
Pazza idea. Manaj e 4-3-3, Mancini riparte da Parma, stadio Tardini, e da un'Inter a trazione anteriore. Sbarca, in Emilia, l'Athletic Bilbao, undici rognoso, di tempra basca, di tecnica spagnola. Compagine di corsa, con elementi di spicco, un test interessante per un'Inter da lavori in corso. Serve un segnale, per spazzare le prime nubi e confermare la bontà del lavoro svolto fin qui. Il mercato è al momento in una fase di stallo, occorre estrarre il massimo dai presenti in rosa. Fuori gli esuberi, spazio agli innesti estivi.
Miranda e Murillo, la retroguardia nerazzurra conferma la sua rinnovata versione. Per il brasiliano, 90 minuti importanti per trovare automatismi e confidenza con il nuovo compagno di reparto. Montoya a destra, a sinistra una soluzione di contenimento, Juan Jesus, in attesa di un terzino di ruolo (il sogno è Criscito).
Le maggiori conferme Mancini le chiede ai tre di mezzo. L'esperimento Kovacic regista piace, perché, aldilà di pecche naturali, data l'età e la collocazione, il croato unisce qualità assoluta e grande personalità. Non c'è paura in Kovacic, non c'è il timore della giocata, quello chiede il Mancio, fine esteta del calcio. Kondogbia paga invece lo scotto di una preparazione importante. Serve, al francese, un lasso di tempo ampio, data la struttura, per poter scatenare in campo il massimo potenziale. Prosegue, infine, l'alternanza tra Brozovic e Guarin.
Tridente, ipotesi da non scartare, anche senza interpreti adatti. Mancini da tempo attende di varare il modulo prediletto, ma, al momento, deve accontentarsi. Manaj è giovane, porta entusiasmo e merita un'occasione. L'idea è di lanciarlo al fianco di Icardi e Palacio, come riporta la Gds, senza dimenticare Jovetic, a segno con l'Al Ahli e in crescita.
4-2-3-1 per l'Athletic, con Viguera riferimento offensivo. Alle sue spalle, Ibai Gomez, Unai e Vesga. La coppia Undabarrena - Ruiz a spezzare le trame nerazzurre, il quartetto Boveda, Gurpegui, Elustondo e Aurtenetxe a protezione di Iraizoz.
Fischio d'inizio ore 21.


