Sampdoria, il presidente Massimo Ferrero va controcorrente: "Basta rompere le scatole agli arbitri"
Dichiarazioni Massimo Ferrero all'ingresso della Lega Calcio

Quello appena trascorso è stato un mese di Febbraio infuocato, ricco di polemiche per ciò che concerne il rapporto tra società calcistiche e classe arbitrale. Il presidente della Sampdoria si è schierato però al fianco dei direttori di gara. La sua è una voce fuori dal coro. All'ingresso in Lega Calcio, questo pomeriggio, il patron blucerchiato ha tuonato: "Dobbiamo smetterla di rompere continuamente le scatole agli arbitri. Parliamo di cose serie e più importanti. Io per primo ho creato polemiche in passato, ma ho capito che tutto ciò è inutile e non l'ho fatto più perché penso che il lavoro dell'arbitro sia molto difficile. Non bisogna dare alibi ai giocatori perché non c'è gara senza arbitri. Valeri per me è un grande arbitro. Lasciamoli lavorare tranquilli, in santa pace. Non è per nulla un mestiere semplice quello dell'arbitro, anzi è parecchio duro".

Imperterrito, il vulcanico presidente ha proseguito: "Se parliamo di torti diamo un'immagine sbagliata del calcio italiano. Dobbiamo credere alla buona fede. Capisco che ti rode quando perdi i tre punti. Dobbiamo essere costruttivi fuori dal campo. Dobbiamo essere accaniti, nemici e competitivi in campo. Dobbiamo dare un'impressione bella. Poi mi sembra più giusto mandare in televisione gli arbitri, avendo dunque la possibilità di difendersi, controbattere e dire la loro. Quella attuale mi sembra una guerra senza interlocutore".

Tocca anche altri tasti, tra cui le voci che sono circolate riguardo una sua possibile e futura vendita della Sampdoria. "Mi lusinga che tutti vogliano comprare la Sampdoria, questo vuol dire che sto facendo bene, che la società non ha debiti. Incide molto anche il fatto che sto facendo un centro sportivo. Ma la Sampdoria non è in vendita, lo dico ufficialmente senza usare inutili giri di parole. È falso che Sabatini sia coinvolto anche perché la squadra, appunto, non è in vendita. I giornali devono riempire le pagine ogni giorno".