Doveva essere una festa, un progetto ambizioso: dall'arrivo di Zeman in Sardegna, dalla gioia si è passati alla rassegnazione, dall'esonero prima di Natale al ritorno, fino ad arrivare alla contestazione dei tifosi ed alle dimissioni del boemo. Peggio non poteva andare. La prima stagione del presidente Giulini sulla poltrona del Cagliari Calcio è un fallimento: sportivo e manageriale. Zdenek Zeman lascia, definitivamente ed in maniera irrevocabile: nella mattinata di oggi l'allenatore boemo ha rassegnato le dimissioni dall'incarico di allenatore del Cagliari, abbandonando soltanto quattro gare dopo aver ripreso il timone della barca. 

Una barca alla deriva, che né lui, né Gianfranco Zola (nonostante un punto a partita nelle dieci gare in Sardegna) sono riusciti a risollevare. Il Cagliari è destinato alla Serie B. Nemmeno l'estremo tentativo di Giulini di salvare il salvabile è servito, anzi. Dopo l'entusiasmante primo tempo giocato contro l'Empoli, la squadra rossoblu, acciuffata al 94' dal gol di Vecino, ha subito un contraccolpo psicologico che è stato fatale. I giocatori sono crollati psicologicamente e le sconfitte, quattro di seguito, contro Milan, Lazio, Genoa e Napoli hanno fatto precipitare la situazione.

Retrocessione quasi certa, con il pubblico (una minoranza), che nella giornata di sabato era andata ad Assemini, centro sportivo della squadra rossoblu, a farsi vendetta schiaffeggiando i giocatori. Sfogo che non ha sortito gli effetti voluti (com'è giusto che sia) e che probabilmente ha contribuito alla decisione finale dell'allenatore boemo. "Io ho dato tutto me stesso, ora è giusto che ognuno si prenda le sue responsabilità. Dimettendomi io faccio la mia parte, ora gli altri si assumano le proprie responsabilità".

Infine, a margine delle dimissioni, il presidente stesso ha preso la parola ai microfoni di Sky Sport, commentando l'accaduto: "Sono molto amareggiato, ovviamente questo è l’ennesimo fallimento di questa travagliata stagione, prendiamo atto della decisione del mister. Mi ha voluto spiegare le sue ragioni, ma è giusto che le riferisca lui. Credo sia evidente che le ultime partite non l'hanno soddisfatto. Se l'episodio di venerdì ha influito sulle dimissioni? Assolutamente no, il mister ha lavorato in piazze ben più cattive di Cagliari. Se non ci fosse il Parma saremmo ultimi in classifica, 20 e 30 tifosi a contestare non si vedono neanche in eccellenza. Non credo che il mister sia rimasto scioccato. Cosa ho sbagliato in questa stagione? Credo che per quanto riguarda la parte tecnica ci siamo presi dei rischi che potevano essere valutati meglio. Nello scegliere uno come Zeman tutto poteva essere più bello, ma così non è stato. Forse una scelta più conservatrice sull’allenatore, almeno al primo anno, poteva essere più opportuna".