La sconfitta fa male, soprattutto perché maturata nel recupero, ma i due goal in trasferta rendono concreta la prospettiva di una rimonta. L’Atalanta esce battuta dal Westfalen Stadion per 3-2 al termine di una partita in cui i nerazzurri hanno dimostrato per l’ennesima volta di essere all’altezza dell’Europa League, al di là di ogni discorso su fatturati e calendari.

Smaltiti i primi dieci minuti di fisiologica soggezione davanti alla splendida tifoseria del Borussia Dortmund, la Dea ha messo in campo buona personalità, giocando come lei sa fare: palla a terra, spinta sulle fasce e lampi di classe dei suoi gioielli. Nel momento migliore però – grossissima chance fallita da Caldara - il BVB colpisce con l’arma del contropiede veloce, finalizzato da Schurrle al 30’, che permette ai padroni di casa di controllare la gara fino al termine del primo tempo. Nella ripresa la musica cambia e l’Atalanta accelera paurosamente: al 51’ è Ilicic a firmare il goal del pareggio sfruttando un buco di Toljan sul cross di Spinazzola e da posizione defilata infila Burki sul secondo palo. Lo sloveno è scatenato e conquisterebbe anche un calcio di rigore se non fosse per la svista dell’arbitro Stefanski che non interviene sul calcione rifilato al numero 72 da Toprak; poco male, perché al 56’ l’ex Palermo e Fiorentina raddoppia ribadendo in rete una corta respinta del portiere sul traversone di Cristante dalla sinistra. A questo punto però, forse con un pizzico di inesperienza, l’Atalanta cala ed il Borussia ne approfitta: Toloi perde una palla molto ingenuamente a centrocampo ed apre il campo per il 2-2 di Batshuayi una decina di minuti dopo la rete del vantaggio orobico. La crescita degli uomini di Stoger è palpabile e la pressione viene contenuto fino al 91’, quando è ancora il belga a battere Berisha per il 3-2 con cui si conclude il match.

Josip Ilicic mattatore di serata | www.atalanta.it

Tanti gli spunti positivi da trarre per Gian Piero Gasperini, a cominciare dalla personalità messa in campo dai suoi: in uno stadio così caldo contro una squadra di tradizione, anche i più giovani e non abituati a palcoscenici importanti si sono comportati in maniera egregia – su tutti Caldara e Cristante, che al di là di qualche sbavatura hanno dimostrato di essere pronti a giocare in top club in cui serve alzare di molto l’asticella. Molto bene anche i due esterni Hateboer e Spinazzola: spinta costante con un occhio ai ripiegamenti difensivi, senza però mai schiacciare troppo la squadra. A prendersi la palma di migliore in campo però è senz’altro Josip Ilicic, che impreziosisce sì la sua prestazione con i due goal importantissimi in vista del ritorno, ma c’è molto di più. Nel primo tempo offre sprazzi di pura classe e le azioni pericolose nascono tutte dai suoi piedi – servizio per Cristante stoppato in angolo, corner per la testa di Caldara – poi, nella ripresa, avvia e conclude la manovra dell’1-1 ed è rapace in occasione della doppietta; l’ispirazione gli consente di regalare altre giocate da lustrarsi gli occhi prima di lasciare il campo a Petagna sul risultato ancora di 2-2.

Tra le noti dolenti, c’è quella riguardante Alejandro Gomez: nel giorno del suo 30esimo compleanno, il Papu non è il solito faro nel gioco offensivo nerazzurro, complice una condizione fisica non ottimale che gli impedisce di essere decisivo come spesso gli accade. Peccato per Rafael Toloi, che risulta uno dei migliori prima dell’ultima mezz’ora, quando prima regala il contropiede del pareggio – battendo frettolosamente una punizione a favore sulla linea di centrocampo – e favorisce – in maniera fortuita – il goal del 3-2 finale. Da rivedere anche le prestazioni di Freuler e De Roon.