L'Inter a Napoli per il prestigio e poco altro

Poco in palio. L'Inter è fuori da tutto. Concentrata su mercato, programmazione e infortuni. Già, perché non bastavano le scoppole di casa. Arrivano dall'Argentina e dalla Spagna le frecciate Botta e Longo. Giovani del domani, talenti in rampa di lancio. Infortuni gravi. Nuove idee. Il fantasista del Tigre potrebbe ritardare fino a gennaio l'approdo in nerazzurro, favorendo lo sbarco di Menez, in uscita da Parigi. Col Papu Gomez già in cerca di casa a Milano. Mercato quindi, settori societari (Leonardo), nuovi soci. Tutto, tranne il campo. Quello conta poco. L'Europa League appare improbabile, alla luce delle condizioni attuali della rosa. Inter, ma anche Napoli. La Juve è pronta a festeggiare il tricolore per il secondo anno consecutivo, il Milan, alterato da infortuni e polemiche di panchina, guarda più al duello terzo posto con la Fiorentina che ad altro. E allora, a secondo posto praticamente acquisito, resta poco da conquistare per la squadra di Mazzarri. Il prestigio, perché come ha ricordato il tecnico, l'Inter è sempre l'Inter e il San Paolo merita squadra di livello. Stramaccioni ha scherzato in conferenza sull'ombra, non reale di Allegri, ha ringraziato Cordoba e Zanetti, uomini da Inter. Ha elogiato come sempre Kovacic, è parso rilassato, come uno confermato, ma quasi in vacanza.

L'ex tecnico della Primavera prova a recuperare pedine. Cambiasso e Guarin hanno ripreso nella giornata di giovedì a lavorare col gruppo e sono quindi abili e arruolati per la trasferta del San Paolo. Il Cuchu è leggermente più avanti e pare in ballottaggio con Benassi per un maglia da titolare. Presumibile però una partenza negli undici dell'ex Modena, con ingresso a partita in corso per l'argentino. Dietro, con Samuel non convocato, Chivu guiderà una difesa a tre completata da Juan Jesus e Ranocchia. Quest'ultimo vive una situazione non tranquillissima visto il rischio di condanna per omessa denuncia, nella combine Salernitana-Bari. In mediana Kovacic in regia, Kuzmanovic, come detto il giovane Benassi e sugli esterni Pereira e Jonathan, uno dei più positivi di quest'ultimo periodo. Davanti i soliti Alvarez e Rocchi, con i giovani Forte e Garritano pronti a subentrare. Si è rivisto alla Pinetina anche Nagatomo, dopo il chiarimento con la società. Il giocatore ha scelto di non operarsi, per poter così partecipare alla Confederations Cup. Ovvio lo scarso gradimento dei vertici di via Durini. Da registrare, tra i lungodegenti, l'accelerazione di Antonio Cassano, che ha già svolto una seduta in gruppo e si candida per il rientro nel turno infrasettimanale contro la Lazio di Petkovic. Sorpresa questa, visto che inizialmente sembrava Palacio quello prossimo al recupero. Stesso infortunio per i due attaccanti, a distanza di quattro giorni. Il barese ha messo la freccia sul “trenza” per questo finale di stagione.

All'andata fu grande Inter. C'era Milito, con lui Cassano, ad accenderli il vero Guarin. Carattere, capacità di soffrire, colpi da grande. Mazzarri e il Napoli furono annichiliti, soprattutto nei primi quarantacinque minuti di San Siro. Il colombiano schierato in mediana, con Cambiasso retrocesso sulla linea difensiva spezzò l'equilibrio della gara. Splendido il colpo al volo dell'uno a zero, sfruttando uno schema su calcio d'angolo preparato ad arte e favorito dalla sonnolenta retroguardia partenopea. Suo anche l'assist per il raddoppio del Principe. Altri uomini, altri tempi. Obbiettivi diversi. Sogni ora sbiaditi.

Le probabili formazioni: