
A Brunico, prende forma l'Inter di Spalletti. Siamo in una fase embrionale, senza nazionali, con un gruppo infarcito di giovani di belle speranze. Il tecnico punta a valutare la situazione di alcuni effettivi, Zaniolo ed Odgaard, ma anche Pinamonti, faro della Primavera da tempo nel giro della prima squadra. Murillo è invece un interrogativo, corteggiato dallo Zenit, per la società non incedibile. Tra mercato e campo, prime sedute, l'occhio attento del pubblico, quello accesso dell'ex guida della Roma. Consigli, urla, la voglia di mettere da subito un marchio sulla sua avventura.
Ieri, particolare attenzione al settore arretrato. Manca Skriniar, innesto della sessione estiva, ma il diktat è chiaro. Spalletti punta anche sulla difesa a tre. Ranocchia, Miranda e Murillo a studiare le richieste del tecnico. Due su tre "rischiano" l'addio, ma al momento il materiale umano è questo. "Sono stanco di non vincere", il pensiero del centrale brasiliano si avvicina a quello di Spalletti.
Come altre squadre, anche l'Inter opta per allenamenti doppi, in cui sviluppare una preparazione fisica e tattica. L'esordio è alle porte, sgambata domenica con il Wattens - B austriaca - un impegno per "alleviare" le fatiche giornaliere e dar modo ai presenti di esprimersi. Difficile trarre indicazioni, siamo all'alba di stagione, per di più in formato ridotto.
Nel frattempo, fumata bianca per Borja Valero, Spalletti attende il suo metronomo, uomo d'ordine e personalità, un leader in grado di contagiare i compagni, da troppo tempo in difetto. Questione di ore, per le altre operazioni occorre attendere. Ballano offerte e milioni, Suning è attesa al tavolo del mercato.


