
Squadra
L'Associazione Sportiva Roma è la principale società calcistica della capitale italiana e uno dei club più popolari del Paese. Nacque nell'estate del 1927 su iniziativa di Italo Foschi, dalla fusione di tre squadre romane, il Roman, l'Alba-Audace e la Fortitudo-Pro Roma, con l'obiettivo di dare alla città una formazione capace di competere con le grandi del Nord. Veste di giallorosso, i colori del Comune di Roma, ha come simbolo la lupa capitolina e gioca allo Stadio Olimpico. In quasi un secolo ha vinto tre scudetti, nove Coppe Italia, due Supercoppe italiane, la Coppa delle Fiere del 1961 e la Conference League del 2022. Di proprietà del gruppo statunitense della famiglia Friedkin dal 2020, affronta la stagione 2026-27 della Serie A con Gian Piero Gasperini in panchina.
La nascita della Roma rispose a un progetto politico e sportivo insieme: unire le società della capitale in un unico club di riferimento. La Lazio, più antica, rifiutò di partecipare alla fusione, e da quel rifiuto nacque la rivalità cittadina più sentita d'Italia. I primi anni si giocarono al Campo Testaccio, un impianto popolare incastonato nel quartiere operaio della città, dove il legame tra squadra e tifoseria si saldò in modo definitivo. Su quel campo la Roma crebbe rapidamente, sfiorando il titolo nel 1930-31, quando chiuse seconda alle spalle della Juventus, e costruendo la propria identità di squadra della città più che della borghesia sportiva.
Il primo grande traguardo arrivò nel 1941-42, con lo scudetto conquistato in piena guerra: un titolo che diede alla capitale la sua prima soddisfazione nel massimo campionato e che restò a lungo un'eccezione, perché il dopoguerra fu segnato da difficoltà economiche e da una sola, dolorosa retrocessione in Serie B nel 1951, seguita dall'immediata risalita.
Nel 1953 la squadra si trasferì allo Stadio Olimpico, il grande impianto del Foro Italico che sarebbe diventato la sua casa definitiva. Il primo trofeo internazionale arrivò nel 1960-61 con la Coppa delle Fiere, antenata delle attuali competizioni continentali, mentre in Italia la Roma vinse le Coppe Italia del 1964 e del 1969. Furono anni di risultati alterni, in cui il club alternò stagioni di alta classifica a campionati di sofferenza, ma anche il periodo in cui si formò una tifoseria fra le più numerose e passionali d'Europa, capace di riempire l'Olimpico anche nelle annate difficili.
La svolta arrivò con la presidenza di Dino Viola e con l'arrivo in panchina di Nils Liedholm. Attorno al talento del brasiliano Falcão, all'estro di Bruno Conti, ai gol di Roberto Pruzzo e alla leadership del capitano Agostino Di Bartolomei, la Roma vinse il secondo scudetto nel 1982-83, quarant'anni dopo il primo, e dominò la Coppa Italia con quattro successi in un decennio. Il 30 maggio 1984 sfiorò l'impresa più grande della sua storia: la finale di Coppa dei Campioni giocata proprio all'Olimpico contro il Liverpool, persa ai calci di rigore dopo l'1-1 dei tempi supplementari. Quella sconfitta resta una delle ferite mai rimarginate del tifo giallorosso.
Gli anni Novanta furono di ricostruzione, ma prepararono il ciclo più celebrato dell'epoca moderna. Con Fabio Capello in panchina e una squadra che univa Francesco Totti, cresciuto nel vivaio e diventato bandiera assoluta, a campioni come Gabriel Batistuta, Vincenzo Montella, Cafu, Emerson e Walter Samuel, la Roma conquistò il terzo scudetto nel 2000-01, chiudendo davanti alla Juventus e festeggiando con una città intera al Circo Massimo. Il decennio successivo, guidato in campo da Totti e Daniele De Rossi e in panchina soprattutto da Luciano Spalletti, portò due Coppe Italia, due Supercoppe italiane e numerosi secondi posti alle spalle dell'Inter. Totti chiuse la carriera nel 2017 con 786 presenze e 307 gol, entrambi record assoluti del club.
Dopo la cessione della società alla proprietà americana di James Pallotta nel 2011, la Roma visse anni di piazzamenti europei costanti ma senza trofei, con la semifinale di Champions League del 2018, raggiunta dopo la storica rimonta per 3-0 sul Barcellona, come punto più alto. Nell'agosto 2020 il controllo passò a The Friedkin Group, e nel 2021 l'arrivo di José Mourinho aprì una nuova fase: il 25 maggio 2022, a Tirana, la Roma batté il Feyenoord per 1-0 e conquistò la prima edizione della Conference League, primo trofeo europeo del club dopo sessantuno anni. L'anno successivo arrivò anche la finale di Europa League, persa ai rigori contro il Siviglia a Budapest.
La Roma gioca allo Stadio Olimpico, impianto da circa 70.000 posti che condivide con la Lazio e che è teatro del derby della capitale, una delle partite più intense e sentite del calcio mondiale. Da anni la società lavora al progetto di uno stadio di proprietà, individuato nell'area di Pietralata. Il centro sportivo di Trigoria, aperto nel 1979, è la casa quotidiana della prima squadra e del settore giovanile, da cui sono usciti fra gli altri Totti, De Rossi e Alessandro Florenzi. Oltre a loro, la storia giallorossa è segnata da giocatori come Giacomo Losi, Falcão, Pruzzo, Aldair, Batistuta e Radja Nainggolan, e da un tifo organizzato che ha fatto della Curva Sud un riferimento della cultura ultras europea.
Il palmarès della Roma comprende tre scudetti (1941-42, 1982-83 e 2000-01), nove Coppe Italia, due Supercoppe italiane, la Coppa delle Fiere 1960-61 e la Conference League 2021-22. Nella stagione 2025-26, prima con Gian Piero Gasperini in panchina, la squadra ha chiuso al quinto posto, tornando in Champions League dopo sette anni di assenza. L'estate 2026 ha portato a Trigoria il terzino Nahuel Molina dall'Atlético Madrid, il centrocampista Marten de Roon dall'Atalanta, l'attaccante Santiago Castro dal Bologna e l'olandese Donyell Malen, arrivato in prestito dall'Aston Villa e poi riscattato; in uscita, Artem Dovbyk ha lasciato la capitale in prestito. L'avvio di campionato è stato eccellente, con due vittorie per 4-0 contro Fiorentina e Lecce e Malen subito capocannoniere della squadra. Tutte le notizie sui giallorossi sono raccolte nella pagina della Roma su VAVEL.