Vuelta 2014, 18° tappa: Fabio Aru solo in vetta, si arrende anche Froome!

Per diventare grande nello sport occorre confrontarsi con chi, di quello sport, è, se non padrone, massimo interprete. Fabio Aru sale sul ring della Vuelta, con tutti i pesi massimi delle due ruote e non rinuncia alla lotta. Passano i giorni, cresce la fatica, eppure su ogni scalata emerge quell'immagine fresca, quel volto tirato, che pare lì a raccontare carattere, a trasudare grinta. La diciottesima tappa colora d'azzurro una corsa per tradizione spagnola. Fabio Aru si issa sopra tutto e tutti. Parte presto, quando al traguardo mancano quasi 4 km, non con uno scatto secco. Una lenta, ma inesorabile progressione. Dietro osservano, nessuno si prende la responsabilità dell'inseguimento. La frullata di Froome, attesa, arriva e in testa si forma una coppia d'assi. Contador, Valverde e Rodriguez restano a guardare, incerti. Non si amano, di certo non si aiutano. Non può farlo Alberto, più lento dei connazionali in volata. La strada continua a salire, fino ai 700 metri, lì spiana e dietro Rodriguez fornisce l'ultimo strappo. Non basta, ormai è lotta a due. Aru parte e lascia la compagnia di un redivivo Froome. La Vuelta riconosce la grandezza di Fabio, gigante tra i giganti. Valverde e Rodriguez tagliano il traguardo insieme, a 13", con Contador. 

Tappa pericolosa, la diciottesima. Prima parte classica del territorio galiziano. Pianura sì, ma nervosa, frastagliata. Continui saliscendi a condizionare un gruppo restio ad accettare fughe di sorta. Si corre oltre i 50 di media per la prima ora e il primo plotoncino scappa solo al km 65. Luis Leon Sanchez il più quotato, con lui Le Bon e Dupont. Il vantaggio massimo non supera mai i 4 minuti, perché la Movistar controlla la corsa. L'obiettivo di L.L.Sanchez è conquistare punti per la maglia a pois e lungo le rampe dell'Alto Monte Castrove il corridore della CajaRural Seguros si toglie di ruota i due compagni di giornata. Scollina in vetta prima di farsi riassorbire dal gruppo. A questo punto, quando mancano ormai poco più di 20 km al traguardo, il Team Sky ha in mano le carte della corsa. Froome, beffato nell'abbuono intermedio, alza l'andatura e si avvia verso la salita finale, la stessa appena conclusa. Studiata nel primo passaggio dal gruppo, presenta una lunghezza di 7 km e pendenze medie non proibitive. Il ritmo è da subito indiavolato.

Tra i big si muove per primo Rodriguez, subito seguito da Contador. Scatti, accelerazioni, frustate. Barguil prova due, tre volte. Il primo allungo significativo è di Coppel, ma la tappa si incendia sull'acuto di Aru. Rodriguez riporta vicino i quattro grandi, ma Aru non si guarda indietro e prosegue, agguantato da Froome. Il mal celato "odio" fra gli spagnoli fa il resto. Froome scavalca Valverde nella generale e pensa a Contador. Aru guadagna su Rodriguez. La Vuelta è ancora viva.

Arrivo:

1) Aru

2) Froome + 1"

3) Valverde + 13"