Al minuto trentaquattro del primo tempo i pensieri, nella testa di giocatori e tifosi del Barcellona, erano più o meno questi: "Rassegnamoci, qui non vinceremo mai". Già perché la maledizione di San Sebastian sembrava essere ancora una volta realtà distorta e muro invalicabile di una squadra, fino a quel momento, imbattibile. Sembrava, però, perché questo Barcellona non conosce maledizioni e sconfitte, non conosce il gusto amaro di una partita lasciata andare, perché non butta via neanche le briciole, quelle che il nubifragio dell'Anoeta ha lasciato poi alla Real Sociedad. 

Tre punti in cascina, un altro successo che permette alla squadra di Valverde di salire a quota 51, +9 sull'Atletico Madrid e un +19 dal Real Madrid che ha una partita da recuperare. Distacchi enormi e dire che la serata, come anticipato, non era cominciata in maniera idilliaca visto che i baschi, orgogliosi come da tradizione, hanno schiacciato il piede sull'acceleratore sin da subito grazie al vantaggio di Willian Josè con un colpo di testa dell'attaccante frutto di un errore della catena di destra, Sergi Roberto-Paulinho. Nella prima mezz'ora il Barça accusa il colpo, sbaglia parecchio in fase di impostazione anche per merito del pressing altissimo ordinato da Sacristan ai suoi. L'arbitro grazia i catalani annullando un gol regolare a Zurutuza, ma, al famoso minuto trentaquattro, il raddoppio con un'altra distrazione di Sergi Roberto che prima si perde a Juanmi, poi spiazza Ter Stegen con una deviazione.  

Fonte foto: Twitter Barcellona

Se questo punteggio si fosse riproposto nella scorsa stagione il Barça non avrebbe mai rimontato e, invece, Paulinho riapre subito i giochi alla fine della prima frazione. E' un segnale per tutti, è un segnale per gli avversari e uno enorme per i compagni che nella ripresa partono a razzo e, dopo cinque minuti, trovano il pareggio con un delizioso destro a giro di Suarez. E' un Barça totalmente diverso rispetto al primo tempo, ma è la solita squadra di Valverde: possesso prolungato, pressing alto e raddoppio di marcatura ogni qualvolta un giocatore della Real Sociedad prenda il pallone. Il copione è capovolto e, a venti dal termine, anche il risultato gira totalmente, ancora una volta con Suarez che ringrazia la statuaria difesa di casa e col destro batte Rulli: momento di forma decisamente importante per l'uruguaiano che ha messo a segno 11 gol nelle ultime 9 partite tra campionato e Coppa del Re, 8 nelle ultime 6 di Liga. 

Fonte foto: Twitter Barcellona

E' la rete che spegne ogni speranza dei padroni di casa, è la rete del sorpasso che diventa sipario a cinque minuti dal termine quando sale in cattedra lui, Leo Messi: mancino telecomandato su punizione e Rulli immobile ad osservare una traiettoria che ferma anche l'incessante pioggia abbattutasi sin dalla mattina. E' la ciliegina sulla torta di una sfida cominciata male e conclusa con la maledizione sfatata dopo 11 lunghi anni. Finisce con il successo, il sedicesimo in diciannove giornate di campionato, la ventinovesima giornata senza sconfitta e una Liga che si avvicina sempre più per un Barcellona mai domo e mai sazio: un rullo compressore.