La scommessa chiamata Roma
La Roma 2013/2014
ROMA - Cinque gol fatti, zero subiti. Difesa solida, squadra unita, gruppo compatto. La cattiveria e il carattere, ciò che mancavano nei due anni passati, stanno venendo alla luce. L'identikit della nuova Roma ha già delle solide basi. Nonostante gli inizi poco felici del mercato giallorosso, Sabatini ha fatto un buon mercato, cedendo i big a grande prezzo per creare una Roma di giovani talenti e vecchie glorie. La fase difensiva poi sembra aver trovato una sua quadratura e, nonostante le partenze di Osvaldo e Lamela, la Roma non ha perso l'attacco prolifico che l'ha caratterizzata da un anno a questa parte.
FASE DIFENSIVA - Prima Enrique, poi Zeman, infine Andreazzoli. Serviva una cura per la difesa giallorossa, ma di questi tre solo Andreazzoli era vicino alla soluzione. Il mercato però ha rivoluzionato il tutto. Via Marquinhos e Piris, dentro Maicon e Benatia, ed è subito festa. Già, perchè nelle due prime giornate di campionato la Roma non ha subito gol e De Sanctis è stato impiegato poco o nulla durante i 180 minuti di gioco. Anche se le prime due squadre venivano da un anno passato in serie cadetta, con il Livorno e l'Hellas Verona si è vista una difesa compatta, non arrendevole e affammata di ogni pallone. La partenza infelice di Marquinhos sembrava dovesse rompere quel poco di compatezza rimasto nel reparto: i nuovi arrivi invece stanno facendo ricrede gli scettici. Benatia e Castan si intendono bene al centro, mentre sulla fascia destra la rinascita di Maicon passa dalla cura Trigoria: l'esterno ex City infatti, con la complicità di Cacciatore, è tornato al gol, scacciando i fantasmi di chi urlava alla sua fine. Corre, lotta e si sacrifica per la squadra. Insomma, il Maicon dei tempi d'oro. Sulla fascia sinistra Balzaretti va a gradi, ma fa tutto quello che gli si chiede. Merito dunque a Rudi Garcia, che sembra aver trovato la giusta quadratura del cerchio di un reparto messo sempre sotto accusa.
CENTROCAMPO DA SOGNO - De Rossi, Pjanic e Strootman. Il trio meraviglia. A guardarli bene sembrano tre persone tranquille, ma dal tasso tecnico elevato. Finalmente Capitan Futuro è tornato il giovane che segna dai 30 metri. Ottimo in fase difensiva, devastante in regia. E, nonostante il dixit di Zeman, al fianco del centrocampista di Ostia, Garcia ha messo Miralem Pjanic: fiducia ripagata non solo con ottime prestazioni, ma anche con un cucchiaio che ha fatto impazzire di gioia l'Olimpico. Dopo tre anni dunque, l'incognita Pjanic sembra esser svelata. Infine Strootman, andato in campo a Verona, ha dimostrato forte personalità e grande fiuto tattico, arrivando più volte vicino al gol. Un centrocampo dinamico, giovane ma soprattutto di alta caratura tecnica, senza dimenticare i vari Bradley, Florenzi, Marquinho e Taddei.
ATTACCO PROLIFICO - Totti, Osvaldo e Lamela erano le uniche gioie dello scorso anno. Un trio che assicurava molti gol e temuto da molti club italiani. Però i bilanci della società vengono prima di tutto e, nonostante la voglia di Garcia di tenerli a Roma, Sabatini piazza l'italoargentino al Southampton e il giovane Lamela al Tottenham del'ex Baldini. La frittata sembra fatta, la Roma non ha più una punta da 15 gol a stagione. Si prendono Ljajic e Gervinho, ma gli scettici si abbandonano ai ricordi. Come è andata a finire? A Livorno, Garcia mette Florenzi da attaccante esterno e il giovane va subito in gol; a Verona ci va vicino innumerevoli volte. Gervinho mostra classe da vendere: già inserito negli schemi di Garcia, gli manca solo la rete per certificare prestazioni di corsa e sacrificio. Ljajic si candida di prepotenza per una maglia da titolare, segnando un gol a Verona che sa di rivincita personale. Infine Totti è sempre il migliore in campo: meriterebbe il gol, ma le sue giocate di prima e la sua visione di gioco bastano per far impazzire di felicità i tifosi giallorossi.
BILANCI - Come detto, cinque gol fatti, zero subiti. Tutti i reparti hanno segnato: Maicon, De Rossi, Florenzi, Pjanic, Ljajic. Difesa solida, centrocampo fantasia e attacco dalle grandi risorse. Il tutto organizzato da un tecnico nuovo, che fa del controllo di palla l'arma vincente. Forse per i bookmaker è arrivata l'ora di segnare sui propri blocco note la scommessa Roma.
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