Argentina

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Squadra

La nazionale di calcio dell'Argentina, conosciuta come l'Albiceleste per le inconfondibili strisce verticali celesti e bianche della sua maglia, è una delle grandi potenze della storia del calcio e rappresenta il Paese nelle competizioni internazionali. Inquadrata nella CONMEBOL, è gestita dall'Asociación del Fútbol Argentino, una delle federazioni più antiche del mondo. Il suo palmarès la colloca ai vertici del calcio mondiale: tre titoli di campione del mondo, conquistati nel 1978, nel 1986 e nel 2022, un record di sedici Coppe America e un'eredità di calciatori irripetibili, tra cui due dei più grandi di tutti i tempi, Diego Armando Maradona e Lionel Messi. Nel luglio 2026 l'Argentina ha raggiunto la finale del Mondiale nordamericano, persa 1-0 con la Spagna, e nell'agosto successivo ha salutato Messi, ritiratosi dalla nazionale.

Le origini

Le origini del calcio argentino risalgono alla fine del XIX secolo, quando il gioco, importato dagli immigrati britannici, attecchì rapidamente a Buenos Aires e dintorni. La nazionale disputò la sua prima partita ufficiale il 20 giugno 1902, battendo 6-0 l'Uruguay a Montevideo. Quella tradizione precoce forgiò una cultura calcistica profonda, in cui il potrero e il talento individuale occupano un posto sacro: pochi Paesi vivono il calcio con l'intensità dell'Argentina.

L'epoca d'oro sudamericana

Prima ancora di conquistare il mondo, l'Argentina dominò il Sudamerica. La nazionale è la massima vincitrice della Coppa America, il torneo continentale più antico del pianeta, la cui prima edizione si disputò nel 1916, ed è l'unica ad aver vinto tre edizioni consecutive (1945, 1946 e 1947). Quei decenni cementarono la reputazione di un calcio elegante, basato sulla tecnica e sulla gambeta, e alimentarono rivalità eterne con Brasile e Uruguay. Il primo grande appuntamento mondiale arrivò nella finale del Mondiale inaugurale del 1930, a Montevideo, dove l'Argentina cadde contro i padroni di casa uruguaiani.

1978 e Maradona: i primi due Mondiali

Il primo titolo mondiale arrivò in casa, al Mondiale del 1978. Spinta dal suo pubblico e guidata da César Luis Menotti, l'Albiceleste si laureò campione del mondo per la prima volta, in un torneo segnato dall'euforia popolare e dal contesto politico di un Paese sotto dittatura militare. Quel trionfo, suggellato nella finale contro i Paesi Bassi, ebbe come eroe Mario Kempes, capocannoniere del torneo e autore dei gol decisivi.

Nessun racconto del calcio argentino può prescindere da Diego Armando Maradona. Al Mondiale del 1986, in Messico, il fuoriclasse firmò quella che molti considerano la migliore prestazione individuale nella storia della Coppa del Mondo. Trascinò la squadra al titolo, con i due gol epocali all'Inghilterra nei quarti di finale: la contestata «Mano de Dios» e, pochi minuti dopo, il cosiddetto «Gol del Secolo», una cavalcata prodigiosa dalla metà campo. In finale l'Argentina batté 3-2 la Germania Ovest, con la rete decisiva di Jorge Burruchaga. Quattro anni dopo, a Italia 1990, un'Argentina più limitata ma ancora guidata da Maradona raggiunse la finale, persa di misura contro la Germania.

La lunga attesa

Dopo gli anni Ottanta arrivarono decenni di talento senza il premio più grande. Negli anni Novanta, con Gabriel Batistuta come riferimento offensivo, la squadra figurò sempre tra le favorite senza mai riuscire nell'assalto definitivo, pur vincendo la Confederations Cup del 1992 e la Coppa Artemio Franchi del 1993. Al Mondiale 2014 in Brasile l'Argentina tornò in finale, ma cadde di nuovo contro la Germania ai supplementari, con un gol di Mario Götze. A quella frustrazione si aggiunsero le finali di Coppa America perse nel 2015 e nel 2016, entrambe contro il Cile ai rigori.

Messi e la consacrazione mondiale

Quella stella era, naturalmente, Lionel Messi. Per anni Messi portò il peso di dover eguagliare Maradona, al punto da annunciare un ritiro dal quale poi tornò sui suoi passi. La svolta arrivò con la Coppa America 2021, disputata in Brasile: il primo grande titolo di Messi con l'Albiceleste, suggellato da una vittoria sui padroni di casa al Maracanã. Nel 2022 l'Argentina conquistò anche la Finalissima contro l'Italia, nella sfida tra i campioni di Sudamerica ed Europa.

Il momento culminante si scrisse al Mondiale 2022 in Qatar, dove l'Argentina fu campione del mondo per la terza volta. Guidata da Lionel Scaloni e trascinata da un Messi in stato di grazia, l'Albiceleste, nonostante il sorprendente passo falso iniziale con l'Arabia Saudita, arrivò a una finale indimenticabile contro la Francia: avanti 2-0, con il secondo gol di Ángel Di María, si fece raggiungere da una tripletta di Kylian Mbappé e vinse ai rigori, con il portiere Emiliano Martínez decisivo. L'erede di Maradona raggiungeva finalmente la vetta del mondo. Il 14 luglio 2024, a Miami, l'Argentina batté 1-0 la Colombia ai supplementari con un gol di Lautaro Martínez e conquistò la sedicesima Coppa America, un record.

Palmarès

La bacheca dell'Albiceleste comprende tre Coppe del Mondo (1978, 1986, 2022) e quattro finali perse (1930, 1990, 2014, 2026), sedici Coppe America, record assoluto del torneo, la Confederations Cup del 1992, due edizioni della sfida tra campioni di CONMEBOL e UEFA (1993 e 2022) e due ori olimpici, ad Atene 2004 e Pechino 2008. Messi ha chiuso la sua carriera in nazionale come primatista assoluto di presenze (207) e di gol (125).

Il presente: il Mondiale 2026 e l'addio di Messi

Da campione in carica, l'Argentina affrontò il Mondiale 2026 in Nord America. La Finalissima contro la Spagna, in programma il 27 marzo 2026 a Lusail, era stata annullata dalla UEFA il 15 marzo per la situazione di sicurezza in Qatar. Al Mondiale l'Albiceleste vinse il girone J battendo Algeria (3-0), Austria (2-0) e Giordania (3-1), poi eliminò Capo Verde (3-2 ai supplementari), Egitto (3-2), Svizzera (3-1 ai supplementari) e Inghilterra (2-1). Nella finale del 19 luglio 2026, al MetLife Stadium del New Jersey, la Spagna si impose 1-0 con un gol di Ferran Torres al 106', in una gara in cui Enzo Fernández fu espulso al 90'. Il 31 agosto 2026 Messi, 39 anni, annunciò con una lettera il ritiro dalla nazionale, chiudendo con 207 presenze, 125 gol e 68 assist. Scaloni, con contratto fino a dicembre 2026, ha rinviato la decisione sul proprio futuro. Tutte le notizie sull'Albiceleste sono nell'hub di Argentina su VAVEL Italia.