Sochi 2014, lo slittino di Zoeggeler nella storia

Un burbero, all'apparenza. Un duro, dal cuore buono. La bandiera azzurra sventolava nella cerimonia inaugurale sorretta dalle forti mani di Armin Zoeggeler. Un gigante, abituato a reggere la pressione, a non trasmettere emozioni. Eppure gli occhi lucidi, impegnati a scrutare ogni angolo di un luogo magico, esprimevano ben altro. Perché si può essere campioni e aver vinto tutto, ma l'Olimpiade ha un sapore particolare. Unico. L'Olimpiade è il coronamento di una carriera. La medaglia è l'apoteosi. Mettersi al collo un alloro significa entrare nella storia. Questa è la realtà. Ma la realtà talvolta lascia spazio alla leggenda e la leggenda racconta di uno slittino capace di sfrecciare ancora, a distanza di vent'anni, da quel bronzo di Lillehammer, fino a un bronzo tinto d'oro. Sei volte Armin, sei volte sul podio che è la glorificazione del campione.

Un pungo chiuso, col casco abbassato e lo sguardo fiero. Quattro manche corse sempre alla ricerca della perfezione, nella strenua difesa di un terzo posto sinonimo di grandezza. Impossibile far di più. Davanti, come a Vancouver, il tedesco Loch, nuovo cannibale dello slittino. Dietro il russo Demchenko, profeta in patria, per la seconda volta alla gioia olimpica, dopo Torino 2006. A 42 anni non poca cosa. I due grandi di ieri a far da valletti al padrone di oggi. Confronto generazionale.

Ancora una volta a stupire dello Zoeggeler atleta è la capacità di ricostruire una carriera bloccata da malanni e infortuni. Il ritorno tra i grandi nella stagione dell'Olimpiade e di Sochi. Il ritorno al successo, l'ingresso di diritto nella schiera degli immortali dello Sport. Manifesto bello di un paese che abbraccia orgoglioso il suo eroe. Fischnaller prova a non esser da meno dell'ingombrante compagno, ma è costretto ad accontentarsi del sesto posto. Rieder, alla prima esperienza, chiude diciannovesimo.

Ora resta la festa, solo dopo i pensieri. Continuare o lasciare dopo aver chiuso il cerchio? A mente fredda si deciderà. Qualunque sarà la scelta, non intaccherà la storia, che oggi si è fatta più in là, pervasa di leggenda.