Inter Milán

Inter Milán

Squadra

Il Football Club Internazionale Milano, comunemente noto come Inter, è uno dei club più prestigiosi e vincenti d'Italia e del calcio europeo. Fondato il 9 marzo 1908, l'Inter nacque da un atto di ribellione di un gruppo di soci del Milan Cricket and Football Club, che volevano una politica di apertura ai giocatori stranieri, allora malvista dai dirigenti rossoneri. Quella vocazione inclusiva è scritta nel nome stesso della società, che rivendica l'internazionalità della squadra. I nerazzurri vinsero il primo scudetto nel 1910, appena due anni dopo la fondazione, e il secondo nel 1920, costruendo rapidamente la reputazione di una delle squadre più forti del Paese. Con 21 scudetti, l'ultimo conquistato nel 2026 con Cristian Chivu in panchina, l'Inter è la seconda società più titolata della Serie A, e nella stagione 2026-27 difende il titolo con lo stesso allenatore.

San Siro, il derby e lo stile nerazzurro

Fin dalle origini l'Inter coltiva una fortissima rivalità con il vicino di casa, il Milan. Il Derby della Madonnina è una delle sfide più appassionanti e seguite del calcio mondiale, e la competizione tra le due squadre non si limita al campo: riflette una divisione culturale e sociale della città di Milano. Le due società condividono lo Stadio Giuseppe Meazza, popolarmente San Siro, inaugurato nel 1926 e ammodernato per i Mondiali del 1990, diventato uno dei templi del calcio. L'Inter è stata storicamente riconosciuta per una difesa solida e uno stile pragmatico; una filosofia che negli anni si è evoluta, mantenendo però sempre al centro la forza tattica e l'efficienza, chiave dei numerosi successi del club.

L'era della Grande Inter

Gli anni sessanta segnarono uno spartiacque con l'arrivo dell'allenatore Helenio Herrera, carismatico e innovatore, che introdusse il celebre catenaccio, un sistema difensivo basato sulla porta inviolata e sul contropiede. Sotto la sua guida la squadra raggiunse un livello di successo senza precedenti: nel periodo noto come Grande Inter vinse tre scudetti (1963, 1965 e 1966) e conquistò per due volte consecutive la Coppa dei Campioni, oggi Champions League, nel 1964 e nel 1965, dimostrando il proprio dominio sul continente. Herrera cambiò anche la mentalità del gruppo e la preparazione delle partite, introducendo metodi di allenamento nuovi, la cura psicologica dei giocatori e un'attenzione pionieristica per dieta e forma fisica. Giacinto Facchetti, Luis Suárez, Sandro Mazzola e Armando Picchi divennero leggende non solo del club ma dell'intero calcio italiano, e il modello di quella squadra, difesa solida e tattica disciplinata, influenzò il calcio europeo per anni.

Anni settanta e ottanta: cambiamenti e difficoltà

Dopo l'epoca d'oro, con l'addio di Herrera e l'invecchiamento di molti protagonisti, il club faticò a mantenere lo stesso livello. Negli anni settanta l'Inter alternò alti e bassi: vinse lo scudetto del 1971, ma non riuscì a ripetere i trionfi europei, tra continui cambi in panchina e nell'organico. Gli anni ottanta furono altrettanto complicati: nonostante talenti come Alessandro Altobelli e Karl-Heinz Rummenigge, e lo scudetto del 1980, la squadra non fu costante ai massimi livelli, mentre Juventus e Milan si rafforzavano. Le Coppe Italia del 1978 e del 1982 offrirono qualche consolazione a una tifoseria che sognava di rivedere la squadra in vetta in Italia e in Europa. Nel 1989, con Giovanni Trapattoni, arrivò lo scudetto dei record, e nel 1995 Massimo Moratti, figlio di Angelo Moratti, presidente della Grande Inter, rilevò la società aprendo una nuova era di grandi investimenti.

La rinascita degli anni novanta

Sotto la presidenza di Massimo Moratti l'Inter divenne una delle società più attive sul mercato. L'arrivo a metà del decennio del brasiliano Ronaldo, il Fenomeno, fu il segnale delle ambizioni del club, e il suo talento riaccese la passione dei tifosi. Nonostante gli investimenti, però, i titoli restarono a lungo sfuggenti: l'Inter vinse la Coppa UEFA nel 1991, nel 1994 e nel 1998, ma scudetto e Champions League rimasero fuori portata. In panchina si alternarono tecnici di fama come Roy Hodgson, Marcello Lippi e Luigi Simoni, senza trovare la continuità necessaria per dominare. Furono comunque anni di crescita fuori dal campo, con il miglioramento del centro sportivo e delle strutture del settore giovanile, basi per i successi futuri.

Il nuovo millennio e il Triplete di Mourinho

All'inizio degli anni duemila il club proseguì la politica dei grandi acquisti, con giocatori come Christian Vieri e Adriano, e cominciò a lottare con più costanza per i titoli. Lo scudetto 2005-06, il primo dal 1989, aprì una delle epoche più vincenti della storia recente: l'Inter dominò la Serie A con cinque scudetti consecutivi dal 2006 al 2010. L'arrivo di José Mourinho nel 2008 portò il club al vertice d'Europa: costruita attorno a Javier Zanetti, Samuel Eto'o, Wesley Sneijder e Diego Milito, la squadra conquistò nel 2009-10 lo storico Triplete, scudetto, Coppa Italia e Champions League, riportando a Milano la coppa dalle grandi orecchie dopo 45 anni. Il sistema tattico flessibile di Mourinho, pragmatico ed efficace, e il suo carisma nella gestione delle pressioni mediatiche lasciarono un segno indelebile nel club e nel legame con i tifosi.

Dopo Mourinho, tra Suning e Oaktree

Dopo l'addio di Mourinho nel 2010 l'Inter affrontò la transizione da una generazione d'oro, con diversi allenatori e risultati altalenanti in Italia e in Europa. L'introduzione del Fair Play Finanziario impose una gestione più attenta, con maggiore attenzione al vivaio e a giocatori dal rapporto equilibrato tra costo e potenziale; la Coppa Italia restò l'unico titolo del periodo. Nel 2016 il gruppo cinese Suning acquisì la maggioranza del club, con nuovi investimenti, tournée internazionali e un'espansione globale del marchio. Nel maggio 2024, dopo lo scudetto della seconda stella conquistato con Simone Inzaghi, il fondo statunitense Oaktree assunse il controllo della società perché la famiglia Zhang non aveva rimborsato un finanziamento vicino ai 400 milioni di euro. Con Inzaghi l'Inter raggiunse anche la finale di Champions League 2025, persa 5-0 contro il Paris Saint-Germain a Monaco di Baviera, dopo la quale il tecnico lasciò il club.

Chivu, il 21º scudetto e la stagione 2026-27

Nell'estate 2025 la panchina passò a Cristian Chivu, ex difensore del Triplete. Nella stagione 2025-26 l'Inter vinse il 21º scudetto con 87 punti, undici in più del Napoli, dominando gli ultimi due mesi di campionato, e conquistò la decima Coppa Italia battendo la Lazio per 2-0 nella finale del 13 maggio 2026; in Champions League fu invece eliminata ai play-off della fase a eliminazione diretta, e in Supercoppa Italiana uscì in semifinale ai rigori contro il Bologna. Lautaro Martínez fu il capocannoniere della squadra con 17 gol in campionato e 22 complessivi. Confermato per la 2026-27, Chivu ha aperto la difesa del titolo il 22 agosto 2026 con la vittoria per 4-1 sul Monza alla prima giornata di Serie A.