
Squadra
La Società Sportiva Lazio è il club di calcio più antico di Roma e una delle società storiche del calcio italiano. Fu fondata il 9 gennaio 1900 come Società Podistica Lazio da un gruppo di giovani atleti guidati dal bersagliere Luigi Bigiarelli, mentre la sezione calcistica venne istituita ufficialmente nel 1910. Veste di bianco e celeste, ha l'aquila come simbolo, gioca allo Stadio Olimpico e nel suo palmarès figurano due scudetti, sette Coppe Italia, cinque Supercoppe italiane, la Coppa delle Coppe e la Supercoppa UEFA del 1999. Presieduta da Claudio Lotito dal 2004, affronta la stagione 2026-27 della Serie A con Gennaro Gattuso in panchina.
La Lazio nacque come società polisportiva, dedicata inizialmente all'atletica, e adottò secondo la tradizione i colori bianco e celeste in omaggio all'ideale olimpico e alla Grecia. Il calcio arrivò poco dopo e nel 1912 la squadra entrò nel campionato nazionale, raggiungendo per tre volte, nel 1913, nel 1914 e nel 1923, la finale del torneo, sempre persa contro le grandi del Nord. Fu l'unico club romano a rifiutare la fusione del 1927 che diede vita alla Roma, scelta che ne ha definito per sempre l'identità e ha dato origine al derby della capitale.
Negli anni Trenta la squadra si stabilizzò nella massima serie e trovò il proprio primo grande simbolo in Silvio Piola, campione del mondo nel 1938 e per decenni il miglior marcatore della storia biancoceleste. Il primo trofeo arrivò però solo nel 1958, con la conquista della Coppa Italia, seguita a distanza di pochi anni dalla prima retrocessione in Serie B, nel 1961, in un'alternanza fra categorie che avrebbe accompagnato il club fino agli anni Ottanta.
Il momento più romantico della storia laziale coincide con la squadra costruita da Tommaso Maestrelli. Promossa nel 1972, la Lazio sfiorò subito il titolo all'ultima giornata e lo conquistò l'anno successivo: nel 1973-74 arrivò il primo scudetto, con la miglior difesa del campionato e con un gruppo entrato nella leggenda, dai gol di Giorgio Chinaglia alla guida di Giuseppe Wilson, fino a Luciano Re Cecconi, scomparso tragicamente nel 1977. Era una squadra ribelle e compatta, capace di battere chiunque all'Olimpico, e il suo titolo resta il più celebrato dalla tifoseria.
Il decennio successivo fu il più duro. Nel 1980 il club venne retrocesso d'ufficio in Serie B per il coinvolgimento nello scandalo delle scommesse clandestine, e nel 1986 una nuova penalizzazione, di nove punti, costrinse la squadra a salvarsi in uno spareggio per evitare la Serie C, il punto più basso della sua storia. Il ritorno in Serie A nel 1988 aprì la ricostruzione, completata dal 1992 con l'arrivo del presidente Sergio Cragnotti, che trasformò la Lazio in una potenza economica del calcio europeo investendo cifre record per Christian Vieri, Juan Sebastián Verón e Hernán Crespo, quest'ultimo pagato nel 2000 il trasferimento più caro del mondo fino a quel momento.
Fra il 1998 e il 2000 la Lazio visse il triennio più vincente della sua storia. Arrivarono la Coppa Italia e la Supercoppa italiana del 1998, la finale di Coppa UEFA persa contro l'Inter e, nel maggio 1999, la Coppa delle Coppe vinta a Birmingham contro il Maiorca nell'ultima edizione del torneo. Nello stesso anno la squadra allenata da Sven-Göran Eriksson conquistò anche la Supercoppa UEFA battendo per 1-0 il Manchester United campione d'Europa. Il capolavoro arrivò nel 1999-2000 con il secondo scudetto, vinto all'ultima giornata rimontando la Juventus e accompagnato dalla Coppa Italia: in campo c'erano Alessandro Nesta, Siniša Mihajlović, Pavel Nedvěd, Marcelo Salas e Juan Sebastián Verón, in una delle rose più forti mai schierate dal club.
Il crollo finanziario del gruppo Cragnotti portò alla cessione dei campioni e a una crisi profonda, superata nel 2004 con l'acquisto della società da parte dell'imprenditore romano Claudio Lotito, che ne evitò il fallimento e ne ha guidato da allora la gestione. Seguirono anni di risanamento e nuovi trofei: le Coppe Italia del 2004, del 2009, del 2013, vinta nel derby contro la Roma, e del 2019, oltre alle Supercoppe italiane del 2009, del 2017 e del 2019. Il ciclo più solido dell'epoca recente è stato quello di Simone Inzaghi, in panchina dal 2016 al 2021, costruito attorno a Ciro Immobile e Sergej Milinković-Savić: Immobile è diventato il miglior marcatore di sempre del club con 207 gol e ha vinto tre volte il titolo di capocannoniere, arrivando a 36 reti nel campionato 2019-20. Sono poi seguite le stagioni di Maurizio Sarri, con il secondo posto del 2022-23 e il ritorno in Champions League.
La Lazio gioca dal 1953 allo Stadio Olimpico, che condivide con la Roma e dove si disputa il derby della capitale, una delle sfide più accese del calcio internazionale. Il centro sportivo di Formello, inaugurato nel 1997, ospita la prima squadra e il settore giovanile. La storia biancoceleste è segnata da giocatori come Piola, Chinaglia, Wilson, Nesta, Immobile e Milinković-Savić, e da una tifoseria che occupa storicamente la Curva Nord dell'Olimpico. La rivalità con la Roma, nata dal rifiuto della fusione del 1927, resta l'elemento identitario più forte per entrambe le tifoserie della città.
Il palmarès della Lazio comprende due scudetti (1973-74 e 1999-2000), sette Coppe Italia, cinque Supercoppe italiane, la Coppa delle Coppe 1998-99 e la Supercoppa UEFA 1999. La stagione 2025-26, l'ultima con Maurizio Sarri in panchina, si è chiusa al nono posto con 54 punti, fuori dalle competizioni europee. Per il 2026-27 la società ha affidato la squadra a Gennaro Gattuso, con Mattia Zaccagni capitano e un mercato condizionato dai vincoli sull'indice di liquidità: sono arrivati Davide Frattesi in prestito dall'Inter, il difensore Josip Šutalo dall'Ajax, l'attaccante Andrea Pinamonti dal Sassuolo e Albert Guðmundsson dalla Fiorentina, mentre hanno lasciato Roma il portiere Ivan Provedel e il difensore Mario Gila. Dopo l'eliminazione in Coppa Italia contro il Mantova, il campionato è iniziato con due vittorie per 1-0, a Bologna e in casa contro il Genoa. Tutte le notizie sui biancocelesti sono raccolte nella pagina della Lazio su VAVEL.