attaccato all'utilizzo del drone: i suoi uomini si muovono all'unisono, quasi come ci fosse un righello invisibile che li tiene tutti in fila. Sulla conclusione da fuori la palla rimbalza sul corpo di Albiol e torna in possesso dei nerazzurri, con Ansaldi che prova il filtrante su Perisic per poi andare in sovrapposizione. Hysai, cresciutissimo sul piano atletico e delle letture nell'ultimo mese, anticipa di due secondi la giocata e brucia il croato. Dal suo recupero, trenta secondi dopo, nasce il gol del due a zero. Con protagonisti lo stesso Hamsik e lo stesso Zielinski che si vedono nell'immagine bassissimi a protezione della difesa, con nove uomini negli ultimi 30 metri di campo. 

Nella partita contro i nerazzurri la fase difensiva del Napoli in due/tre occasioni non è stata però irreprensibile. Lasciando da parte l'errore individuale di Albiol che consegna palla agli avversari a 5 metri dall'area di rigore, il Napoli ha sofferto due specifiche situazioni di gioco (le stesse sofferte nel periodo nero di Ottobre): il taglio alle spalle e davanti a Ghoulam (che si perde Candreva di parecchio...), e l'attacco alla profondità alle spalle di Albiol/Chiriches. Situazioni di gioco chiaramente visibili nelle due immagini sottostanti, che evidenziano soprattutto le grosse difficoltà di Ghoulam nella lettura dei movimenti degli avversari di competenza. Il terzini franco-algerino è cresciuto moltissimo sotto la guida di Sarri dal punto di vista tattico: restano però uno o due svarioni a partita che possono costare caro alla squadra partenopea, salvata nel match di inizio Dicembre dalle parate di uno strepitoso Pepe Reina, desideroso di riscatto dopo prestazioni di basso livello. Molti allenatori sono a conoscenza delle difficoltà di Ghoulam nel proteggere la profondità, in primis Maurizio Sarri. Un aspetto da non trascurare, al netto dell'impossibilità di non concedere assolutamente nulla ad un avversario nell'arco dei novanta minuti, figurarsi ad una compagine come l'Inter che può vantare un arsenale offensivo di tutto rispetto.

Il match del Sant'Elia di domenica scorsa contro il Cagliari non ha riservato particolari difficoltà agli azzurri, che hanno dominato in lungo e in largo rifilando cinque reti agli avversari, con Reina entrato in contatto con la sfera (a valle di una conclusione avversaria) solo a cinque minuti dalla fine. Vale però sicuramente la pena analizzare le azioni difensive preludio del secondo e del terzo gol. 

Minuto 44:14, lancio di Storari. Sul campanile si avventa Albiol, con palla che carambola per una frazione di secondo. E' proprio in quella frazione di secondo che il posizionamento dei calciatori fa tutta la differenza del mondo, e di maglia azzurre nei pressi della sfera ce ne sono tante, tantissime, con la solita linea difensiva tracciata quasi con il righello, le mezze ali strette nella riconquista del pallone e gli esterni offensivi larghi a coprire in ampiezza il campo. Nessuna critica da muovere. Sulla riconquista del pallone, tempo trenta secondi, arriva il secondo gol del Napoli.

Minuto 50:15, ed ecco l'azione difensiva che porta al terzo gol, che mette in mostra tutta l'abnegazione ed il lavoro oscuro di Lorenzo Insigne, mai osannato per i suoi ripiegamenti difensivi (e ce ne sono tanti ogni match), al contrario di quanto succede per Callejon. Lo scugnizzo di Frattamaggiore recupera palla nella trequarti difensiva azzurra, dopo aver coperto l'avanzata di Strinic, bruciando l'avversario in maglia rossoblù. Recuperata la sfera, la qualità fa il resto: filtrante per Mertens venti metri più avanti, Hamsik e Zielinski che fiutano subito la possibilità di fare male alla difesa e gol del polacco venti secondi dopo.

Domani alle 15:00 il Napoli al S.Paolo riceve il Torino, uno dei migliori attacchi del campionato, con un Belotti in forma straordinaria, sempre più lanciato verso una grandissima squadra (ad un grandissimo prezzo) a fine stagione, ed una coppia di attaccanti esterni di alto profilo come Ljajic e Iago Falque, con il primo che ha già fatto male al Napoli lo scorso anno in coppa Italia con la maglia dell'Inter. La partita per il Napoli si giocherà soprattutto, ancora una volta, in difesa contro un avversario che è stato capace di bucare praticamente tutte le squadre di alta classifica senza particolari difficoltà, raccogliendo molto meno di quello che avrebbe meritato. I clienti saranno quindi molto ostici per una retroguardia che dovrà fare a meno di Koulibaly (uscito contro il Cagliari), con la possibile coppia Chiriches-Albiol probabilmente non affiatatissima e Ghoulam che dovrà occuparsi di attaccanti molto mobili che spesso cambiano fronte (ed in questa particolare situazione di gioco Strinic si lascia preferire, pur perdendo moltissimo in fase offensiva). Fondamentale sarà anche il lavoro del trio di centrocampo, nello sporcare le geometrie di Valdifiori e soprattutto gli inserimenti di Baselli e Benassi

E' in difesa che si gioca la partita e gli azzurri, soprattutto se dovessero arrivare risultati confortanti dal big match di Torino (Juventus-Roma, ndr), non possono lasciare più scappare punti fra le mure amiche dopo i pareggi contro Lazio e Sassuolo e la sconfitta contro la Roma. Massima attenzione, come nelle ultime uscite, questo il diktat: il Toro incorna, eccome se incorna.