Chievo e Genoa si annullano. Al Bentegodi, il primo dei due posticipi della 15° giornata di Serie A termina a reti bianche. Bene il Chievo nel primo tempo, supportato da un Meggiorini sugli scudi. La squadra di Juric ripsonde con un grande secondo tempo ma non trova la gioia del gol. Ninkovic prende un palo.

CRONACA

Primo tempo

Punge subito con grande decisione la squadra di Juric. Pandev e Lazovic - coadiuvati da Simeone - si travestono da scudieri indottrinati ad assaltare la compagine di Maran; scoccando ripetuti cross nel cuore dell'area di rigore. Nulla da fare, Sorrentino fa buona guardia. Il Genoa tenta di far uscire dal guscio i padroni di casa; Veloso e Rigoni tessono diligentemente la tela del gioco ma i liguri arrivano alla concludere solo con Fiammozzi e Veloso dalla media. Il primo vero brivido della gara, scende lungo la schiena di Perin. Al 19' De Guzman gioca in verticale per Inglese; arpiona palla l'ex Pescara e conclude dal limite, Perin si distende. Risponde Fiammozzi un paio di minuti dopo. Traversone a mezza altezza di Lazovic, la palla sfila in area prima di essere girata violentemente dal 29, alto.

Il Chievo cambia volto ed atteggiamento, Veloso e Rincon si abbassano pericolosamente perdendo il filo della manovra con il passare dei minuti e favorendo il lavoro di cucitura di ​Birsa tra le linee. La gara è scintillante ma Meggiorini - al 33' - getta benzina sul fuoco, infiammandola. Il centravanti clivense - in preda ad uno dei suoi colpi di genio - impatta in acrobazia ai 25 metri, palla che sbatte in picchiata sulla parte superiore della traversa con Perin attonito. E' spigliato il N°69; sbraccia, lotta e guida i suoi compagni di squadra alla riscossa. Ed al 36', si guadagna un rigore. Lavora un pallone sul lato corto dell'area di rigore, finta di corpo splendida ad eludere il pressing di Munoz che rinviene e stende fallosamente Meggiorini. Russo non ha dubbi ed indica il dischetto. Si presenta Birsa per il vantaggio, Perin osserva la palla che sorvola la traversa. Occassione sprecata, si resta sullo 0-0. Gli ultimi minuti non regalano scossoni; chiude le ostilità un giallo sventolato a Meggiorini, entrato in maniera scomposta su Pandev.

Secondo tempo

Uno spento e confusionario Veloso viene richiamato in panca, nella mischia Cofie. Si riparte sulla falsariga del primo tempo; intensità e Chievo in controllo. Munoz si becca l'ammonizione - fallo ai danni di Meggiorini - mentre Castro impegna Perin con un flebile colpo di testa. Pochi spunti; partita pacata e tutt'altro che sfrontata ma Gamberini rischia di mischiare le carte. Falcata regale di Izzo al 7'; traversone teso a cercare Simeone, ci mette il piede Gamberini e costringe Sorrentino al colpo di reni rifugiandosi in angoli. Inizia la prima girandola di cambi. Ninkovic per Pandev, più vivacità in zona offensiva; Pellissier rileva Inglese dando maggiore peso specifico in area di rigore. Nel mentre, una frustata di testa del solito Meggiorini che non desta pericoli. Cresce repentinamente il Genoa e prende possesso delle geometrie della gara. Due lampi squarciano il cielo stellato sopra il Bentegodi. Prima è Lazovic ad accarezzare il vantaggio, tiro morbido a scavalcare Sorrentino che - ancora una volta - vola in angolo.

Una manciata di secondi ed ecco Ninkovic, destro a giro sul palo lontano, il N°1 clivense osserva il pallone che scheggia il legno. Maran sceglie Hetemaj per Birsa, provando a far alzare la sua compagine schiacciata dalle folate di Ninkovic. Al 30', finalmente Simeone. Girata volitiva ma senza pretese nel cuore dell'area di rigore. Continua ad attaccare con il dente avvelenato il Genoa, guidato alla riscossa da un Ninkovic spacca partita. Al 35', sempre Sorrentino. Servizio in area di Fiammozzi per Simeone, in vantaggio Dainelli il quale - però - manca l'appuntamento con la sfera e costringe Sorrentino a compiere gli straordinari sul Cholito. Lascia il terreno di gioco proprio un opaco Simeone, dentro Gakpe. Gli ultimi minuti le due squadre li spendono per difendersi piuttosto che riverarsi in avanti. Dopo 4 minuti di recupero, finisce in parità.