Il signor Baldini

É fallito il progetto Roma. É fallito il progetto “America”. Un caos primordiale, un connubio mal composto. Il fantasma di Pallotta, alla guida di una società invisibile. Roma, e la Roma, senza guida, non solo tecnica. Crolla il nuovo castello, com'era crollato il vecchio e necessariamente la programmazione deve ripartire. Crolla il progetto Baldini, che aveva puntato sul calcio “bohemienne” di Zeman per il nuovo corso. Su giovani di talento per lanciare la sfida alla Juve di Conte. Tutto sbagliato a ben guardare non è. Talenti come Marquinhos e Lamela, non solo non esistono in Italia, ma sono rari anche nella ricca Europa. Eppure qualcosa non è andato. Nemmeno con un normalizzatore come Andreazzoli. E non c'entra la squadra. L'incertezza proprietaria e di idee ha investito l'ambiente, fagocitando la squadra.

 

Fallimento quindi. E colpe riversate su Baldini. Da “moggiani” e non che ricordano le polemiche del dirigente con la vecchia signora. Processi, mediatici e non. Baldini ha sbagliato, probabilmente molto. É uomo di calcio e lo sa. Per questo ha deciso di andarsene. Ha fatto un esame di coscienza e ha capito che al naufragar del sogno romano, o forse meglio dire americano, bisognava assumersi le proprie responsabilità. Si è alzato e ha lasciato la poltrona. Tutto resta nelle mani di Sabatini. Le decisioni principali saranno prese dall'ex direttore sportivo del Palermo.

 

Ecco, occorre forse riflettere, su queste parole. Si è alzato e ha lasciato la poltrona. Nell'Italia delle poltrone e delle raccomandazioni, del volli fortissimamente volli, nell'Italia in cui la colpa è sempre degli altri, Franco Baldini ha fatto un gesto di dignità. Di eleganza. E come sempre, nella sua lunga carriera, senza urlare. Niente schiamazzi. Nello sport in cui vige il vetusto, in cui il cambiamento è visto con orrore e paura, in cui comandano e imperano i grandi vecchi, affezionati a soldi e potere, Baldini ha dato un esempio. Ha sbagliato e si è fatto da parte. In un mondo civile, la normalità, qui l'eccezione. Ecco perché occorre sottolinearlo.