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La Nazionale italiana di calcio, popolarmente conosciuta come «gli Azzurri» per il colore della maglia, è una delle squadre più vincenti e rispettate del mondo. Con quattro Campionati del Mondo e due Campionati Europei nella sua bacheca, l'Italia ha lasciato un segno indelebile nel calcio mondiale, dal primo incontro ufficiale del 1910 fino al presente, in cui vive una delle fasi più delicate della sua storia dopo la terza mancata qualificazione consecutiva a un Mondiale. Segue un'analisi delle tappe più importanti della storia della selezione azzurra.

I primi anni e l'inizio della gloria

L'Italia disputò la sua prima partita ufficiale il 15 maggio 1910 a Milano contro la Francia, vincendo per 6-2. La Federazione, fondata nel 1898, aveva aderito alla FIFA nel 1905, ma fu solo dopo la Prima guerra mondiale che la Nazionale cominciò ad affermarsi come potenza calcistica. Il colore azzurro, adottato nel 1911 in omaggio alla casa reale dei Savoia, divenne presto il simbolo di un'identità riconosciuta in tutto il mondo. Nel 1936 arrivò anche l'oro olimpico ai Giochi di Berlino.

I Mondiali del 1934 e del 1938: il bis di Pozzo

L'Italia organizzò e vinse il suo primo Campionato del Mondo nel 1934. Sotto la guida di Vittorio Pozzo, gli Azzurri batterono la Cecoslovacchia per 2-1 nella finale di Roma. Quel torneo non solo segnò il primo successo mondiale dell'Italia, ma fissò anche la reputazione degli italiani come maestri della tattica e della solidità difensiva. Quattro anni dopo, in Francia, l'Italia ripeté l'impresa diventando la prima squadra a vincere due Mondiali consecutivi: in finale superò l'Ungheria per 4-2. Il risultato consacrò Pozzo come uno degli allenatori più vincenti della storia, l'unico ad aver conquistato due Coppe del Mondo di fila.

Il dopoguerra e il primo titolo europeo

Dopo la Seconda guerra mondiale l'Italia partecipò al Mondiale del 1950 in Brasile, ma non riuscì a superare la fase a gironi. Fu un periodo di ricostruzione per il calcio italiano, che dovette adattarsi ai cambiamenti del panorama internazionale; nel 1958 nacque a Coverciano il Centro Tecnico Federale, il primo del suo genere al mondo. La rinascita si compì nel 1968, quando l'Italia conquistò il suo primo Campionato Europeo da paese ospitante. La finale contro la Jugoslavia finì 1-1 e fu ripetuta: gli Azzurri vinsero la ripetizione per 2-0, dimostrando di poter avere successo tanto sulla scena europea quanto su quella mondiale.

L'età dell'oro: gli anni Ottanta e Novanta

L'Italia conquistò il terzo titolo mondiale nel 1982 in Spagna. Sotto la guida di Enzo Bearzot, la squadra era trascinata da Paolo Rossi, capocannoniere del torneo: gli Azzurri batterono Brasile e Argentina nel secondo girone e superarono la Germania Ovest per 3-1 in finale, consolidando la fama di potenza del calcio mondiale. Nel 1990 l'Italia organizzò il Mondiale e arrivò fino alla semifinale, dove fu eliminata dall'Argentina ai calci di rigore, mostrando comunque una difesa solidissima e una squadra piena di talento. Ai Mondiali del 1994 negli Stati Uniti, con Arrigo Sacchi in panchina, l'Italia raggiunse la finale grazie alle prestazioni di Roberto Baggio, ma perse contro il Brasile ai rigori, in una finale ricordata per il celebre errore dal dischetto dello stesso Baggio.

L'era moderna: Berlino 2006 e Wembley 2021

Il quarto titolo mondiale arrivò nel 2006 in Germania. Con Marcello Lippi al comando, l'Italia mostrò una difesa impenetrabile e un gruppo coeso: in finale batté la Francia ai calci di rigore dopo l'1-1 dei tempi regolamentari e supplementari. Il capitano Fabio Cannavaro fu fondamentale in difesa e Gianluigi Buffon si confermò tra i migliori portieri del torneo. Dopo la mancata qualificazione al Mondiale del 2018, decisa dallo spareggio perso contro la Svezia, l'Italia visse una rinascita sotto la guida di Roberto Mancini: a Euro 2020, disputato nel 2021, gli Azzurri proposero un calcio dinamico e offensivo, unendo la tradizionale solidità difensiva a un attacco fluido, e in finale batterono l'Inghilterra a Wembley ai calci di rigore, conquistando il secondo Campionato Europeo. La gioia durò poco: nel marzo 2022 lo spareggio perso con la Macedonia del Nord escluse l'Italia anche dal Mondiale in Qatar.

Giocatori e allenatori leggendari

L'Italia ha prodotto alcuni dei più grandi calciatori del mondo. Giuseppe Meazza, Paolo Maldini, Roberto Baggio, Francesco Totti e Gianluigi Buffon sono solo alcuni dei nomi che hanno lasciato un segno indelebile: Buffon, con 176 presenze, è il recordman azzurro, mentre Gigi Riva resta il miglior marcatore con 35 gol. Andrea Pirlo, con la sua visione e la sua precisione, è un altro esempio del talento italiano che ha brillato sulla scena mondiale. Anche diversi allenatori hanno lasciato la loro impronta: Vittorio Pozzo, Enzo Bearzot, Arrigo Sacchi, Marcello Lippi e Roberto Mancini sono tra i più celebri. Ciascuno, con il proprio stile e la propria filosofia, ha contribuito ai successi dell'Italia: Pozzo, Bearzot e Lippi sono ricordati per le vittorie mondiali, Mancini per la rinascita culminata a Wembley.

Il presente: la crisi e il ritorno di Mancini

Dopo Euro 2024, chiuso agli ottavi di finale con l'eliminazione per mano della Svizzera sotto la guida di Luciano Spalletti, la panchina passò nel giugno 2025 a Gennaro Gattuso. L'Italia chiuse al secondo posto il proprio girone di qualificazione e finì ai playoff: il 26 marzo 2026 batté l'Irlanda del Nord per 2-0 a Bergamo con i gol di Tonali e Kean, ma il 31 marzo, nella finale di Zenica contro la Bosnia ed Erzegovina, perse ai calci di rigore dopo l'1-1 dei supplementari, con il vantaggio iniziale di Kean annullato da Tabaković. È la terza esclusione consecutiva da un Mondiale, dopo il 2018 e il 2022. Nelle settimane successive Gattuso lasciò l'incarico e la Federazione cambiò vertice: il 28 luglio 2026 il nuovo presidente della FIGC, Giovanni Malagò, ha annunciato il ritorno di Roberto Mancini come commissario tecnico, con Claudio Ranieri nel ruolo di direttore tecnico. Con quattro Mondiali e due Europei, l'Italia resta una delle grandi del calcio mondiale, e la sua tradizione di talenti continua a ispirare le nuove generazioni di calciatori e tifosi.