È un'Italia che fa la storia e questo in campo femminile, ormai, non è una novità. Dopo i podi di Wierer e Sanfilippo la scorsa settimana, è arrivata oggi ad Hochfilzen la prima vittoria della storia in una staffetta femminile. Merito di Lisa Vittozzi, Karin Oberhofer, Federica Sanfilippo e Dorothea Wierer, una squadra giovane e già competitiva ad altissimi livelli. Si tratta, dunque, del secondo successo stagionale per l'Italia nella Coppa del Mondo di biathlon, dopo quello ottenuto da Wierer nell'individuale di Östersund. I podi, invece, sono già quattro e siamo ancora ad inizio stagione. 

Per raccontare la gara odierna non si può non partire dalla fine. Arrivano a giocarsi la vittoria all'ultimo poligono la Germania (Hildebrand, Hammerschmidt, Hinz e Preuss), dominatrice di questa tappa di Hochfilzen, ma priva della vincitrice di ieri Laura Dahlmeier, e l'Italia. La squadra teutonica schiera Preuss in ultima frazione, mentre l'Italia punta su Dorothea Wierer. Entrambe commettono un errore in piedi con la solita velocità di esecuzione che le rende due delle atlete più rapide del circuito nel rilascio dei colpi. Iniziano così l'ultimo giro praticamente appaiate. L'unico vero affondo lo prova Preuss sulla salita che precede il rettilineo conclusivo.

Riesce a prendere qualche metro di vantaggio sull'azzurra, ma non basta per staccarla in maniera definitiva. Wierer dimostra, ancora una volta, di avere uno spunto veloce estremamente incisivo e con una volata imperiosa riesce a spuntarla su Preuss. Per l'atleta di Brunico è l'ennesima prova di maturità. La prossima settimana a Pokljuka potremo vedere un ulteriore salto di qualità vista la crescita sugli sci che ha dimostrato in terra austriaca. 

Solida la prova delle altre tre azzurre. Bravissima Vittozzi in apertura, che compensa ad un passo sugli sci stretti ancora non all'altezza con un dieci su dieci al poligono. La giovane età non si sta rivelando un limite per un'atleta che, nonostante il momento non eccezionale, è riuscita a rimanere concentrata sulla gara odiera, offrendo un ottimo contributo. Bene anche Karin Oberhofer, abile sopratuttto a limitare ad uno il numero di ricariche utilizzate nel secondo poligono in piedi, laddove le avversarie, invece, hanno sbagliato parecchio, con Norvegia e Russia costrette addirittura a percorrere il giro di penalità. Qualche errore di troppo, invece, per Federica Sanfilippo, autrice, però, di un ultimo giro notevole che ha consentito di fatto a Wierer di partire con il gruppo delle inseguitrici alla Germania, composto da Francia, Bielorussia ed Ucraina. Al terzo posto si classifica proprio la compagine ucraina, composta da Dzhima, Abramova, Semerenko e Pidhrushna. 

Deludono, invece, Repubblica Ceca, Norvegia e Russia che erano considerate squadre papabili per il podio. La vittoria odierna dell'Italia è un risultato di grande spessore, non solo perché si tratta della prima vittoria assoluta in questo format. Sconfiggere, infatti, una corazzata come la Germania, seppur priva di Dahlmeier, rappresenta una vera e propria impresa e conferma il valore delle azzurre, non solo in prospettiva ma anche per il prosieguo della stagione. I margini di miglioramento sono ancora enormi: la sensazione è che di qui ai prossimi anni ci sarà da divertisi.