Difficile confermarsi ad alto livello, ancor più difficile se devi farlo a più tavoli. L'Atalanta paga un dazio naturale, sballottata tra massima serie ed Europa League. Mantenere al massimo la concentrazione non è semplice, giocare ogni tre giorni priva della necessaria lucidità. La sconfitta con la Sampdoria ancora la squadra a metà classifica, manca la vittoria da quattro gare - tra A e Coppa - il miracolo dello scorso anno sfuma all'orizzonte, piegato dall'attuale incostanza. Può aiutare l'intermezzo oltre i confini nazionali, come più volte sottolineato da Gasperini, l'Atalanta trova nuova energia sul palcoscenico europeo. Le partite con Everton - sigillo casalingo - e Lione - pari in Francia - confermano l'assunto. Quattro punti e primato. Con l'Apollon l'occasione è propizia, un'affermazione può pilotare alla fase successiva, chiudere o quasi i giochi. 

La squadra di Roberge non è però da sottovalutare. Nel week-end in archivio, pari con l'Anorthosis, in Europa League, due punti e un cammino sorprendente. Dal doppio turno di qualificazione al play-off, fino alla fase a gironi, onorata al meglio. 1-1 interno con il Lione, 2-2 di carattere sul rettangolo verde dell'Everton. Lo sbarco a Reggio Emilia, teatro della sfida, non è quindi da vittima sacrificale, l'Apollon ha intenzione di giocarsi le proprie carte. Il divario tecnico è evidente, l'Atalanta ha qualcosa in più e può godere del supporto di casa, ma deve eliminare le recenti tossine - fisiche e mentali - per conseguire l'intera posta. 

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Sono diverse le defezioni nell'undici bergamasco. Toloi è ancora ai box, Gomez non è al meglio. Non muta lo spartito tattico, 3-4-1-2, con Cristante pronto ad alzare il raggio d'azione e a prendere la casella sulla trequarti, alle spalle di Ilicic e Petagna. Kurtic appare destinato alla panchina. Freuler accompagna De Roon in mediana, Spinazzola ed Hateboer gli esterni di centrocampo. A difesa di Berisha, comparto a tre. Caldara dirige Palomino e Masiello.

L'Apollon si presenta con un vestito piuttosto accorto. 4-5-1, pochi spazi di manovra per l'Atalanta. Un solo riferimento offensivo - Maglica - cinque uomini nella zona nevralgica. Sull'out impazzano Jakolis e Sardinero. Allan, Alef e Sachetti formano la barriera a protezione della linea a quattro di difesa. Davanti a Bruno, da destra a sinistra, Pedro, Yuste, Angeli e Jander. 

Fischio d'inizio alle 21.05, dirige il bulgaro Kabakov.